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L’appuntamento con i libri del giovedì: la playlist di youtube

Miei cari venticinque lettori, questi appuntamenti con il libro del giovedì si trovano tutti su youtube. Scrivendo sulla finestrina  Dialogues Raccontare l’arte e iscrivendosi (gratuitamente), si possono vedere anche i video d’arte, le conferenze, alcune trasmissioni televisive.  Potete trovare i nostri appuntamenti anche su Facebook, sulle pagine  intitolate Il sonno del reame o l’enigma d’amoreDialogues, oltre che sulla pagina pubblica di Claudio Strinati. Però mi sembra opportuno condividerli anche su questo blog che negli ultimi tempi ho un po’ trascurato.  

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Roman Polanski, J’accuse: un viaggio nella storia e nell’io alle radici del male

L’ufficiale e la spia, libera traduzione del titolo originale del film, J’accuse, è un film profondo, potente, magnifico, ennesimo capolavoro di Roman Polanski. Vederlo è stato come vivere un’esperienza sensoriale, emotiva e intellettiva, totalizzante. Mi capita di rado, soprattutto con alcuni libri, di sentirmi ‘dentro’ il mondo narrato, rappresentato con tanta forza ed evidenza da diventarne io stessa parte integrante. Del caso Dreyfus avevo una memoria molto letteraria, riassunta nell’immagine della prima pagina dell’ “Aurore” con il celebre J’accuse di Emile Zola. Conoscevo la storia dell’ufficiale ebreo, pubblicamente esposto e degradato, condannato alla prigionia in un’isola deserta, per essere stato riconosciuto colpevole di alto tradimento in base alle calunnie montate ad arte dai vertici militari e politici del tempo, sull’onda di ottusi pregiudizi antisemiti. Ma ‘rivivere’ letteralmente il caso Dreyfus, attraverso il film di Polanski, è stata davvero un’esperienza fuori dal comune, una sorta di immersione nelle zone più profonde della storia e dell’interiorità. Mi è sembrato geniale raccontare tutta la vicenda dal punto di vista dell’ufficiale Georges Picquart, penetrando con lui, attraverso il suo sguardo, le sue convinzioni morali e le sue azioni, non solo nella kafkiana burocrazia militare e politica, ma anche in una dettagliata scena urbana e sociale, fatta di strade, case, caratteri, costumi, mentalità, in una Parigi di fine secolo, ricostruita in modo perfetto e avvolgente, con le luci, i cieli, le strade, la polvere, il sangue, più veri del vero. Ma la straordinaria narrazione che Roman Polanski fa dell’affaire Dreyfus è molto di più che una sapiente ricostruzione filologica del grande regista che lui è, in ogni caso. Come altri film di questa nostra attuale stagione culturale, che sembra esprimersi nel modo più alto proprio attraverso il cinema, anche “J’accuse” è un viaggio alle radici oscure del male, che, come un incendio dell’anima, esplode e dilaga in modo diverso e ricorrente, in forme irragionevoli e violente, fino a trovare un argine nella intelligenza limpida dell’arte, capace di riconoscerlo e sovrastarlo.

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Continua senza sosta la devastazione di via dei Fori Imperiali

Per anni, lungo via dei Fori Imperiali, sulla destra, in direzione del Colosseo, di fronte alla Curia, un’ampia area di verde storico e vincolato è stata recintata e sequestrata con una rete, senza che nessun cartello ne indicasse la ragione, neanche a richiesta dei cittadini. Circa un mese fa, o poco più, finalmente è comparso un avviso – ora rimosso e sostituito con quello che si può vedere nell’immagine –  in cui si annunciavano ‘lavori di pulizia propedeutici al progetto di scavo del Foro di Cesare’. Per ‘lavori di pulizia propedeutici’ l’allora sovrintendente ad interim, che firmava il provvedimento affisso sulla rete, intendeva la devastazione del verde storico preesistente, per altro, già da tempo e di fatto, recintato e sottratto al pubblico godimento e soprattutto spogliato di due magnifici e sanissimi pini marittimi. Si contano a decine, ormai, gli alberi abbattuti lungo la via e la stessa sorte toccherà probabilmente ai tre lecci che per ora  sopravvivono in questo scavo, che dovrebbe ripristinare la continuità del Foro di Cesare. Il cartello che ora è affisso sul lato del recinto non mostra più il piano di spesa e i riferimenti del progetto ma si limita a mostrare l’intera area dei Fori di qua e di là della via, delineandone i tracciati antichi, senza tenere nel minimo conto il disegno urbanistico originario dell’area, della via e dei giardini storici inutilmente vincolati.  Avendo già scritto una breve storia della infelice via, che soffre dello stigma del fascismo più di quanto non soffra il Vittoriano di quello monarchico sabaudo, rimando a quella memoria tutti coloro che volessero sapere di più sull’insano comportamento dell’amministrazione capitolina e delle soprintendenze archeologiche, che nel giro di vent’anni hanno trasformata la via, giudicata da Le Corbusier una delle più belle del mondo, in una landa pietrosa, desertificata e inospitale.  Il mio articolo, intitolato Da piazza Venezia a via dei Fori Imperiali: una storica passeggiata ridotta a un percorso di guerra, è stato pubblicato sulla rivista Lazio ieri e oggi (luglio- agosto 2015) e su questo blog il 15 giugno 2016.

