Cosa racconta L'archivio segreto?

Una cena tra amiche in una bella casa di un quartiere residenziale di Roma, a parlare d’arte e di letteratura, ma soprattutto di sentimenti, di vita. La protagonista, il mattino successivo, decide di cancellare i suoi impegni quotidiani e di andarsene a zonzo fino a sera, come a voler ritrovare le tracce di una identità perduta, nel cuore e nella memoria storica della sua antica città. Lungo il cammino fa molti incontri, parla con uomini e donne persi in continue inchieste d’amore, esplora luoghi segreti seguendo misteriose indicazioni, alla ricerca di una chiave di accesso alla babele dell’esistenza
nella magia di una strana passeggiata tra i rioni di Roma: da piazza Venezia e attraverso Campo Marzio, fino al Ghetto, al teatro di Marcello, al Campidoglio. Un intrico di vie e di monumenti che diventano un labirinto popolato di personaggi e di storie di tempi andati. Un cammino senza meta apparente che ripropone il vecchio gioco delle parti in commedia. Una favola cittadina che si conclude nell’arco di un giorno sullo sfondo del Pantheon, sovrastato da un cielo notturno illuminato dalla luna.

Questa antica pianta di Roma mi fa sempre sognare ogni volta che la guardo con attenzione immaginando di essere piccola piccola in una di quelle vie e di quelle piazze, alcune scomparse. Il Ghetto, ad esempio, a destra, in basso, con le sue porte di ingresso. Così angusto e ricco di memorie. A ridosso di piazza Campitelli, del Teatro di Marcello, di Sant’Angelo in Pescheria, dell’Isola Tiberina. Immaginare di percorrerlo come era e di percorrerlo ora come è. Un esercizio di memoria e di conoscenza di sé attraverso le stratificazioni del tempo che a Roma diventano concrete e visibili più che in ogni altro luogo.



2 pensieri su “Cosa racconta L'archivio segreto?

  1. Marina P.

    Marina:
    Annarosa ci invita a passeggiare con lei in una delle parti più antiche e segrete di Roma: Nella sospensione del tempo quotidiano, guidata dalle emozioni e dai ricordi segue il flusso dei suoi pensieri che animano di presenze misteriose le antiche pietre: Tutto quello che la circonda dialoga con lei ,domanda e risponde, pietre ed animali, come un sortilegio nell’ ora fuori dal tempo:raccontano, le pietre, storie di donne vissute in altri tempi , vicende lontane e vicine che hanno lasciato il segno nei luoghi. I luoghi sospingono la mente nel tempo, la mente cerca i luoghi nello spazio in cui si muove: Una sorta di istinto la sospinge ad andare e le permette di comunicare al di là dell’umano con oggetti ed animali, di interrogarsi sul senso dell’esistere. Non esiste risposta al senso ultimo dell’esistenza se non nell’eterno fluire del tempo.Si fatica, finita la lettura, a ritornare nella rumorosa e stanca quotidianità, vorremmo continuare a restare con lei che, chissà dove, sta continuando ad andare…….

    Maggio 17th, 2008 | 7:16 pm edit

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  2. Loredana S.

    La tenera amica che scrive una storia d’amore infinita non senza fatica non senza dolore. Commossa la leggo: m’impiglio alla rete tessuta con trame di vita vissuta. Bisbiglio di vite leggere che ratte s’apprendono al cuore come cose sognate ma vere.

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