{"id":541,"date":"2011-03-01T19:48:05","date_gmt":"2011-03-01T17:48:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.it\/?p=541"},"modified":"2022-11-26T20:58:22","modified_gmt":"2022-11-26T19:58:22","slug":"piero-calamandrei-a-difesa-della-scuola-nazionale-11-febbraio-1950","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=541","title":{"rendered":"Piero Calamandrei a difesa della scuola nazionale &#8211; 11 febbraio 1950"},"content":{"rendered":"<p><em>Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell&#8217;Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN)<\/em><\/p>\n<p>Roma 11 febbraio 1950<br \/>\n[Pubblicato in <em>Scuola democratica<\/em>, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5]<\/p>\n<p>Cari colleghi,<br \/>\nNoi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle elementari alle universit\u00e0 [&#8230;]. Siamo qui riuniti in questo convegno che si intitola alla Difesa della scuola. Perch\u00e9 difendiamo la scuola? Forse la scuola \u00e8 in pericolo? Qual \u00e8 la scuola che noi difendiamo? Qual \u00e8 il pericolo che incombe sulla scuola che noi difendiamo? Pu\u00f2 venire subito in mente che noi siamo riuniti per difendere la scuola laica. Ed \u00e8 anche un po&#8217; vero ed \u00e8 stato detto stamane. Ma non \u00e8 tutto qui, c&#8217;\u00e8 qualche cosa di pi\u00f9 alto. Questa nostra riunione non si deve immiserire in una polemica fra clericali ed anticlericali. Senza dire, poi, che si difende quello che abbiamo. Ora, siete proprio sicuri che in Italia noi abbiamo la scuola laica? Che si possa difendere la scuola laica come se ci fosse, dopo l&#8217;art. 7? Ma lasciamo fare, andiamo oltre. Difendiamo la scuola democratica: la scuola che corrisponde a quella Costituzione democratica che ci siamo voluti dare; la scuola che \u00e8 in funzione di questa Costituzione, che pu\u00f2 essere strumento, perch\u00e9 questa Costituzione scritta sui fogli diventi realt\u00e0 [&#8230;].<\/p>\n<p>La scuola, come la vedo io, \u00e8 un organo &#8220;costituzionale&#8221;. Ha la sua posizione, la sua importanza al centro di quel complesso di organi che formano la Costituzione. Come voi sapete (tutti voi avrete letto la nostra Costituzione), nella seconda parte della Costituzione, quella che si intitola &#8220;l&#8217;ordinamento dello Stato&#8221;, sono descritti quegli organi attraverso i quali si esprime la volont\u00e0 del popolo. Quegli organi attraverso i quali la politica si trasforma in diritto, le vitali e sane lotte della politica si trasformano in leggi. Ora, quando vi viene in mente di domandarvi quali sono gli organi costituzionali, a tutti voi verr\u00e0 naturale la risposta: sono le Camere, la Camera dei deputati, il Senato, il presidente della Repubblica, la Magistratura: ma non vi verr\u00e0 in mente di considerare fra questi organi anche la scuola, la quale invece \u00e8 un organo vitale della democrazia come noi la concepiamo. Se si dovesse fare un paragone tra l&#8217;organismo costituzionale e l&#8217;organismo umano, si dovrebbe dire che la scuola corrisponde a quegli organi che nell&#8217;organismo umano hanno la funzione di creare il sangue [&#8230;].<\/p>\n<p>La scuola, organo centrale della democrazia, perch\u00e9 serve a risolvere quello che secondo noi \u00e8 il problema centrale della democrazia: la formazione della classe dirigente. La formazione della classe dirigente, non solo nel senso di classe politica, di quella classe cio\u00e8 che siede in Parlamento e discute e parla (e magari urla) che \u00e8 al vertice degli organi pi\u00f9 propriamente politici, ma anche classe dirigente nel senso culturale e tecnico: coloro che sono a capo delle officine e delle aziende, che insegnano, che scrivono, artisti, professionisti, poeti. Questo \u00e8 il problema della democrazia, la creazione di questa classe, la quale non deve essere una casta ereditaria, chiusa, una oligarchia, una chiesa, un clero, un ordine. No. Nel nostro pensiero di democrazia, la classe dirigente deve essere aperta e sempre rinnovata dall&#8217;afflusso verso l&#8217;alto degli elementi migliori di tutte le classi, di tutte le categorie. Ogni classe, ogni categoria deve avere la possibilit\u00e0 di liberare verso l&#8217;alto i suoi elementi migliori, perch\u00e9 ciascuno di essi possa temporaneamente, transitoriamente, per quel breve istante di vita che la sorte concede a ciascuno di noi, contribuire a portare il suo lavoro, le sue migliori qualit\u00e0 personali al progresso della societ\u00e0 [&#8230;].