{"id":3473,"date":"2025-02-20T11:40:26","date_gmt":"2025-02-20T10:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=3473"},"modified":"2025-02-20T11:44:18","modified_gmt":"2025-02-20T10:44:18","slug":"una-mia-vecchia-nota-biografica-aggiornata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=3473","title":{"rendered":"Una mia vecchia nota biografica aggiornata&#8230;"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripubblico questa mia vecchia nota biografica perch\u00e9 nella revisione di questo blog \u00e8 la pi\u00f9 tormentata da commenti spam. L&#8217;avevo aggiornata immaginando che bastasse a fermare il diluvio di spazzatura proveniente dai pi\u00f9 strani siti pirata. Gli stessi che devastano la nostra attuale comunicazione anche a livelli ben pi\u00f9 alti e importanti. Baster\u00e0? Speriamo.. Mi dispiacerebbe rinunciare a questa postazione, che, rispetto agli altri canali social, mi era sempre apparsa pi\u00f9 stabile, anche se un po&#8217; troppo statica e inerte.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qualcosa su di me<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Scrivere una nota biografica fa sempre riflettere sulla quantit\u00e0 di dati ed esperienze che si affollano nella mente per essere smistati. E anche sulla necessit\u00e0 di essere brevi, anche quando non c\u2019\u00e8 nessun limite, come in questo caso. Cosa si pu\u00f2 raccontare della propria vita? Una specie di <em>cursus honorum<\/em> in cui si riassumono i propri natali, la formazione, l\u2019attivit\u00e0 lavorativa, le pubblicazioni, e cos\u00ec via, secondo lo schema inesorabile delle alette dei libri? Sarebbe pi\u00f9 o meno cos\u00ec: nasce nel tal posto, studia nel tal altro, vive nella tale citt\u00e0, scrive i tali libri &#8211; se scrive\u2026 &#8211; e cos\u00ec via. \u201cE tutto il resto? Gli amori, gli affetti, gli amici, per esempio?\u201d esclamerei a questo punto. \u201cAllora scrivi un libro!\u201d direbbe qualcuno annoiato \u201canche se non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di libri autobiografici!\u201d. \u201cMa tra i libri e la vita il confine \u00e8 sottile\u201d direi io, lieta in qualche modo di aprire una discussione su un tema che mi appassiona. \u201cAnzi\u201d aggiungerei \u201cun libro \u00e8 fatto per una met\u00e0 di tanti altri libri e per un\u2019altra buona met\u00e0 di vita vissuta. Non ve ne siete mai accorti? La scrittura si nutre di scrittura oltre che di vita. Quasi pi\u00f9 dell\u2019una che dell\u2019altra.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/annarosa-studio-1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/annarosa-studio-1-300x195.jpg\" alt=\"annarosa-studio-1\" class=\"wp-image-9\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cBalle! I libri sono libri e la vita \u00e8 la vita. Nei libri \u00e8 tutto finto. Questo \u00e8 il bello. La vita vera pu\u00f2 essere assai noiosa, mentre le storie dei libri sono ricche di intreccio. Almeno cos\u00ec dovrebbe essere. Uh! Che noia i libri privi di intreccio\u2026\u201d direbbe ancora il mio invisibile interlocutore. Lo potremmo chiamare il lettore frettoloso. Quello, per esempio, che legge solo le prime pagine nelle librerie , che sfoglia distrattamente le pagine dei libri sparsi nelle case degli amici, che osserva subito se la pagina \u00e8 fitta di scrittura, o se ci sono gli ampi e rasserenanti spazi bianchi dei dialoghi \u2013 brevi, per carit\u00e0, anche quelli!