Articolo in evidenza

La fantastica lettura di un libro che racconta molte vite vissute in una sola vita

Case, amori, universi, il romanzo della vita di Fosco Maraini, ripubblicato dalla Nave di Teseo con una introduzione di Dacia Maraini.
Giovedì, un libro serie 2 pt.8 – Fosco Maraini

Il piccolo Clé, alter ego dell’autore, è un bambino ribelle e vivacissimo, dalla memoria prensile e dalla curiosità insaziabile. Infinite per lui sono le fonti di stupore, gioia e conoscenza: la saggezza dei contadini toscani e i libri fotografici sull’Oriente della mamma inglese, la visione della nebulosa di Andromeda e i discorsi raffinati degli scrittori ospiti dei genitori. Fin da bambino, Maraini sperimenta così le differenze tra il mondo della natura, di tutto ciò che è esterno a noi, e il nostro mondo interiore, che si esprime a seconda degli uomini, delle epoche, delle religioni e delle civiltà. Questo l’incipit di “Case, amori,universi” di Fosco Maraini edito da La Nave di Teseo sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! ricordate di iscrivervi al nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA?view_as=subscriber e di attivare le notifiche cliccando sulla campanella a destra del pulsante “iscritto” per essere sempre aggiornati sulle pubblicazioni dei nostri nuovi video d’arte e cultura!

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Mercoledì 15 gennaio 2020
Articolo in evidenza

Giovedì, un libro, serie 2 pt. 8: Stefania Auci, I leoni di Sicilia

Eccoci all’appuntamento del giovedì, care amiche e amici amanti dei libri e della lettura. Questa volta abbiamo parlato di Stefania Auci, del suo libro I leoni di Sicilia, pubblicato da Casa Editrice Nord. Visibile sulle nostre pagine: Il sonno del Reame o L’enigma d’amore, Claudio Strinati, Dialogues.

-11:35

Giovedì, un libro serie 2 pt.8 – Stefania Auci

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile. Questo l’incipit di “I Leoni di Sicilia” l’ultimo romanzo di Stefania Auci bestseller da 300 mila copie edito da Casa Editrice Nord sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! E soprattutto buona lettura! anche su facebook.com/claudiomassimostrinati, facebook.com/dialoguesarte e sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA/featured?view_as=subscriber dove come sempre vi invitiamo ad iscrivervi per essere aggiornati sulle nostre novità

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Mercoledì 8 gennaio 2020
Articolo in evidenza

Giovedì, un libro serie 2 pt. 7. Domenico Starnone, Confidenza

Questa puntata di Giovedì, un libro è dedicata a Domenico Starnone e al suo ultimo libro, Confidenza, un romanzo composto di tre racconti, in cui si succedono tre voci narranti per dipanare una storia che non si definisce e non si conclude, oscillando tra conferme e smentite, restituita da tre punti di vista diversi per età e per genere.

Giovedì, un libro serie 2 pt.7 – Domenico Starnone

Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di piú, e io farò altrettanto. Cosí rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Questo l’incipit di “Confidenza” l’ultimo libro di Domenico Starnone edito da Einaudi editore sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! E soprattutto buona lettura! anche su facebook.com/claudiomassimostrinati, facebook.com/dialoguesarte e sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA/featured?view_as=subscriber dove come sempre vi invitiamo ad iscrivervi per essere aggiornati sulle nostre novità

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Mercoledì 1 gennaio 2020

Articolo in evidenza

L’appuntamento con i libri del giovedì: la playlist di youtube

Miei cari venticinque lettori, questi appuntamenti con il libro del giovedì si trovano tutti su youtube. Scrivendo sulla finestrina  Dialogues Raccontare l’arte e iscrivendosi (gratuitamente), si possono vedere anche i video d’arte, le conferenze, alcune trasmissioni televisive.  Potete trovare i nostri appuntamenti anche su Facebook, sulle pagine  intitolate Il sonno del reame o l’enigma d’amoreDialogues, oltre che sulla pagina pubblica di Claudio Strinati. Però mi sembra opportuno condividerli anche su questo blog che negli ultimi tempi ho un po’ trascurato.  

