Ancora sugli sbancamenti a Colle Oppio

ADNKRONOS di oggi, 18 luglio 2011

Il comunicato è minaccioso ed essenziale. Non credo che molti giornali riprenderanno la notizia e la commenteranno in modo critico. Preoccupiamocene noi…

“Parlando poi dei finanziamenti necessari per i lavori sulla Domus Aurea, il sottosegretario Giro ha detto che ”il Colosseo salverà la Domus Aurea per la quale ogni anno dobbiamo prevedere fondi ordinari e straordinari, per i quali c’è l’impegno del ministro Galan molto sensibile ai problemi di Roma. Per i fondi ordinari – spiega – una parte dei proventi della bigliettazione del Colosseo, circa 35 milioni l’anno sicuramente destinati ad aumentare – sarà destinata alla Domus. Contiamo di recuperarne almeno 4 milioni l’anno”. Per ora ce ne sono solo una decina ma ”bastano per iniziare”, sottolinea il sottosegretario.

Intanto sono iniziati i lavori sulla Domus Aurea. ”Per ora – spiega Luciano Marchetti, dal 2006 commissario straordinario della Domus Aurea – stiamo procedendo con i lavori di consolidamento delle volte per seguire, da settembre, con i lavori di sbancamento del terrapieno di circa tre metri che sovrasta la struttura e dalla quale provengono le infiltrazioni di acqua a causa del carico di 6 tonnellate di terra al metro quadro che grava sull’edificio”.

Verrà sbancata una parte dei giardini di Colle Oppio inizialmente con un mezzo meccanico di 3,5 quintali di peso (un mezzo più pesante potrebbe sfondarne il tetto), che sbanca 60 centimetri cubi di terra per volta, poi si procederà a mano per evitare problemi alle volte sottostanti. I lavori riguardano l’area che va dalla sala Ottagona fino all’area est. Potrebbero venire fuori delle grandi e inaspettate rivelazioni archeologiche.

3 pensieri su “Ancora sugli sbancamenti a Colle Oppio

  1. barbara

    da repubblica di oggi, sempre sul tema:
    Domus Aurea, Soprintendenza
    e commissario divisi sui restauriSfida sul futuro del monumento. Tutto si gioca su due progetti: quello di Luciano Marchetti nell’ala est con terrapieno e ambienti coperti; e quello a ovest della Sovrintendenza per realizzare un “massetto tecnologico”di LAURA LARCAN

    La Domus Aurea
    Il futuro della Domus Aurea ha il sapore di una partita a scacchi dove a sfidarsi sono il Commissario del monumento e la Soprintendenza. Tutto si gioca su due progetti. Quello firmato da Luciano Marchetti, nell’ala est oltre la Sala Ottagona, che prevede di scavare il terrapieno che preme sulle strutture antiche sottostanti, dotando i nuovi ambienti di una copertura, per cui è stato preso a modello l’intercapedine di una centrale elettrica scavata negli anni ’60.

    E quello della Soprintendenza, nell’ala ovest, che punta a rimuovere la terra per realizzare un “massetto tecnologico” impermeabile, valorizzando le Terme di Traiano in funzione del disegno dei giardini. Marchetti
    ribadisce che tutto viene fatto in accordo con la Soprintendenza ma ieri, al sopralluogo sollecitato dal sottosegretario Francesco Giro, mancavano la soprintendente Anna Maria Moretti e la direttrice della Domus, Fedora Filippi, assenti perché avvisate del blitz troppo tardi. Gaffe a parte, a settembre l’avvio dello scavo sul Colle Oppio. Nulla è definitivo, però. Lo precisa Luigi Malnati, direttore generale per le antichità: “Alla riunione
    tecnica di giovedì scorso, l’accordo raggiunto prevede la sperimentazione di entrambe le proposte. Ma nulla è ancora certo. Si tratta di un progetto unico con due possibili soluzioni. I comitati di settore congiunti, archeologico e architettonico, si riservano di valutare i risultati della sperimentazione e quale intervento adottare”. Obiettivi sostanziali rimangono l’impermeabilizzazione e la garanzia del microclima interno per salvaguardare gli affreschi. È Marchetti che solleva perplessità: “Un sistema analogo a quello della Soprintendenza è già stato testato in precedenza in un piccolo punto, ed è diventato un serbatoio d’acqua”.

    E negli uffici di Palazzo Altemps il malumore serpeggia. Fanno sapere che il loro progetto sperimentale è stato già valutato l’11 aprile scorso dai comitati di settore. Quanto alle risorse, Giro garantisce: “Dai 35 milioni di euro l’anno ricavati dalla biglietti del Colosseo, m’aspetto almeno 4 milioni l’anno per la Domus”.

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  2. barbara

    Ancora Domus Aurea dal Corriere della Sera di oggi:
    Domus Aurea, battaglia contro
    il «restauro con il cemento»

    Giro: «I fondi arrivano dai biglietti del Colosseo».
    Critiche al piano di sbancamento del parco di Colle Oppio. Marucci:«Dieci anni di lavori e 50 milioni». ROMA – «Quasi cinquanta piloni infissi per oltre mezzo metro nelle murature antiche, diversi ascensori per condurre i visitatori al livello sottostante, uno scavo che prevede ingenti mezzi meccanici, un costo previsto che si aggira intorno ai 50 milioni di euro…». E’ già polemica – queste le parole appena pronunciate dal senatore Andrea Marcucci, ex sottosegretario ai Beni culturali – sull’intervento annunciato per la Domus Aurea, due anni di lavori per il primo lotto, almeno dieci per arrivare in fondo, tra i 25 e i 30 milioni di euro il costo richiesto.