<\/p>\n<p>A questo deve servire la democrazia, permettere ad ogni uomo degno di avere la sua parte di sole e di dignit\u00e0 (applausi). Ma questo pu\u00f2 farlo soltanto la scuola, la quale \u00e8 il complemento necessario del suffragio universale. La scuola, che ha proprio questo carattere in alto senso politico, perch\u00e9 solo essa pu\u00f2 aiutare a scegliere, essa sola pu\u00f2 aiutare a creare le persone degne di essere scelte, che affiorino da tutti i ceti sociali.<\/p>\n<p>Vedete, questa immagine \u00e8 consacrata in un articolo della Costituzione, sia pure con una formula meno immaginosa. \u00bb l&#8217;art. 34, in cui \u00e8 detto: &#8220;La scuola \u00e8 aperta a tutti. I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi&#8221;. Questo \u00e8 l&#8217;articolo pi\u00f9 importante della nostra Costituzione. Bisogna rendersi conto del valore politico e sociale di questo articolo. Seminarium rei pubblicae, dicevano i latini del matrimonio. Noi potremmo dirlo della scuola: seminarium rei pubblicae: la scuola elabora i migliori per la rinnovazione continua, quotidiana della classe dirigente. Ora, se questa \u00e8 la funzione costituzionale della scuola nella nostra Repubblica, domandiamoci: com&#8217;\u00e8 costruito questo strumento? Quali sono i suoi principi fondamentali? Prima di tutto, scuola di Stato. Lo Stato deve costituire le sue scuole. Prima di tutto la scuola pubblica. Prima di esaltare la scuola privata bisogna parlare della scuola pubblica. La scuola pubblica \u00e8 il prius, quella privata \u00e8 il posterius. Per aversi una scuola privata buona bisogna che quella dello Stato sia ottima (applausi). Vedete, noi dobbiamo prima di tutto mettere l&#8217;accento su quel comma dell&#8217;art. 33 della Costituzione che dice cos&#8221;: &#8220;La Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi&#8221;. Dunque, per questo comma [&#8230;] lo Stato ha in materia scolastica, prima di tutto una funzione normativa. Lo Stato deve porre la legislazione scolastica nei suoi principi generali. Poi, immediatamente, lo Stato ha una funzione di realizzazione [&#8230;].<\/p>\n<p>Lo Stato non deve dire: io faccio una scuola come modello, poi il resto lo facciano gli altri. No, la scuola \u00e8 aperta a tutti e se tutti vogliono frequentare la scuola di Stato, ci devono essere in tutti gli ordini di scuole, tante scuole ottime, corrispondenti ai principi posti dallo Stato, scuole pubbliche, che permettano di raccogliere tutti coloro che si rivolgono allo Stato per andare nelle sue scuole. La scuola \u00e8 aperta a tutti. Lo Stato deve quindi costituire scuole ottime per ospitare tutti. Questo \u00e8 scritto nell&#8217;art. 33 della Costituzione. La scuola di Stato, la scuola democratica, \u00e8 una scuola che ha un carattere unitario, \u00e8 la scuola di tutti, crea cittadini, non crea n\u00e9 cattolici, n\u00e9 protestanti, n\u00e9 marxisti. La scuola \u00e8 l&#8217;espressione di un altro articolo della Costituzione: dell&#8217;art. 3: &#8220;Tutti i cittadini hanno parit\u00e0 sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di condizioni personali e sociali&#8221;. E l&#8217;art. 151: &#8220;Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge&#8221;. Di questi due articoli deve essere strumento la scuola di Stato, strumento di questa eguaglianza civica, di questo rispetto per le libert\u00e0 di tutte le fedi e di tutte le opinioni [&#8230;].<\/p>\n<p>Quando la scuola pubblica \u00e8 cos&#8221; forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non \u00e8 pericolosa. Allora, ma allora soltanto, la scuola privata pu\u00f2 essere un bene. Pu\u00f2 essere un bene che forze private, iniziative pedagogiche di classi, di gruppi religiosi, di gruppi politici, di filosofie, di correnti culturali, cooperino con lo Stato ad allargare, a stimolare, e a rinnovare con variet\u00e0 di tentativi la cultura. Al diritto della famiglia, che \u00e8 consacrato in un altro articolo della Costituzione, nell&#8217;articolo 30, di istruire e di educare i figli, corrisponde questa opportunit\u00e0 che deve essere data alle famiglie di far frequentare ai loro figlioli scuole di loro gradimento e quindi di permettere la istituzione di scuole che meglio corrispondano con certe garanzie che ora vedremo alle preferenze politiche, religiose, culturali di quella famiglia. Ma rendiamoci ben conto che mentre la scuola pubblica \u00e8 espressione di unit\u00e0, di coesione, di uguaglianza civica, la scuola privata \u00e8 espressione di variet\u00e0, che pu\u00f2 voler dire eterogeneit\u00e0 di correnti decentratrici, che lo Stato deve impedire che divengano correnti disgregatrici. La scuola privata, in altre parole, non \u00e8 creata per questo.