- piuttosto che i blocchi compatti delle descrizioni e delle riflessioni. Questo, comunque, potrebbe essere un argomento da dibattere ampiamente: letteratura e letteratura, letteratura e vita. Un groviglio inestricabile per quanto si vogliano comporre ordinate matasse da moltiplicare in tanti gomitoli. Provare per credere. Prendiamo un libro dai nostri scaffali. Bello per\u00f2, mi raccomando. Autentico. Magari un classico. Sfogliamolo, leggiamo qualche passo, soprattutto all\u2019inizio. Potremmo provare con Borges, per esempio. Tanto per andare sulle eccelse cime. L\u2019Aleph. Una donna che si chiama Beatriz, morta anzitempo, due amici scrittori che parlano di poesia, uno dei quali invita l\u2019altro \u2013 che si chiama Borges, guarda un po\u2019! &#8211; a compiere un\u2019esplorazione in cantina per scoprire l\u2019\u201daleph\u201d- il nucleo misterioso della conoscenza totale del mondo- Buenos Aires sullo sfondo. Non riconosciamo &#8211; trasformati, ribassati, riletti in chiave postmoderna &#8211; Dante e Virgilio, Beatrice, il viaggio nell\u2019aldil\u00e0, la rivelazione ? E allora come la mettiamo con l\u2019autobiografismo? Dante, Petrarca, Boccaccio peccano di autobiografismo? Borges e Kafka e anche Manzoni, con il suo romanzo storico d\u2019invenzione, e tanti, tanti altri? Anche Moccia \u00e8 autobiografico dato che \u00e8 convinto di essere un coetaneo di Step. Perdonatemi allora se lo sono anch\u2019io che sono una formica letteraria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-300x225.jpg\" alt=\"anna-mattei-e-claudio-strinati-studio\" class=\"wp-image-10\" srcset=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/anna-mattei-e-claudio-strinati-studio.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma torniamo alla nota biografica. Un bel problema. Ci provo. Mi chiamo Anna Mattei, ma ho scelto di firmarmi Annarosa gi\u00e0 nei miei primi tre romanzi, le prime tre &#8216;opere prime&#8217;, come mi diverto a chiamarle, <em>Una ragazza che \u00e8 stata mia madre <\/em>(2005), <em>L\u2019archivio segreto <\/em>(2008)<em>, Il sonno del Reame <\/em>(2013). Ragioni affettive, direi. \u201cAnnarosa!\u201d cos\u00ec mi chiamavano mia madre, i miei fratelli, quando ero bambina. Un nome antico e familiare che era poi quello di mia nonna. E allora, poich\u00e9 l\u2019eco dell\u2019infanzia risuona sempre nella mia memoria immaginativa e nelle mie storie, non potevo che chiamarmi Annarosa. E resto Anna Mattei per tutto il resto, dagli atti ufficiali , alle scritture di altro tipo. Sono nata in montagna, in un paesino abruzzese a pochi chilometri dal capoluogo, L&#8217;Aquila, ma sono vissuta fin dalla primissima infanzia a Roma, dove ho fatto tutti i miei studi, compreso un tentativo di asilo dalle suore, fallito miseramente quando minacciai di buttarmi in un pozzo per evitare di mangiare la loro pessima minestra. Piazza Vittorio, a seguire, e i primi anni dell\u2019infanzia. I giardini, i portici umbertini, la chiesa di Sant\u2019Eusebio, i gelati di Fassi, le amichette che abitavano a pochi isolati. Le interminabili vacanze estive nella fattoria di mia zia che era una specie di giardino zoologico. Una vita libera e sicura. Poi l\u2019adolescenza inquieta, il vecchio liceo Albertelli a Santa Maria Maggiore, l\u2019universit\u00e0, la Sapienza naturalmente, dato che di universit\u00e0 ce n\u2019era solo una allora. Giovinezza animata da eroici furori, piuttosto compressi dalla timidezza. Passione per la lettura. Quindi la facolt\u00e0 di Lettere e di male in peggio l\u2019insegnamento delle Lettere come immediata attivit\u00e0 lavorativa. Amori giovanili, ma non molti. Uno importante e ben definito in un matrimonio che dura da anni. Storico dell\u2019arte e musicologo, soprattutto umorista. Non c\u2019\u00e8 che dire come possibilit\u00e0 di dialogo. Un gran rimedio al disagio del vivere, quello dell\u2019umorismo. A un certo punto ci viene sempre da ridere dopo le discussioni e le crisi che hanno attraversato e attraversano la nostra vita. Ama troppo le donne, per esempio, tanto che potrebbe recitare anche lui l&#8217;aria di Leporello e applicarla a se stesso. Ogni volta che scoprivo una delle sue spasimanti decidevo di lasciarlo. Ma ogni volta mi rendevo conto che era impossibile, sia per me che per lui. Tende a sottovalutarsi in modo per me irritante vista la sua brillante carriera, ma ormai ho fatto l&#8217;abitudine a questo suo cronico vezzo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/annarosa-mattei-e-claudio-strinati-chiostro.