Articolo in evidenza

Roman Polanski, J’accuse: un viaggio nella storia e nell’io alle radici del male

L’ufficiale e la spia, libera traduzione del titolo originale del film, J’accuse, è un film profondo, potente, magnifico, ennesimo capolavoro di Roman Polanski. Vederlo è stato come vivere un’esperienza sensoriale, emotiva e intellettiva, totalizzante. Mi capita di rado, soprattutto con alcuni libri, di sentirmi ‘dentro’ il mondo narrato, rappresentato con tanta forza ed evidenza da diventarne io stessa parte integrante. Del caso Dreyfus avevo una memoria molto letteraria, riassunta nell’immagine della prima pagina dell’ “Aurore” con il celebre J’accuse di Emile Zola. Conoscevo la storia dell’ufficiale ebreo, pubblicamente esposto e degradato, condannato alla prigionia in un’isola deserta, per essere stato riconosciuto colpevole di alto tradimento in base alle calunnie montate ad arte dai vertici militari e politici del tempo, sull’onda di ottusi pregiudizi antisemiti. Ma ‘rivivere’ letteralmente il caso Dreyfus, attraverso il film di Polanski, è stata davvero un’esperienza fuori dal comune, una sorta di immersione nelle zone più profonde della storia e dell’interiorità. Mi è sembrato geniale raccontare tutta la vicenda dal punto di vista dell’ufficiale Georges Picquart, penetrando con lui, attraverso il suo sguardo, le sue convinzioni morali e le sue azioni, non solo nella kafkiana burocrazia militare e politica, ma anche in una dettagliata scena urbana e sociale, fatta di strade, case, caratteri, costumi, mentalità, in una Parigi di fine secolo, ricostruita in modo perfetto e avvolgente, con le luci, i cieli, le strade, la polvere, il sangue, più veri del vero. Ma la straordinaria narrazione che Roman Polanski fa dell’affaire Dreyfus è molto di più che una sapiente ricostruzione filologica del grande regista che lui è, in ogni caso. Come altri film di questa nostra attuale stagione culturale, che sembra esprimersi nel modo più alto proprio attraverso il cinema, anche “J’accuse” è un viaggio alle radici oscure del male, che, come un incendio dell’anima, esplode e dilaga in modo diverso e ricorrente, in forme irragionevoli e violente, fino a trovare un argine nella intelligenza limpida dell’arte, capace di riconoscerlo e sovrastarlo.

Articolo in evidenza

Continua senza sosta la devastazione di via dei Fori Imperiali

Per anni, lungo via dei Fori Imperiali, sulla destra, in direzione del Colosseo, di fronte alla Curia, un’ampia area di verde storico e vincolato è stata recintata e sequestrata con una rete, senza che nessun cartello ne indicasse la ragione, neanche a richiesta dei cittadini. Circa un mese fa, o poco più, finalmente è comparso un avviso – ora rimosso e sostituito con quello che si può vedere nell’immagine –  in cui si annunciavano ‘lavori di pulizia propedeutici al progetto di scavo del Foro di Cesare’. Per ‘lavori di pulizia propedeutici’ l’allora sovrintendente ad interim, che firmava il provvedimento affisso sulla rete, intendeva la devastazione del verde storico preesistente, per altro, già da tempo e di fatto, recintato e sottratto al pubblico godimento e soprattutto spogliato di due magnifici e sanissimi pini marittimi. Si contano a decine, ormai, gli alberi abbattuti lungo la via e la stessa sorte toccherà probabilmente ai tre lecci che per ora  sopravvivono in questo scavo, che dovrebbe ripristinare la continuità del Foro di Cesare. Il cartello che ora è affisso sul lato del recinto non mostra più il piano di spesa e i riferimenti del progetto ma si limita a mostrare l’intera area dei Fori di qua e di là della via, delineandone i tracciati antichi, senza tenere nel minimo conto il disegno urbanistico originario dell’area, della via e dei giardini storici inutilmente vincolati.  Avendo già scritto una breve storia della infelice via, che soffre dello stigma del fascismo più di quanto non soffra il Vittoriano di quello monarchico sabaudo, rimando a quella memoria tutti coloro che volessero sapere di più sull’insano comportamento dell’amministrazione capitolina e delle soprintendenze archeologiche, che nel giro di vent’anni hanno trasformata la via, giudicata da Le Corbusier una delle più belle del mondo, in una landa pietrosa, desertificata e inospitale.  Il mio articolo, intitolato Da piazza Venezia a via dei Fori Imperiali: una storica passeggiata ridotta a un percorso di guerra, è stato pubblicato sulla rivista Lazio ieri e oggi (luglio- agosto 2015) e su questo blog il 15 giugno 2016.

figura 1
Articolo in evidenza

L’attualità di Dante. Il lungo ‘cammino’ interpretativo della Commedia dantesca: realtà, simbolo e allegoria.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=824&v=xWsZIwheA-c

Care amiche e amici che ‘avete intelletto d’amore’, date qualche minuto della vostra attenzione a questo video registrato giovedì scorso, 7 febbraio, alla Maison de l’Italie. Ci sentirete parlare del libro di Pier Luigi Vercesi, ‘Il naso di Dante’, e vi troverete coinvolti in una romanzesca inchiesta sulla complessa storia della decifrazione del discorso d’amore dantesco, che, tra impedimenti, fraintendimenti, disavventure e grandi sofferenze, si fece strada nell’Ottocento romantico e politicamente impegnato, seguendo soprattutto la nuova via critica indicata da poeti, letterati e patrioti. Dai trovatori, che per primi espressero magistralmente il significato sapienziale dell’esperienza d’amore, a Dante, che ne raccolse e sublimò l’eredità poetica, accentuandone l’impegno etico e politico, il cammino dell’Amor Platonico si riaprì grazie agli studi appassionati di Gabriele Rossetti, che ne riscoprì le origini remote negli antichi culti misterici e ne decifrò il senso risposto, oscurato da secoli di disattenzione, restando però lui stesso, a lungo, inascoltato.

