{"id":351,"date":"2010-05-16T20:42:08","date_gmt":"2010-05-16T18:42:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.it\/?p=351"},"modified":"2022-11-26T20:59:09","modified_gmt":"2022-11-26T19:59:09","slug":"ancora-su-colle-oppio-e-il-celio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=351","title":{"rendered":"Ancora su Colle Oppio e il Celio&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Pubblico sul <em>blog<\/em> questo scritto che avevo inviato, tempo fa, al sito di Margherita D&#8217;Amico (www.ilrespiro.eu). Mi \u00e8 venuto in mente che a volte <em>repetita iuvant<\/em>&#8230; Chiss\u00e0 che non leggano questo intervento i mei soliti venticinque lettori&#8230; Chiss\u00e0 che alcuni di loro non si impegnino a diffonderlo per far conoscere il problema&#8230; Chiss\u00e0 chiss\u00e0&#8230; Chiss\u00e0 che la crisi finanziaria non blocchi le spese dissennate previste per distruggere sia il parco che i resti della <em>domus aurea<\/em>&#8230; Chiss\u00e0 che una parola in pi\u00f9 non induca qualche potente incompetente a una maggiore riflessione sugli interventi da fare in uno dei luoghi pi\u00f9 magici della citt\u00e0&#8230; Sarebbero sempre da evitare gli atteggiamenti estremi che distinguono un problema dall&#8217;altro: il verde cittadino dall&#8217;archeologia, per esempio (un Corrado Ricci inorridirebbe solo a pensarlo&#8230;). Non avete notato quanto \u00e8 malinconico e brutto il Circo Massimo da quando un archeologo talebano decise di radere al suolo la macchia verde che lo abbelliva? Cosa resterebbe del fascino del Palatino se ne abbattessimo gli storici giardini? E che ne vogliamo fare allora  del mirabile giardino che occupa il basamento del tempio di Claudio proprio sopra al Colosseo? La lista sarebbe infinita&#8230; Ma forse conoscere il problema, accorgersene,  pu\u00f2 rallentare la barbarie distruttiva dei nostri tempi..<\/p>\n<p><strong>I giardini di Colle Oppio, i gatti del Colosseo e la Casa del Popolo &#8230;<\/strong><em><\/p>\n<p>Un pezzo dei giardini di Colle Oppio \u00e8 franato lasciando a vista una galleria utilizzata dal Comune come deposito di reperti di scavo. L\u2019ambiente non fa parte della Domus aurea, che non \u00e8 coinvolta nel crollo, ma risale all\u2019et\u00e0 traianea, quando l\u2019interramento della reggia di Nerone venne portato a compimento per edificare le Terme ancora oggi visibili in superficie. Il timore di cedimenti improvvisi di altre parti potrebbe ora accelerare gli interventi straordinari programmati da anni: con il rischio, per\u00f2, di risolvere frettolosamente il problema della conservazione dei resti archeologici unitamente al verde che li ricopre. E cos\u00ec, passeggiando nei quieti giardini, pini, lecci, cipressi, oleandri, palme, rose, mirti e allori, sembrano in attesa di conoscere la loro prossima sorte.<br \/>\nVisitando la Domus Aurea qualche anno fa sentii dire da una giovane archeologa che la conservazione di quei vasti ambienti sotterranei era seriamente compromessa dall\u2019umidit\u00e0: andavano svanendo pian piano tutti i celebri affreschi che gli artisti del Cinquecento avevano copiato nei loro taccuini, calandosi avventurosamente  nelle grotte con le torce attraverso stretti cunicoli. Ci fece vedere una stanza che era stata chiusa ermeticamente nel tentativo di isolarla dall\u2019acqua: guardando all\u2019interno da una spece di obl\u00f2 si poteva constatare la totale inutilit\u00e0 dell\u2019intervento. \u201cL\u2019unica cosa da fare per risolvere  definitivamente il problema\u201d &#8211; disse tranquillamente &#8211; \u201csarebbe quella di eliminare le piante e gli alberi del giardino sovrastante..\u201d. \u201c Come? Che intende dire? Ho capito bene?\u201d &#8211; chiesi senza aspettare che finisse &#8211; \u201cSta parlando dei giardini di Colle Oppio?\u201d. \u201cCerto&#8230; Ovvio.\u201d \u2013 rispose &#8211; Le radici degli alberi sono un vero problema&#8230; La Domus Aurea dovrebbe essere totalmente liberata al di sopra&#8230;\u201d. \u201cCio\u00e8? Liberata al di sopra? e come..?\u201d &#8211; chiesi di nuovo io  &#8211; \u201cIntende dire forse che andrebbe ricoperta con una bella colata di cemento?\u201d \u201cIn un certo senso s\u00ec&#8230;\u201d &#8211; replic\u00f2 lei imperturbabile &#8211; \u201cc\u2019\u00e8 un progetto in tal senso&#8230; \u00e8 gi\u00e0 approvato anzi&#8230; sarebbe l\u2019unico modo di isolarla dall\u2019umidit\u00e0..\u201d. \u201cMa lei lo sa che i giardini di Colle Oppio sono stati progettati da De Vico? che sono giardini storici&#8230;?\u201d &#8211; provai a interloquire ancora &#8211; \u201cRoba vecchia e superata&#8230; tutto sbagliato quel disegno&#8230;\u201d &#8211; aggiunse lei rivolgendosi agli altri visitatori, che non sembravano minimamente preoccupati della sorte dei prati, degli alberi e delle piante che vegetavano inconsapevoli e vivi al di sopra delle loro teste.<br \/>\nA dire il vero, nel progetto di restauro, oltre agli interventi di impermeabilizzazione e recupero sarebbe previsto uno studio delle specie vegetali compatibili con il nuovo assetto cementizio, ma \u00e8 forte il dubbio che la conservazione del verde sia del tutto secondaria rispetto a quella dei beni archeologici: prova ne \u00e8 il trattamento subito dal giardino  di via dei Fori Imperiali di cui, dopo uno scavo decennale, \u00e8 rimasto solo il malinconico ricordo di qualche pino isolato.