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L’attualità di Dante. Il lungo ‘cammino’ interpretativo della Commedia dantesca: realtà, simbolo e allegoria.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=824&v=xWsZIwheA-c

Care amiche e amici che ‘avete intelletto d’amore’, date qualche minuto della vostra attenzione a questo video registrato giovedì scorso, 7 febbraio, alla Maison de l’Italie. Ci sentirete parlare del libro di Pier Luigi Vercesi, ‘Il naso di Dante’, e vi troverete coinvolti in una romanzesca inchiesta sulla complessa storia della decifrazione del discorso d’amore dantesco, che, tra impedimenti, fraintendimenti, disavventure e grandi sofferenze, si fece strada nell’Ottocento romantico e politicamente impegnato, seguendo soprattutto la nuova via critica indicata da poeti, letterati e patrioti. Dai trovatori, che per primi espressero magistralmente il significato sapienziale dell’esperienza d’amore, a Dante, che ne raccolse e sublimò l’eredità poetica, accentuandone l’impegno etico e politico, il cammino dell’Amor Platonico si riaprì grazie agli studi appassionati di Gabriele Rossetti, che ne riscoprì le origini remote negli antichi culti misterici e ne decifrò il senso risposto, oscurato da secoli di disattenzione, restando però lui stesso, a lungo, inascoltato.

Gli auguri di Gregorio e di Teo

TeoMi chiamo Teo e sono grande amico del gatto Gregorio che molti di voi conoscono. È con lui che saluto e abbraccio tutti gli amici, vecchi e nuovi, senza distinzioni di età, di genere, di censo, di specie. Soprattutto agli amici umani, afflitti da molti malesseri, auguro di riconoscere e preservare il bene e la bellezza, di essere lieti e operosi, di poter amare ed essere amati, di condividere affetti e progetti, di curarsi di sé e di ogni altro essere vivente in qualunque forma si manifesti. A tutti l’augurio di essere ben desti e attivi perché Il sonno del Reame abbia fine.

Marcello Sorgi, Se il tiranno è un alibi per il popolo

Una recensione di Marcello Sorgi che ha colto una straordinaria analogia tra Il sonno del Reame e Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini

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Se il tiranno è un alibi per il popolo

di Marcello Sorgi
in “La Stampa” del 23 gennaio 2014
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Il principe di un antico reame, ricco di storia e di testimonianze artistiche di altre epoche felici,
assume poteri assoluti e decide, incontrastato, che è l’ora di liberarsi di tutto il patrimonio culturale
custodito in scuole, biblioteche e musei. Commercializzarlo, venderlo, metterlo a frutto, questo è il
suo programma, reso più urgente dal dissesto finanziario dello Stato, che la liquidazione dei beni
artistici consentirà di arginare.
Gli unici che si oppongono allo scempio sono cinque stravaganti personaggi, armati quasi solo della
loro buona volontà (oltre che della loro cultura): ma a guardarli, si direbbe non ce la possano mai
fare. Tuttavia il grande maestro, il gatto sapiente, l’antiquario che va e viene dall’aldilà, la donna
inquieta e il suo compagno non si arrendono. A loro toccherà scoprire l’incredibile verità che a poco
a poco si palesa agli occhi: la responsabilità della distruzione del prezioso insieme di opere,
ancorché in parte abbandonate, o conservate (si fa per dire) nei magazzini, non è solo del principe,
insensibile al loro valore, ma anche della gente precipitata nell’inerzia e afflitta da una specie di
oblio. Un popolo che vive la tirannia del sovrano e la minaccia di realizzare il piano, frutto della sua
stoltezza, come una sorta di alibi e di fuga collettiva dalle proprie responsabilità di cittadini e
testimoni della civiltà minacciata.
Scritto come un romanzo, con uno stile musicale e poetico e un’accorta selezione di citazioni
classiche, Il sonno del Reame (Oscar Mondadori, pp. 248, € 14) di Annarosa Mattei è in realtà un
apologo sul nostro tempo. Laddove descrive il disfacimento del regime come una forma di
precipitazione collettiva, ricorda un po’ Salò o le centoventi giornate di Sodoma di Pasolini, che anche
lui non parlava affatto solo del passato. Così che quando scompare il principe Gaudenzio, che
somiglia, sebbene in modo caricaturale, a Berlusconi, emerge tragicamente la terribile colpa di chi
si è rassegnato al disastro e non vuole, né forse può, porvi rimedio. Con una piccola forzatura, si
può ritrovare in questo romanzo una vibrante, disincantata, e a tratti angosciosa, descrizione dei
nostri giorni, fatti di sonno dell’indifferenza che prelude a una (ormai prossima) morte della
storia.

‘Il sonno del Reame’ alla libreria Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi – Mercoledì 15 gennaio ore 18

Feltrinelli1.15Cari amici dei libri, vi aspetto mercoledì prossimo alla libreria Feltrinelli della Galleria Alberto Sordi (o Colonna). Alcuni  di voi diranno che hanno già sentito parlare del Sonno del Reame, da Arion, al Palazzo delle Esposizioni, l’11 dicembre scorso: nonostante questo invito sia rivolto soprattutto a tutti coloro che quel giorno hanno avuto qualche impedimento,  spero comunque che anche quelli di voi che sono già venuti partecipino a questo incontro. Sapete bene, infatti, cari amici dei libri, che di un libro si può parlare più e più volte, che ogni volta vengono fuori diverse e inattese interpretazioni, emergono nuovi temi e problemi. Inoltre, quando a parlarne sono scrittori, critici, giornalisti di gran qualità, si può star certi che la discussione sarà sempre molto interessante. Vi aspetto, dunque. Un libro, almeno per come lo intendo io, ha tra i suoi scopi principali quello di sollecitare il confronto e di tenere aperto il dialogo sul nostro modo di essere nel tempo in cui ci è dato vivere.