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Avviata l'opera di distruzione della domus aurea e dei giardini di Colle Oppio

I nuovo barbari ora si chiamano “commissari” e sono legittimati a procedere senza alcuna reale competenza e al di fuori di qualunque regola. Chiunque abbia a cuore la città e il suo inestimabile patrimonio artistico e storico è chiamato a intervenire per segnalare gli abusi di potere ed evitare la devastazione definitiva di un’intera area archeologica e di un giardino di inestimabile bellezza.

Domus Aurea, il cantiere della discordia. “Un´opera da megalomani e pericolosa”
Carlo Alberto Bucci – Laura Larcan

La Repubblica – Roma 4/12/2011

La Soprintendenza contesta il progetto da 50 milioni del Commissario
Nei giardini è già stata montata la struttura per avviare il primo scavo
Sarà portato alla luce il secondo livello. Ed è prevista una copertura provvisoria

Scontro sul piano di salvataggio della Domus Aurea. Questo mese partono i lavori voluti dal commissario delegato del Ministero per i Beni culturali. Ma la Soprintendenza archeologica ha dato il suo parere negativo al via. Eppure ponteggi, recinzioni e container sono stati già piazzati sul prato di Colle Oppio. All´ombra della complessa operazione di restauro della Casa di Nerone, chiusa da sei anni per i crolli e le rovinose infiltrazioni d´acqua, continua a consumarsi il braccio di ferro tra la Soprintendenza e il commissario delegato per la sicurezza Luciano Marchetti per l´approvazione definitiva del progetto “guida”.
Ai blocchi di partenza sono proprio i lavori di dissodamento dei giardini del Colle Oppio, in corrispondenza della famosa Sala Ottagona, che dovrebbero gettare le basi per il progetto curato dal commissario Marchetti insieme ad Andrea Carandini, la cosiddetta “struttura sperimentale reticolare”, che prevede la rimozione del terrapieno che grava pesantemente sulle strutture antiche sottostanti, svelando nuovi ambienti mai visti, ossia il secondo livello della Domus Aurea, e dotandoli di una nuova copertura stabile. Un progetto tanto innovativo quanto oneroso (che costa tra i 45 e i 50 milioni di euro) alternativo a quello più classico della Soprintendenza (costo 15 milioni) che l´ha subito giudicato “troppo faraonico, inutile e pericoloso per il monumento”. L´ambizione del progetto Marchetti-Carandini deve fare però i conti con i comitati congiunti di settore, archeologici e architettonici, del Ministero per i beni culturali, che non hanno ancora espresso un´approvazione ufficiale. «Noi intanto prepariamo lo scavo – racconta il direttore dei lavori del cantiere del Commissario Vincenzo Angeletti Labini – stiamo predisponendo tutto quello che occorre per avviare nei prossimi giorni la prima fase del progetto, vale a dire il primo intervento di scavo sul Colle Oppio, finalizzato alla realizzazione di una copertura provvisoria. Si tratta di una struttura esterna dotata di materiale isolante che protegga l´area dalle piogge e dagli sbalzi di temperatura». L´area dei giardini del Colle Oppio è stata recintata: «I lavori riguarderanno l´estremità orientale, l´ala est a partire dalla Sala Ottagona, estendendosi per circa sette o otto ambienti», avverte Angeletti, che sottolinea: «Attendiamo a breve il parere dei comitati tecnici congiunti per predisporre la fase esecutiva dei lavori».
Un´approvazione che, però, stenta ad arrivare a fronte di una riunione tecnica che si è svolta già a luglio scorso, quando il direttore generale per le antichità Luigi Malnati aveva stabilito che per portare avanti uno dei due progetti bisognava attendere il parere dei comitati. Il ritardo lascia presupporre un aperto contrasto. «Se i comitati scientifici esprimeranno ora un parere contrario, opteremo per una soluzione di alleggerimento del terrapieno, con un cosiddetto vuoto tecnico, un´intercapedine sottostante i giardini». Soluzione che sembra collimare in extremis col progetto della Soprintendenza, messo a punto per l´ala ovest della Domus Aurea, puntando ad un “massetto tecnologico” impermeabile, e valorizzando le Terme di Traiano in funzione del disegno dei giardini. Forse è la preoccupazione per l´incombere della stagione del maltempo, fatto sta che il commissario si affretta ad aprire un cantiere senza l´approvazione dei comitati tecnici, né della Soprintendenza guidata da Anna Maria Moretti al cui «no» Marchetti ha risposto presentando un «via libera» rilasciato però – sottolineano a palazzo Massimo – ai tempi di Bottini (2005-2010) «ma per un diverso progetto»

Ancora sugli sbancamenti a Colle Oppio

ADNKRONOS di oggi, 18 luglio 2011

Il comunicato è minaccioso ed essenziale. Non credo che molti giornali riprenderanno la notizia e la commenteranno in modo critico. Preoccupiamocene noi…

“Parlando poi dei finanziamenti necessari per i lavori sulla Domus Aurea, il sottosegretario Giro ha detto che ”il Colosseo salverà la Domus Aurea per la quale ogni anno dobbiamo prevedere fondi ordinari e straordinari, per i quali c’è l’impegno del ministro Galan molto sensibile ai problemi di Roma. Per i fondi ordinari – spiega – una parte dei proventi della bigliettazione del Colosseo, circa 35 milioni l’anno sicuramente destinati ad aumentare – sarà destinata alla Domus. Contiamo di recuperarne almeno 4 milioni l’anno”. Per ora ce ne sono solo una decina ma ”bastano per iniziare”, sottolinea il sottosegretario.

Intanto sono iniziati i lavori sulla Domus Aurea. ”Per ora – spiega Luciano Marchetti, dal 2006 commissario straordinario della Domus Aurea – stiamo procedendo con i lavori di consolidamento delle volte per seguire, da settembre, con i lavori di sbancamento del terrapieno di circa tre metri che sovrasta la struttura e dalla quale provengono le infiltrazioni di acqua a causa del carico di 6 tonnellate di terra al metro quadro che grava sull’edificio”.

Verrà sbancata una parte dei giardini di Colle Oppio inizialmente con un mezzo meccanico di 3,5 quintali di peso (un mezzo più pesante potrebbe sfondarne il tetto), che sbanca 60 centimetri cubi di terra per volta, poi si procederà a mano per evitare problemi alle volte sottostanti. I lavori riguardano l’area che va dalla sala Ottagona fino all’area est. Potrebbero venire fuori delle grandi e inaspettate rivelazioni archeologiche.