Archivi autore: Anna Mattei

Informazioni su Anna Mattei

Anna (Annarosa) Mattei vive a Roma dove ha fatto i suoi studi e tuttora svolge le sue attività. Il tema medievale dell’amor cortese, le figure del simbolo e dell’allegoria, l’estetismo e la poesia liberty, il primo romanticismo, il romanzo e la poesia del Novecento, sono tra i percorsi principali della sua ricerca. Si è sempre occupata, in tal senso, di teoria della letteratura e della lettura, sia come studiosa che come docente, pubblicando libri e saggi. Con il nome di ‘Annarosa’ Mattei ha firmato i suoi primi due romanzi, Una ragazza che è stata mia madre, 2005; L’archivio segreto, 2008, entrambi editi negli Oscar Mondadori. Il terzo, pubblicato a dicembre 2013 si intitola Il sonno del Reame.

Giovedì, un libro, serie 2 pt. 8: Stefania Auci, I leoni di Sicilia

Eccoci all’appuntamento del giovedì, care amiche e amici amanti dei libri e della lettura. Questa volta abbiamo parlato di Stefania Auci, del suo libro I leoni di Sicilia, pubblicato da Casa Editrice Nord. Visibile sulle nostre pagine: Il sonno del Reame o L’enigma d’amore, Claudio Strinati, Dialogues.

-11:35

Giovedì, un libro serie 2 pt.8 – Stefania Auci

Dal momento in cui sbarcano a Palermo da Bagnara Calabra, nel 1799, i Florio guardano avanti, irrequieti e ambiziosi, decisi ad arrivare più in alto di tutti. A essere i più ricchi, i più potenti. E ci riescono: in breve tempo, i fratelli Paolo e Ignazio rendono la loro bottega di spezie la migliore della città, poi avviano il commercio di zolfo, acquistano case e terreni dagli spiantati nobili palermitani, creano una loro compagnia di navigazione… E quando Vincenzo, figlio di Paolo, prende in mano Casa Florio, lo slancio continua, inarrestabile. Questo l’incipit di “I Leoni di Sicilia” l’ultimo romanzo di Stefania Auci bestseller da 300 mila copie edito da Casa Editrice Nord sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! E soprattutto buona lettura! anche su facebook.com/claudiomassimostrinati, facebook.com/dialoguesarte e sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA/featured?view_as=subscriber dove come sempre vi invitiamo ad iscrivervi per essere aggiornati sulle nostre novità

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Mercoledì 8 gennaio 2020

Giovedì, un libro serie 2 pt. 7. Domenico Starnone, Confidenza

Questa puntata di Giovedì, un libro è dedicata a Domenico Starnone e al suo ultimo libro, Confidenza, un romanzo composto di tre racconti, in cui si succedono tre voci narranti per dipanare una storia che non si definisce e non si conclude, oscillando tra conferme e smentite, restituita da tre punti di vista diversi per età e per genere.

Giovedì, un libro serie 2 pt.7 – Domenico Starnone

Pietro vive con Teresa un amore tempestoso. Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di piú, e io farò altrettanto. Cosí rimarremo uniti per sempre. Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme. Questo l’incipit di “Confidenza” l’ultimo libro di Domenico Starnone edito da Einaudi editore sotto la lente di questa puntata di Giovedì, un libro. Buona visione! E soprattutto buona lettura! anche su facebook.com/claudiomassimostrinati, facebook.com/dialoguesarte e sul nostro canale YouTube https://www.youtube.com/channel/UCpdtZDq1z_ELva3dwKfN0JA/featured?view_as=subscriber dove come sempre vi invitiamo ad iscrivervi per essere aggiornati sulle nostre novità

Pubblicato da Il sonno del Reame o L'enigma d'amore su Mercoledì 1 gennaio 2020

Conversazione del giovedì su un libro, sulla scrittura, la lettura e una passione condivisa. La storia della segretaria di Dostoevskij.

L’appuntamento con il libro di ogni giovedì. Ieri abbiamo parlato di Dostoevskij, del mondo del libro, della lettura e della scrittura di ieri, non troppo diverso da quello di oggi, se non per le modalità e la velocità di ogni passaggio (eccessiva..). Ma la vera storia di un libro, se il libro è autentico e vero, è sempre, in ogni tempo, una storia di passione e condivisione. Ecco la nostra conversazione.

L’appuntamento con i libri del giovedì: la playlist di youtube

Miei cari venticinque lettori, questi appuntamenti con il libro del giovedì si trovano tutti su youtube. Scrivendo sulla finestrina  Dialogues Raccontare l’arte e iscrivendosi (gratuitamente), si possono vedere anche i video d’arte, le conferenze, alcune trasmissioni televisive.  Potete trovare i nostri appuntamenti anche su Facebook, sulle pagine  intitolate Il sonno del reame o l’enigma d’amoreDialogues, oltre che sulla pagina pubblica di Claudio Strinati. Però mi sembra opportuno condividerli anche su questo blog che negli ultimi tempi ho un po’ trascurato.  

Roman Polanski, J’accuse: un viaggio nella storia e nell’io alle radici del male

L’ufficiale e la spia, libera traduzione del titolo originale del film, J’accuse, è un film profondo, potente, magnifico, ennesimo capolavoro di Roman Polanski. Vederlo è stato come vivere un’esperienza sensoriale, emotiva e intellettiva, totalizzante. Mi capita di rado, soprattutto con alcuni libri, di sentirmi ‘dentro’ il mondo narrato, rappresentato con tanta forza ed evidenza da diventarne io stessa parte integrante. Del caso Dreyfus avevo una memoria molto letteraria, riassunta nell’immagine della prima pagina dell’ “Aurore” con il celebre J’accuse di Emile Zola. Conoscevo la storia dell’ufficiale ebreo, pubblicamente esposto e degradato, condannato alla prigionia in un’isola deserta, per essere stato riconosciuto colpevole di alto tradimento in base alle calunnie montate ad arte dai vertici militari e politici del tempo, sull’onda di ottusi pregiudizi antisemiti. Ma ‘rivivere’ letteralmente il caso Dreyfus, attraverso il film di Polanski, è stata davvero un’esperienza fuori dal comune, una sorta di immersione nelle zone più profonde della storia e dell’interiorità. Mi è sembrato geniale raccontare tutta la vicenda dal punto di vista dell’ufficiale Georges Picquart, penetrando con lui, attraverso il suo sguardo, le sue convinzioni morali e le sue azioni, non solo nella kafkiana burocrazia militare e politica, ma anche in una dettagliata scena urbana e sociale, fatta di strade, case, caratteri, costumi, mentalità, in una Parigi di fine secolo, ricostruita in modo perfetto e avvolgente, con le luci, i cieli, le strade, la polvere, il sangue, più veri del vero. Ma la straordinaria narrazione che Roman Polanski fa dell’affaire Dreyfus è molto di più che una sapiente ricostruzione filologica del grande regista che lui è, in ogni caso. Come altri film di questa nostra attuale stagione culturale, che sembra esprimersi nel modo più alto proprio attraverso il cinema, anche “J’accuse” è un viaggio alle radici oscure del male, che, come un incendio dell’anima, esplode e dilaga in modo diverso e ricorrente, in forme irragionevoli e violente, fino a trovare un argine nella intelligenza limpida dell’arte, capace di riconoscerlo e sovrastarlo.