<\/p>\n<p>La scuola della Repubblica, la scuola dello Stato, non \u00e8 la scuola di una filosofia, di una religione, di un partito, di una setta. Quindi, perch\u00e9 le scuole private sorgendo possano essere un bene e non un pericolo, occorre: (1) che lo Stato le sorvegli e le controlli e che sia neutrale, imparziale tra esse. Che non favorisca un gruppo di scuole private a danno di altre. (2) Che le scuole private corrispondano a certi requisiti minimi di seriet\u00e0 di organizzazione. Solamente in questo modo e in altri pi\u00f9 precisi, che tra poco dir\u00f2, si pu\u00f2 avere il vantaggio della coesistenza della scuola pubblica con la scuola privata. La gara cio\u00e8 tra le scuole statali e le private. Che si stabilisca una gara tra le scuole pubbliche e le scuole private, in modo che lo Stato da queste scuole private che sorgono, e che eventualmente possono portare idee e realizzazioni che finora nelle scuole pubbliche non c&#8217;erano, si senta stimolato a far meglio, a rendere, se mi sia permessa l&#8217;espressione, &#8220;pi\u00f9 ottime&#8221; le proprie scuole. Stimolo dunque deve essere la scuola privata allo Stato, non motivo di abdicazione.<\/p>\n<p>Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perch\u00e9 non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libert\u00e0, cio\u00e8 nella scuola di partito. Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si pu\u00f2 fare in due modi. Uno \u00e8 quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahim\u00e8. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi pi\u00f9. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non \u00e8 pi\u00f9 permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime. Facciamo l&#8217;ipotesi, cos&#8221; astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale per\u00f2 formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l&#8217;aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C&#8217;\u00e8 una certa resistenza; in quelle scuole c&#8217;\u00e8 sempre, perfino sotto il fascismo c&#8217;\u00e8 stata. Allora, il partito dominante segue un&#8217;altra strada (\u00e8 tutta un&#8217;ipotesi teorica, intendiamoci).<\/p>\n<p>Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perch\u00e9 in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dir\u00f2, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A &#8220;quelle&#8221; scuole private. Gli esami sono pi\u00f9 facili, si studia meno e si riesce meglio. Cos&#8221; la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private.<\/p>\n<p>Attenzione, amici, in questo convegno questo \u00e8 il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa \u00e8 la ricetta. Bisogna tener d&#8217;occhio i cuochi di questa bassa cucina. L&#8217;operazione si fa in tre modi: (1) ve l&#8217;ho gi\u00e0 detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. (2) Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la seriet\u00e0. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. (3) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo \u00e8 il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest&#8217;ultimo \u00e8 il metodo pi\u00f9 pericoloso. \u00bb la fase pi\u00f9 pericolosa di tutta l&#8217;operazione [&#8230;]. Questo dunque \u00e8 il punto, \u00e8 il punto pi\u00f9 pericoloso del metodo. Denaro di tutti i cittadini, di tutti i contribuenti, di tutti i credenti nelle diverse religioni, di tutti gli appartenenti ai diversi partiti, che invece viene destinato ad alimentare le scuole di una sola religione, di una sola setta, di un solo partito [&#8230;].