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Leggete e meditate… Guido Rossi sul Sole 24 ore

GUIDO ROSSI per Sole 24 Ore

I commenti relativi alla politica e alla crisi in corso, fino almeno all’elezione del presidente Hollande, erano prevalentemente orientati nel ritenere che in tutti i paesi occidentali la politica avesse una connotazione decisamente conservatrice e di destra. Si soleva mascherare il conservatorismo liberista con l’inesistenza di politiche cosiddette di sinistra o di crescita, poiché l’unico problema rilevante era considerato quello dell’austerity e del rigore di bilancio, che non era di nessuna connotazione politica, bensì una decisamente sbagliata ideologia economica.
Che le politiche di austerità in periodi di crisi siano devastanti e comportino esclusivamente un ulteriore aggravamento della crisi, come è successo in Europa e in modo particolarmente doloroso negli ultimi anni anche in Italia, è ora finalmente, con incredibile onestà intellettuale, anche ammesso da chi fu tra i maggiori sostenitori, cioè il Fondo Monetario Internazionale.
La risposta politica all’esasperante distruzione di ricchezza, disoccupazione e povertà è appena avvenuta in Europa da parte del Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker, con un’inaspettata citazione di Karl Marx di fronte all’Europarlamento, accompagnata con la proposta di un salario minimo garantito in Europa.
Tuttavia, la vera spinta rivoluzionaria contro il liberismo monetarista e le varie agende di disastrosa austerità, è avvenuta ancora una volta, come ai tempi del “New Deal”, dagli Stati Uniti.
La sostituzione del Segretario del Tesoro Timothy Geithner con Jacob Lew, ha indicato un deciso cambiamento della politica economica americana da parte del Presidente Obama all’inizio del suo secondo mandato. Se è vero che Geithner, già presidente della New York Federal Reserve Bank, aveva infatti collegamenti continui con Wall Street e con la finanza internazionale, il nuovo nominato Lew, già Capo di gabinetto di Obama, a parte un breve periodo a Citigroup, è in quel mondo piuttosto un “diverso”.
Se approvata dal Senato la sua nomina, già dal prossimo mese il nuovo Segretario del Tesoro dovrà affrontare lo scontro con i rappresentanti repubblicani del Congresso, che si dichiarano contrari a qualunque stimolo all’economica attraverso un incremento del tetto fissato per il debito pubblico, a meno che non ci sia un corrispondente taglio delle spese, particolarmente nel settore della sanità e del welfare. Obama ha già dichiarato di non avere alcuna intenzione di giungere ad una negoziazione su questi temi.
Nonostante le riforme dei mercati finanziari non siano per nulla completate dal Dodd Frank Act e dalle regolamentazioni internazionali, l’enfasi della nuova politica economica americana si è finalmente focalizzata su programmi antipovertà, di protezione della riforma sanitaria e di stimolo alla crescita e all’occupazione, che godono anche del plauso della Chiesa cattolica.
Insomma, la difesa delle Banche e del capitalismo finanziario, lascia il passo e la priorità alla difesa dei fondamentali diritti del cittadino, a cominciare dal diritto al lavoro e alla salute. E questo, in un momento in cui ovunque le banche stanno aumentando utili e compensi, nell’incremento generale della povertà.
Che finalmente la politica stia riprendendo il sopravvento sull’economia?