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Una testimonianza allarmata sulla manifestazione degli indignados

Ieri verso le 15 tornavamo a piedi a casa da Via dei Cerchi dopo aver parcheggiato la macchina: via di san Gregorio era sbarrata sia alle auto che ai pedoni, quindi ci siamo inerpicati insieme a tanta gente, chi arrabbiato chi paziente, sulla bellissima stradina laterale che porta davanti alla Chiesa e poi abbiamo percorso a piedi il Clivo di Scauro costeggiando Villa Celimontana, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, fino ad arrivare sul piazzale del Celio. Erano sbarrate anche via della Navicella e via Celimontana, presidiate da autoblindo della polizia e dai vigili del fuoco. Si erano fatte le 15,30 circa e, prima di rientrare, ho deciso di fare un giro rapido da sola, prima nelle strade intorno, poi verso piazza del Colosseo e lungo lo stradone di San Giovanni che scorre parallelo, vicinissimo a via Labicana, separata solo dallo scavo del Ludus Magnus. Da quella postazione potevo vedere benissimo tutta la massa dei manifestanti che scorreva come un fiume. Mi sono fermata per qualche minuto a osservare, assai soddisfatta, i giovani che sfilavano multicolori gridando slogan, facendo musica, con tutto il solito pacifico e rumoroso apparato delle manifestazioni. Improvvisamente, però, mi sono meravigliata e spaventata, quando sono comparsi alle mie spalle dei minacciosi energumeni vestiti di nero, tutti con il volto coperto da passamontagna e armati di lunghi bastoni. Venti circa, o forse più: sono passati davanti ai poliziotti, alle camionette, indisturbati, proseguendo, paralleli al corteo, nella stessa direzione. Risalita a casa, appena dopo un quarto d’ora venti minuti circa, ho sentito delle esplosioni a ripetizione e, affacciandomi dal terrazzo, ho visto alte colonne di fumo nero alzarsi verso l’incrocio di via Labicana con via Merulana. Allarmata dalla piega improvvisa che aveva preso una pacifica e affollatissima manifestazione, approvata dalla stragrande maggioranza delle persone consapevoli di questo disgraziato ex belpaese, mi sono subito collegata con la diretta del Corriere della sera per capire cosa stava succedendo ed ecco la mia meraviglia quando ho visto quegli stessi ragazzi in nero che distruggevano a mazzate una banca, lanciavano bottiglie, incendiavano. Sul sito di Repubblica ho visto anche una fotografia di un uomo dall’aria vigile e attenta sostare impassibile, appoggiato al muro, tranquillo, come in guardia, senza intervenire. Chi era? Come mai non scappava o non reagiva? E soprattutto quegli uomini in nero che stavano aggredendo i poliziotti, gli stessi che poco prima erano stati inutilmente respinti dai manifestanti, alcuni addirittura consegnati alla polizia: perché nessuno li aveva fermati qualche minuto prima, quando erano passati tra la gente che li guardava intimorita mentre agitavano i lunghi bastoni anche davanti alle camionette ferme della polizia? Come mai non sono stati arrestati? Non c’erani segni sufficienti perché venissero fermati? Non mi risulta che si possa andare per la via incappucciati e armati di bastoni quando è in corso una manifestazione della portata di quella di ieri. La sera ho visto in televisione le riprese delle altre manifestazioni di indignati: in Inghilterra, per esempio, dove ha parlato Assange, in Grecia. Tutto tranquillo da quelle parti. Nessun infiltrato. Una democrazia antica e un’altra antichissima, anche se segnata da cadute, decadenza e riprese. La nostra che fine ha fatto? Quando riusciremo a liberarci del fascismo volgare che ha abbattuto la coscienza morale di gran parte dei politici che si vendono per una poltrona trasformando in un ignobile postribolo i luoghi della discussione civile e meditata? Quando? Quando?