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L’attualità di Dante. Il lungo ‘cammino’ interpretativo della Commedia dantesca: realtà, simbolo e allegoria.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=824&v=xWsZIwheA-c

Care amiche e amici che ‘avete intelletto d’amore’, date qualche minuto della vostra attenzione a questo video registrato giovedì scorso, 7 febbraio, alla Maison de l’Italie. Ci sentirete parlare del libro di Pier Luigi Vercesi, ‘Il naso di Dante’, e vi troverete coinvolti in una romanzesca inchiesta sulla complessa storia della decifrazione del discorso d’amore dantesco, che, tra impedimenti, fraintendimenti, disavventure e grandi sofferenze, si fece strada nell’Ottocento romantico e politicamente impegnato, seguendo soprattutto la nuova via critica indicata da poeti, letterati e patrioti. Dai trovatori, che per primi espressero magistralmente il significato sapienziale dell’esperienza d’amore, a Dante, che ne raccolse e sublimò l’eredità poetica, accentuandone l’impegno etico e politico, il cammino dell’Amor Platonico si riaprì grazie agli studi appassionati di Gabriele Rossetti, che ne riscoprì le origini remote negli antichi culti misterici e ne decifrò il senso risposto, oscurato da secoli di disattenzione, restando però lui stesso, a lungo, inascoltato.

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Mercoledì 23 gennaio, una bella esperienza nella Biblioteca della città di Arezzo

Mercoledì 23 gennaio. Arezzo. Un giorno molto difficile per le condizioni climatiche decisamente avverse. Scuole chiuse, ritardi e difficoltà lungo le linee ferroviarie e le autostrade, per la neve, la pioggia e il freddo. In programma anche una partita locale. Tutto sembrava congiurare per un annullamento dell’iniziativa e un cambiamento di data. E invece no. Il treno è partito da Roma ed è arrivato ad Arezzo, anche se con un’ora di ritardo, e, dopo pochi minuti è arrivata da Firenze, con un treno regionale, anche la professoressa Isabella Gagliardi, affannata, dopo aver partecipato a una riunione accademica imprevista. Una cara amica aretina, Maria Grazia Redi, che mi aveva aspettato pazientemente davanti alla stazione,  ha accompagnato tutt’e due in auto, su, verso la Pieve, nella parte alta della città, dove si trovano l’Accademia Petrarca e la Biblioteca della città di Arezzo, in una posizione meravigliosa ma assai difficile da raggiungere a piedi in una giornata fredde e piovosa. Immaginavo già che avrei solo salutato e ringraziato gli organizzatori, la professoressa Francesca Chieli, consigliera della Biblioteca e il professor Giulio Firpo, presidente dell’Accademia Petrarca, e sarei velocemente ripartita per assenza di pubblico, viste le circostanze così sfavorevoli. Invece è stato davvero sorprendente verificare come, anche nelle condizioni più sfavorevoli, tutto può andare per il meglio e non si deve mai disperare. Entrata nella sala, per altro non troppo riscaldata, ho trovato un pubblico curioso e infreddolito, di varie età e provenienza, donne e uomini, giovani e meno giovani, con ogni evidenza ben disposti a lasciarsi coinvolgere niente meno che in una discussione sul tema d’amore. Quanto di più originale si possa immaginare in un tempo come il nostro, apparentemente sempre più cieco e ottuso di fronte a tutto ciò che riguarda l’arte, la bellezza, la sapienza, l’esercizio del libero pensiero.  A incontro già iniziato, continuavano a entrare persone. Molti acquistavano anche il libro. Sorprendente davvero. Cordiali e amabili le parole introduttive di Francesca Chieli e di Giulio Firpo, ampia e precisa l’introduzione storica di Isabella, veemente, credo, come al solito, il mio intervento su temi e momenti della nostra civiltà europea che mi appassionano per la loro innegabile e immortale attualità.  Che dire se non che è stata davvero una bella esperienza di profondo dialogo del cuore, dell’anima e della mente?

giovedì un libro, pt 9

Giovedì, un libro pt.8 Antonio Monda

Cari amici, in questa ottava puntata di “Giovedì, un libro”, vi consigliamo il libro di Antonio Monda "Nel territorio del diavolo", edito da Mondadori. Monda, che si conferma come uno degli autori italiani più internazionali, continua la sua esplorazione letteraria di New York con un testo profondo, appassionante e di clamorosa attualità, ricostruendo la storia di una delle figure politiche più controverse degli ultimi cinquant’anni. Anche sulle pagine facebook.com/dialoguesarte, facebook.com/claudiomassimostrinati, sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA?view_as=subscriber dove vi invitiamo ad iscrivervi e sul nostro sito web www.dialoguesarte.it Buona visione e soprattutto buona lettura!

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Martedì 9 luglio 2019

Questa è la nona puntata di ‘giovedì un libro’, dedicata ad Antonio Monda e all’ultimo romanzo della sua serie dedicata a New York. Sempre interessanti e attuali i suoi libri e anche molto amabile l’autore.

giovedì, un libro, pt 10

Care amiche e amici, per quelli di voi che non frequentano né facebook né youtube, ripropongo i giovedì dedicati a un libro anche su questo blog che ho molto trascurato. Me lo ha suggerito Teo, incaricato dal suo vecchio amico, il gatto Gregorio, che vorrebbe tornare a dire la sua su tanti argomenti non solo letterari. Per ora la puntata 10, l’ultima dedicata a Claudia Durastanti. Proverò a pubblicare anche tutte le altre.