<br \/>\nDa bambina andavo spesso a giocare con i gatti nei giardini di Colle Oppio e guardavo dentro i pozzi di aerazione immaginando, affascinata, che in quei misteriosi spazi sotterranei si celassero dei tesori. Quando da grande seppi che l\u00ec sotto un tempo c\u2019era stata la casa di Nerone, fantasticavo ancora sulla sorte dell\u2019imperatore esteta: integralmente rimosso il suo progetto di citt\u00e0 ideale, cancellati i suoi sogni di artista, i suoi successori lo avevano condannato all\u2019oblio interrando proprio la sua splendida casa dorata, costruendoci sopra delle terme, edificando un anfiteatro al posto del lago e della statua monumentale che doveva celebrarne la memoria per i posteri&#8230;<br \/>\nLa storia antica, gli alberi e le piante che vi crescevano sopra, i  gatti che ne popolavano indisturbati le rovine&#8230; un\u2019unica immagine di insieme, gioiosa, della mia infanzia romana. Che Romeo fosse il nome di un gatto del Colosseo per me, allora, era una certezza. Scendendo dai giardini e girando intorno all\u2019immensa massa con il naso all\u2019aria abbassavo lo sguardo quando avvertivo un leggero contatto sulle gambe: mi chinavo per una carezza&#8230; ed ecco allora sbucare tra le arcate tanti altri spavaldi \u201cromei\u201d, piccoli e grandi, neri, bianchi, rossi e a strisce&#8230;   Fino a qualche anno fa a una certa ora del pomeriggio compariva una signora che, trascinando con s\u00e9 un carrello carico di cibarie \u2013 il tutto autorizzato dal comune &#8211; li chiamava a raccolta per accudirli e nutrirli&#8230;<br \/>\nOra il Colosseo \u00e8 assediato da eserciti di gladiatori e di turisti, ogni varco \u00e8 chiuso da tubi innocenti e da fitte reti e i gatti sono spariti: anzi, a dire il vero, non se ne vedono pi\u00f9 n\u00e9 nei giardini di Colle Oppio, n\u00e9 in tutto il Celio. Qualcuno ancora si aggira titubante nel rione, tra i pochi cortili accessibili e le sparse, polverose tracce di verde, sostando speranzoso davanti all\u2019ambulatorio del veterinario gattofilo di via Annia. L\u2019ampio spazio tra la via e l\u2019ospedale militare, infestato per mezzo secolo da insediamenti abusivi, sterpaglia e rovine  e riconquistato con una azione di forza dalla passata giunta comunale, dopo essere stato trasformato in un giardino \u00e8 di nuovo abbandonato a se stesso: il prato e le poche piante stentano, i quattro gatti del rione lo evitano.  Anche la vecchia alberata di via Claudia \u00e8 stata sostituita da esili pianticelle, cos\u00ec come \u00e8 stata tagliata la storica quercia di via dei Querceti (il Celio anticamente era chiamato anche Querquetulanus  per i querceti che lo ricoprivano) e sono stati eliminati molti degli aranci disposti agli incroci di via Celimontana perch\u00e9 disturbavano i tavolini e i parcheggi selvaggi. Solo a ridosso della palazzina dei carabinieri una nobile schiera di palme resiste, sia pur costretta in enormi vasi anzich\u00e9 in piena terra.<br \/>\nAnche nel grande spazio interno della cosiddetta Casa del Popolo, tra via Capo d\u2019Africa e via Marc\u2019Aurelio, quello che un tempo era un giardino frequentato da umani e popolato da una felice colonia di gatti si \u00e8 trasformato in uno slargo terroso parzialmente occupato da cantieri dismessi. La Casa del Popolo &#8211;  quasi 1.700 mq di superficie &#8211;  inaugurata nel 1906, pi\u00f9 di cento anni fa, all\u2019epoca luogo vivissimo di incontri, di attivit\u00e0  politiche, culturali e ricreative dei cittadini romani, fu confiscata durante il fascismo, occupata dagli sfollati di san Lorenzo nel 1945, murata nel 1955, occupata negli ultimi anni da centri sociali di sinistra e di destra, fino all\u2019ultimo sgombero da parte della Regione che la consegn\u00f2 al Comune perch\u00e9 ne facesse buon uso. I lavori avviati con il restauro della facciata, la sistemazione dei tetti e dei solai, non sono mai terminati. L\u2019ingresso dalla parte di via Capo d\u2019Africa \u00e8 sempre murato e quello che un tempo era un ridente giardino interno ora langue deserto sotto lo sguardo di una statua derelitta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblico sul blog questo scritto che avevo inviato, tempo fa, al sito di Margherita D&#8217;Amico (www.ilrespiro.eu). Mi \u00e8 venuto in mente che a volte repetita iuvant&#8230; Chiss\u00e0 che non leggano questo intervento i mei soliti venticinque lettori&#8230; Chiss\u00e0 che alcuni di loro non si impegnino a diffonderlo per far conoscere il problema&#8230; Chiss\u00e0 chiss\u00e0&#8230; Chiss\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1158,3],"tags":[102,126,163,454],"class_list":["post-351","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diari","category-diario","tag-celio","tag-colle-oppio","tag-domus-aurea","tag-www-ilrespiro-eu"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=351"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/351\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3170,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/351\/revisions\/3170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}