    PROTESTE – Appena annunciato, il piano che drenerà entrate da quelle del Colosseo (35 milioni all’anno), è stato frontalmente attaccato da Marcucci. Nel mirino l’attuale sottosegretario Francesco Giro (Pdl) che ha spiegato i lineamenti dell’intervento. Ma anche il comitato Celio è già sul piede di guerra per l’annunciato sbancamento del parco di Colle Oppio, cuore del progetto.

    COLOSSEO SALVERA’ LA DOMUS – «Il Colosseo salverà la Domus Aurea». Ad affermarlo è stato lunedì il sottosegretario Francesco Giro parlando dei finanziamenti necessari per i lavori sulla Domus Aurea «per la quale – ha aggiunto – ogni anno dobbiamo prevedere fondi ordinari e straordinari, per i quali c’e’ l’impegno del ministro Galan molto sensibile ai problemi di Roma. Per i fondi ordinari una parte dei proventi della bigliettazione del Colosseo, circa 35 milioni l’anno sicuramente destinati ad aumentare, sarà destinata alla Domus. Contiamo di recuperarne almeno 4 milioni l’anno». Per ora ce ne sono solo una decina, ma «bastano per iniziare», sottolinea il sottosegretario.

    LAVORI ALLA DOMUS – Intanto sono iniziati i lavori sulla Domus Aurea. «Per ora – spiega Luciano Marchetti, dal 2006 commissario straordinario della Domus Aurea – stiamo procedendo con i lavori di consolidamento delle volte per seguire, da settembre, con i lavori di sbancamento del terrapieno di circa tre metri che sovrasta la struttura e dalla quale provengono le infiltrazioni di acqua a causa del carico di sei tonnellate di terra al metro quadro che grava sull’edificio».

    SBANCARE IL PARCO – L’idea è dunque di sbancare parte del parco di Colle Oppio inizialmente con un mezzo meccanico di 3,5 quintali di peso (un mezzo più pesante potrebbe sfondar il tetto della Domus Aurea), che sbanca 60centimetri cubi di terra per volta, poi si procederà a mano per evitare problemi alle volte sottostanti. I lavori riguardano l’area che va dalla sala Ottagona fino all’area est. Potrebbero venire fuori delle grandi e inaspettate rivelazioni archeologiche, come le colonne del portico che circondava le Terme di Traiano e i massetti traianei. Per la fase due bisognerà scegliere tra due progetti, uno definito «Marchetti-Carandini» e l’altro della Sovrintendenza archeologica statale di Roma. Il primo prevede la realizzazione di una intercapedine di tre metri, ispezionabile, sulla quale verrà ripristinato il manto erboso del parco di Colle Oppio che avrà una profondità di soli 50 centimetri (contro i tre metri attuali). L’altro progetto, quello della Sovrintendenza, prevede comunque lo sbancamento dell’area dei giardini e poi la realizzazione di un «massetto tecnologico» da porre sopra il massetto traianeo creando 50 centimetri di impermeabilizzazione.

    RIPRISTINO DELL’AREA – Già dalla fine del primo intervento i giardini saranno ripristinati, anzi «verrà rivalutata tutta l’intera area di Colle Oppio -assicura Giro- anche attraverso la ricuciture delle aree archeologiche che si trovano in questa area». L’obiettivo finale sarà quello di aprire al pubblico questa immensa e affascinante area archeologica, «anche se le visite saranno visite contingentate -spiega il commissario Marchetti – vista la necessità di mantenere la temperatura interna inalterata».

    CRITICHE – Pollice verso, come anticipato, da parte del senatore Andrea Marcucci, che sull’argomento ha presentato anche una interrogazione urgente al ministro dei Beni culturali Galan. «La Domus Aurea non ha bisogno di progetti da apprendisti stregoni, pesanti ed invasivi – obietta Marcucci -. Altro che conservazione, l’intervento annunciato oggi è spettacolare, rischioso e irrealizzabile». E ancora: «La priorità, come giustamente sottolinea la Soprintendenza, è la conservazione del sito e l’impermeabilizzazione delle sale, qui invece si punta su un intervento costosissimo e di pura cosmesi, che susciterà grandi preoccupazioni sulla tenuta della Domus Aurea. Ho anche fondati dubbi che i lavori possano cominciare presto, come annunciato da Giro. Da questo punto di vista è emblematica l’assenza al sopralluogo della soprintendente ai beni archeologici Anna Maria Moretti e della direttrice del monumento Fedora Filippi. Anche la finanziabilità del progetto, è davvero stravagante. In una stagione di tagli, il ministero dei Beni culturali immagina di trovare risorse infinite, sottraendole tra le altre cose dal Colosseo e che per il tipo di progetto presentato sono comunque destinate inevitabilmente ad aumentare e a superare quota 50 milioni. Si fermino prima di provocare danni irreparabili ed aspettino il parere della Soprintendenza».

    LA REPLICA DI GIRO – «Le dichiarazioni del senatore Marcucci sono sorprendenti, inutilmente allarmistiche e parlano di un progetto che non abbiamo né annunciato né tantomeno illustrato oggi», ha ribattuto il sottosegretario Giro. «Marcucci parla di piloni infilati sulle murature artistiche che non esistono, di ascensori che non esistono, di mezzi meccanici pesanti che non esistono. Ma di che cosa sta parlando? Il progetto per salvare la Domus aurea è stato valutato dai Comitati tecnico-scientifici di settore dei beni archeologici e architettonici che hanno lavorato in modo congiunto, è frutto di un lavoro condotto con la Direzione generale centrale dei beni archeologici e con la Soprintendenza ai beni archeologici, ed è stato sottoposto anche all’attenzione della Sovrintendenza ai beni culturali del Comune di Roma. Presto verrà illustrato corredato da tutte le relazioni tecniche e non è certamente quello strillato dal senatore Marcucci».

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