Articolo in evidenza

Mercoledì 23 gennaio, una bella esperienza nella Biblioteca della città di Arezzo

Mercoledì 23 gennaio. Arezzo. Un giorno molto difficile per le condizioni climatiche decisamente avverse. Scuole chiuse, ritardi e difficoltà lungo le linee ferroviarie e le autostrade, per la neve, la pioggia e il freddo. In programma anche una partita locale. Tutto sembrava congiurare per un annullamento dell’iniziativa e un cambiamento di data. E invece no. Il treno è partito da Roma ed è arrivato ad Arezzo, anche se con un’ora di ritardo, e, dopo pochi minuti è arrivata da Firenze, con un treno regionale, anche la professoressa Isabella Gagliardi, affannata, dopo aver partecipato a una riunione accademica imprevista. Una cara amica aretina, Maria Grazia Redi, che mi aveva aspettato pazientemente davanti alla stazione,  ha accompagnato tutt’e due in auto, su, verso la Pieve, nella parte alta della città, dove si trovano l’Accademia Petrarca e la Biblioteca della città di Arezzo, in una posizione meravigliosa ma assai difficile da raggiungere a piedi in una giornata fredde e piovosa. Immaginavo già che avrei solo salutato e ringraziato gli organizzatori, la professoressa Francesca Chieli, consigliera della Biblioteca e il professor Giulio Firpo, presidente dell’Accademia Petrarca, e sarei velocemente ripartita per assenza di pubblico, viste le circostanze così sfavorevoli. Invece è stato davvero sorprendente verificare come, anche nelle condizioni più sfavorevoli, tutto può andare per il meglio e non si deve mai disperare. Entrata nella sala, per altro non troppo riscaldata, ho trovato un pubblico curioso e infreddolito, di varie età e provenienza, donne e uomini, giovani e meno giovani, con ogni evidenza ben disposti a lasciarsi coinvolgere niente meno che in una discussione sul tema d’amore. Quanto di più originale si possa immaginare in un tempo come il nostro, apparentemente sempre più cieco e ottuso di fronte a tutto ciò che riguarda l’arte, la bellezza, la sapienza, l’esercizio del libero pensiero.  A incontro già iniziato, continuavano a entrare persone. Molti acquistavano anche il libro. Sorprendente davvero. Cordiali e amabili le parole introduttive di Francesca Chieli e di Giulio Firpo, ampia e precisa l’introduzione storica di Isabella, veemente, credo, come al solito, il mio intervento su temi e momenti della nostra civiltà europea che mi appassionano per la loro innegabile e immortale attualità.  Che dire se non che è stata davvero una bella esperienza di profondo dialogo del cuore, dell’anima e della mente?

Giovedì un libro. Serie 2 Puntata n.10. Lia Levi, Una bambina e basta.

Giovedì, un libro serie 2 pt.10 – Lia Levi

Lia Levi ripercorre la sua storia al tempo delle leggi razziali e ne fa dono ai bambini di oggi. Lia ha appena finito la prima elementare, quando la mamma le dice che a settembre non potrà più tornare in classe. Mussolini, che comanda su tutti, non vuole più i bambini ebrei nelle scuole. In realtà non vuole gli ebrei a Torino, dove Lia abita con la famiglia, né a Milano e nemmeno a Roma. Non li vuole da nessuna parte. Con le valigie sempre in mano, i perché nella testa di Lia crescono ogni giorno. Questo l’incipit di “Una bambina e basta” di Lia Levi edito da HarperCollins Italia Editore – a distanza dalla prima pubblicazione di Edizioni E/O del 1994 – sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! E soprattutto buona lettura! anche sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA/featured?view_as=subscriber dove come sempre vi invitiamo ad iscrivervi per essere aggiornati sulle nostre novità

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Giovedì 23 gennaio 2020
Nel mondo narrato di Lia Levi bambina, drammaticamente corrispondente al vero.

Conversazione del giovedì su un libro, sulla scrittura, la lettura e una passione condivisa. La storia della segretaria di Dostoevskij.

L’appuntamento con il libro di ogni giovedì. Ieri abbiamo parlato di Dostoevskij, del mondo del libro, della lettura e della scrittura di ieri, non troppo diverso da quello di oggi, se non per le modalità e la velocità di ogni passaggio (eccessiva..). Ma la vera storia di un libro, se il libro è autentico e vero, è sempre, in ogni tempo, una storia di passione e condivisione. Ecco la nostra conversazione.