<\/p>\n<p>Per prevedere questo pericolo, non ci voleva molta furberia. Durante la Costituente, a prevenirlo nell&#8217;art. 33 della Costituzione fu messa questa disposizione: &#8220;Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato&#8221;. Come sapete questa formula nacque da un compromesso; e come tutte le formule nate da compromessi, offre il destro, oggi, ad interpretazioni sofistiche [&#8230;]. Ma poi c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra questione che \u00e8 venuta fuori, che dovrebbe permettere di raggirare la legge. Si tratta di ci\u00f2 che noi giuristi chiamiamo la &#8220;frode alla legge&#8221;, che \u00e8 quel quid che i clienti chiedono ai causidici di pochi scrupoli, ai quali il cliente si rivolge per sapere come pu\u00f2 violare la legge figurando di osservarla [&#8230;]. E venuta cos&#8221; fuori l&#8217;idea dell&#8217;assegno familiare, dell&#8217;assegno familiare scolastico.<\/p>\n<p>Il ministro dell&#8217;Istruzione al Congresso Internazionale degli Istituti Familiari, disse: la scuola privata deve servire a &#8220;stimolare&#8221; al massimo le spese non statali per l&#8217;insegnamento, ma non bisogna escludere che anche lo Stato dia sussidi alle scuole private. Per\u00f2 aggiunse: pensate, se un padre vuol mandare il suo figliolo alla scuola privata, bisogna che paghi tasse. E questo padre \u00e8 un cittadino che ha gi\u00e0 pagato come contribuente la sua tassa per partecipare alla spesa che lo Stato eroga per le scuole pubbliche. Dunque questo povero padre deve pagare due volte la tassa. Allora a questo benemerito cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, per sollevarlo da questo doppio onere, si d\u00e0 un assegno familiare. Chi vuol mandare un suo figlio alla scuola privata, si rivolge quindi allo Stato ed ha un sussidio, un assegno [&#8230;].<\/p>\n<p>Il mandare il proprio figlio alla scuola privata \u00e8 un diritto, lo dice la Costituzione, ma \u00e8 un diritto il farselo pagare? \u00bb un diritto che uno, se vuole, lo esercita, ma a proprie spese. Il cittadino che vuole mandare il figlio alla scuola privata, se la paghi, se no lo mandi alla scuola pubblica.<br \/>\nPer portare un paragone, nel campo della giustizia si potrebbe fare un discorso simile. Voi sapete come per ottenere giustizia ci sono i giudici pubblici; peraltro i cittadini, hanno diritto di fare decidere le loro controversie anche dagli arbitri. Ma l&#8217;arbitrato costa caro, spesso costa centinaia di migliaia di lire. Eppure non \u00e8 mai venuto in mente a un cittadino, che preferisca ai giudici pubblici l&#8217;arbitrato, di rivolgersi allo Stato per chiedergli un sussidio allo scopo di pagarsi gli arbitri! [&#8230;]. Dunque questo giuoco degli assegni familiari sarebbe, se fosse adottato, una specie di incitamento pagato a disertare le scuole dello Stato e quindi un modo indiretto di favorire certe scuole, un premio per chi manda i figli in certe scuole private dove si fabbricano non i cittadini e neanche i credenti in una certa religione, che pu\u00f2 essere cosa rispettabile, ma si fabbricano gli elettori di un certo partito [&#8230;].<\/p>\n<p>Poi, nella riforma, c&#8217;\u00e8 la questione della parit\u00e0. L&#8217;art. 33 della Costituzione nel comma che si riferisce alla parit\u00e0, dice: &#8220;La legge, nel fissare diritti ed obblighi della scuola non statale, che chiede la parit\u00e0, deve assicurare ad essa piena libert\u00e0, un trattamento equipollente a quello delle scuole statali&#8221; [&#8230;]. Parit\u00e0, s&#8221;, ma bisogna ricordarsi che prima di tutto, prima di concedere la parit\u00e0, lo Stato, lo dice lo stesso art. 33, deve fissare i diritti e gli obblighi della scuola a cui concede questa parit\u00e0, e ricordare che per un altro comma dello stesso articolo, lo Stato ha il compito di dettare le norme generali sulla istruzione. Quindi questa parit\u00e0 non pu\u00f2 significare rinuncia a garantire, a controllare la seriet\u00e0 degli studi, i programmi, i titoli degli insegnanti, la seriet\u00e0 delle prove. Bisogna insomma evitare questo nauseante sistema, questo ripugnante sistema che \u00e8 il favorire nelle scuole la concorrenza al ribasso: che lo Stato favorisca non solo la concorrenza della scuola privata con la scuola pubblica ma che lo Stato favorisca questa concorrenza favorendo la scuola dove si insegna peggio, con un vero e proprio incoraggiamento ufficiale alla bestialit\u00e0 [&#8230;].