Archivio mensile:aprile 2018

Il voto degli italiani è di cittadini reali o di avatar virtuali? Forse siamo già nel video gioco di Spielberg.

Nel suo nuovo e affascinante film, Real player one, Spielberg tratta l’eterno tema del rapporto tra Realtà e Finzione, portando lo spettatore all’interno di un mirabolante video game, in cui una moltitudine di avatar, proiezioni fantastiche di esseri umani ridotti in servitù, sofferenza e miseria, gioca forsennate partite di forza e di riscatto con terribili oppressori, impersonati dai mitici mostri creati dalla fiction cinematografica degli ultimi decenni. Come racconta la vicenda narrata nel film, oggi è sempre più difficile leggere e percepire il mondo vero, attraverso le emozioni e i sentimenti ‘veri’, che consentono a ognuno di intendere se stesso, il tempo e lo spazio ‘reali’ in cui vive. Il commissario-filosofo di Carlo Emilio Gadda, Ciccio Ingravallo, direbbe certamente che la realtà stessa è un caso difficile, un ‘maledetto imbroglio’, uno ‘gliommero da sberrettà’, per usare le sue stesse parole. Però, nel nostro tempo, il problema dei problemi, affrontato da sempre dalla filosofia, dalla letteratura, dall’arte, ora dal grande cinema d’autore, come quello di Spielberg, si è fatto particolarmente grave, tanto da destabilizzare le fondamenta delle nostre democrazie occidentali e minacciare la libertà di tutti noi. Ora anche l’Italia, come gli Stati Uniti con l’elezione di Trump, come l’Inghilterra con la Brexit, per citare solo i due esempi più noti, è coinvolta in pieno in uno straordinario pasticcio di falsa informazione e soprattutto di falsa partecipazione, che minaccia di azzerare le capacità critiche di molti cittadini, convinti di esercitare una libera scelta attraverso mezzi e modalità ingannevoli e artefatti. Sono state già avviate inchieste sulla ingarbugliata faccenda di Facebook e sul sospetto traffico di dati che avrebbe influenzato il voto di americani, inglesi, come anche di tanti italiani. Ma il problema non è tanto questo, quanto la scarsa percezione da parte di molti cittadini dell’idea stessa e dei fondamenti della democrazia rappresentativa. A confondere le idee è il mito della democrazia diretta, sul modello di Atene e della antica polis. REALE e VIRTUALE, appunto. Un sistema di comunicazione e di voto, basato in gran parte su incontrollabili e inattendibili piattaforme online e sui cosiddetti social media, NON È REALE, come era nella mitica repubblica ateniese, ma è solo FINZIONE. La democrazia rappresentativa del nostro tempo NON è un VIDEO GIOCO e i CITTADINI che votano non sono gli AVATAR di un popolo miserevole e ignorante in fuga dalla realtà verso un mondo virtuale e illusorio creato da ingegnosi sistemi di affari sempre più fiorenti.

 

La presentazione del 24 marzo al Mercato delle Gaite di Bevagna: riflessioni e immagini

Tempus fugit... C’è sempre poco tempo per fare tutto quello che desideriamo. A volte ci sembra di perdere minuti, ore preziose, in attività inutili. Eppure, sono convinta da sempre che in ogni dettaglio della nostra vita quotidiana ci debba essere un senso, anche se mi sfugge. Nulla può essere casuale in un sistema complesso come quello in cui viviamo.

 

 

 

 

 

 

 

Perché solo oggi, ad esempio, a distanza di una settimana, mi ritrovo ad archiviare queste immagini dell’incontro di Bevagna di sabato 24 marzo?

Oggi è il giorno di Pasqua, un insolito, surreale primo aprile, romano, solitario, casalingo, in cui il tempo mi sembra immobile. E questo dettaglio avrà un senso, immagino, se tutto, come immagino, deve avere un senso. Ma torniamo a sabato scorso, visto che avverto solo ora la necessità di farlo per qualche imperscrutabile ragione. Mi limito a illustrare brevemente queste tre immagini, che mi ha inviato con grande cortesia Simonetta Cavalli e che in qualche modo, assai sintetico, raccontano l’incontro avvenuto una settimana fa. Se anche il fotografo del comune mi invierà i suoi numerosi scatti arricchirò questo breve resoconto.  Claudio Cecconi, podestà del Mercato delle Gaite, e il sindaco di Bevagna, Annarita Falsacappa, entrambi in piedi, con il microfono, introducono l’incontro nella bella e ampia sala di Santa Maria Laurentia.  L’amico scrittore Claudio Coletta, primo promotore dell’incontro e molto amante di Bevagna, in cui ha trovato una sua nicchia di pace e libertà, è alla mia sinistra, mentre alla mia destra c’è Claudio Strinati. Tre uomini che si chiamano ‘Claudio’: una singolare coincidenza. Ci siamo intrattenuti sul tema d’amore,  da diversi punti di vista, in un dialogo a tre voci, dalle 17 alle 18,30 circa, con un pubblico, particolarmente attento e coinvolto, di una quarantina di persone. Davvero un’ottima accoglienza e un’accurata organizzazione, soprattutto grazie ai nostri ospiti, Claudio e Simonetta, che ci hanno accolto nell’antico borgo e nella loro piacevolissima casa. Tra gli amici presenti, Giuseppe Gallo con Cristina Leonardi, Stefano Di Stasio, Claudio Metzger e Sira Waldner, tutti innamorati dei borghi storici umbri, dove hanno sistemato con grande cura case e casali, in cui hanno trovato il desiderato rifugio dagli incalzanti ritmi cittadini. Un rifugio, un luogo ameno, che vorrei trovare presto anche io per curare la salute dell’anima e del corpo, del cuore e della mente.