<\/p>\n<p>Per\u00f2 questa riforma mi d\u00e0 l&#8217;impressione di quelle figure che erano di moda quando ero ragazzo. In quelle figure si vedevano foreste, alberi, stagni, monti, tutto un groviglio di tralci e di uccelli e di tante altre belle cose e poi sotto c&#8217;era scritto: trovate il cacciatore. Allora, a furia di cercare, in un angolino, si trovava il cacciatore con il fucile spianato. Anche nella riforma c&#8217;\u00e8 il cacciatore con il fucile spianato. \u00bb la scuola privata che si vuole trasformare in scuola privilegiata. Questo \u00e8 il punto che conta. Tutto il resto, cifre astronomiche di miliardi, avverr\u00e0 nell&#8217;avvenire lontano, ma la scuola privata, se non state attenti, sar\u00e0 realt\u00e0 davvero domani. La scuola privata si trasforma in scuola privilegiata e da qui comincia la scuola totalitaria, la trasformazione da scuola democratica in scuola di partito.<\/p>\n<p>E poi c&#8217;\u00e8 un altro pericolo forse anche pi\u00f9 grave. \u00bb il pericolo del disfacimento morale della scuola. Questo senso di sfiducia, di cinismo, pi\u00f9 che di scetticismo che si va diffondendo nella scuola, specialmente tra i giovani, \u00e8 molto significativo. \u00bb il tramonto di quelle idee della vecchia scuola di Gaetano Salvemini, di Augusto Monti: la seriet\u00e0, la precisione, l&#8217;onest\u00e0, la puntualit\u00e0. Queste idee semplici. Il fare il proprio dovere, il fare lezione. E che la scuola sia una scuola del carattere, formatrice di coscienze, formatrice di persone oneste e leali. Si va diffondendo l&#8217;idea che tutto questo \u00e8 superato, che non vale pi\u00f9. Oggi valgono appoggi, raccomandazioni, tessere di un partito o di una parrocchia. La religione che \u00e8 in s\u00e9 una cosa seria, forse la cosa pi\u00f9 seria, perch\u00e9 la cosa pi\u00f9 seria della vita \u00e8 la morte, diventa uno spregevole pretesto per fare i propri affari. Questo \u00e8 il pericolo: disfacimento morale della scuola. Non \u00e8 la scuola dei preti che ci spaventa, perch\u00e9 cento anni fa c&#8217;erano scuole di preti in cui si sapeva insegnare il latino e l&#8217;italiano e da cui uscirono uomini come Giosu\u00e8 Carducci. Quello che soprattutto spaventa sono i disonesti, gli uomini senza carattere, senza fede, senza opinioni. Questi uomini che dieci anni fa erano fascisti, cinque anni fa erano a parole antifascisti, ed ora son tornati, sotto svariati nomi, fascisti nella sostanza cio\u00e8 profittatori del regime.<\/p>\n<p>E c&#8217;\u00e8 un altro pericolo: di lasciarsi vincere dallo scoramento. Ma non bisogna lasciarsi vincere dallo scoramento. Vedete, fu detto giustamente che chi vinse la guerra del 1918 fu la scuola media italiana, perch\u00e9 quei ragazzi, di cui le salme sono ancora sul Carso, uscivano dalle nostre scuole e dai nostri licei e dalle nostre universit\u00e0. Per\u00f2 guardate anche durante la Liberazione e la Resistenza che cosa \u00e8 accaduto. \u00bb accaduto lo stesso. Ci sono stati professori e maestri che hanno dato esempi mirabili, dal carcere al martirio. Una maestra che per lunghi anni affront\u00f2 serenamente la galera fascista \u00e8 qui tra noi. E tutti noi, vecchi insegnanti abbiamo nel cuore qualche nome di nostri studenti che hanno saputo resistere alle torture, che hanno dato il sangue per la libert\u00e0 d&#8217;Italia. Pensiamo a questi ragazzi nostri che uscirono dalle nostre scuole e pensando a loro, non disperiamo dell&#8217;avvenire. Siamo fedeli alla Resistenza. Bisogna, amici, continuare a difendere nelle scuole la Resistenza e la continuit\u00e0 della coscienza morale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III Congresso dell&#8217;Associazione a difesa della scuola nazionale (ADSN) Roma 11 febbraio 1950 [Pubblicato in Scuola democratica, periodico di battaglia per una nuova scuola, Roma, iv, suppl. al n. 2 del 20 marzo 1950, pp. 1-5] Cari colleghi, Noi siamo qui insegnanti di tutti gli ordini di scuole, dalle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1158,3],"tags":[330,331],"class_list":["post-541","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diari","category-diario","tag-piero-calamandrei-annarosa-mattei-scuola-pubblica","tag-piero-calamandrei-scuola-pubblica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/541","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=541"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/541\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3157,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/541\/revisions\/3157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=541"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=541"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=541"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}