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/annarosa-mattei-e-claudio-strinati-chiostro-300x235.jpg\" alt=\"STRINATI Claudio+Anna MATTEIphoto: \u00a9 Basso Cannarsa\" class=\"wp-image-7\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho abitato per molti anni, insieme a una bella e varia comunit\u00e0 di piante, di umani e di gatti filosofi, in un antico palazzo cittadino, nel cuore di quello che chiamo il \u201cvillaggio\u201d storico di Roma, che \u00e8, a parer mio, un ombelico del mondo (sono convinta che non ce ne sia uno solo&#8230;). Da una decina di anni abito in una casa alta e luminosa, nei pressi del Colosseo: lo vedo bene dal mio terrazzo e ogni volta mi impressiona con le sue vuote arcate e il suo carico di storia. Un &#8220;villaggio&#8221; archeologico quello attuale, di grande fascino. Ho due figli gemelli , Federico e Tommaso, che amo moltissimo e che hanno ovviamente una loro vita laboriosa e indipendente.&nbsp;<br>Ho insegnato per molti anni in un liceo romano di antica e morente tradizione. <em>Part time<\/em> per\u00f2, negli ultimi anni, per resistere meglio a un certo sconforto estetico-didattico. Che aument\u00f2 nel giorno in cui una ragazza, commentando le vicende di Angelica, disse con toni assolutamente sinceri: &#8220;Ma in fondo, scusi&#8230;&#8221; &#8211; si interruppe per quanlche istante meditabonda.. &#8211; &#8220;Non capisco che differenza c&#8217;\u00e8 tra gli amori narrati da Ariosto e le storie di Moccia.. I paladini.. Mah! non \u00e8 meglio una roba pi\u00f9 attuale? &#8221; La mia risposta non suon\u00f2 convincente n\u00e9 alle mie n\u00e9 alle sue orecchie e allora: &#8220;Ancora per un po\u2019&#8230;&#8221;, mi dissi sospirosa e poi decisi di lasciare&#8230; Ho lasciato anche per coltivare meglio il mio giardino, a dire il vero: libri, studi, letture, scritture, amici, gatti.<br>Mi sono interessata per molti anni di promozione della lettura, non solo tentando quotidianamente di far leggere i miei pochi e distratti studenti, ma anche organizzando \u201cministeriali\u201d (Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali, MIBAC e ora solo MIC, Ministero della Cultura) iniziative rivolte ad altri giovani. Anche questa attivit\u00e0, per\u00f2, la considero in declino, non per mia scelta, ma per mancanza assoluta di volont\u00e0 e di mezzi da parte delle istituzioni con cui ho collaborato a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Coltivo, come si \u00e8 ben capito, una insana passione per la letteratura che studio da molto tempo, illudendomi di carpirne i segreti. Me ne sono occupata da tanti punti di vista. Storico, teorico, critico, soprattutto didattico, a un certo punto, negli anni in cui iniziava la crisi del sapere umanistico (met\u00e0 anni Novanta, direi), convinta che un certo modo di insegnare letteratura servisse a chiarirne l\u2019importanza e a rafforzarne la trasmissione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il mio nome anagrafico, cio\u00e8 come Anna Mattei, ho pubblicato saggi e libri su svariati argomenti, in particolare sul romanzo e sulla poesia del Novecento italiano, pensando sempre a un pubblico di giovani. Ho diretto collane di narrativa per le case editrici Archimede e Le Monnier curando personalmente alcuni dei classici da me tra i pi\u00f9 amati (<em>I promessi sposi<\/em> di Alessandro Manzoni, <em>Il fu Mattia Pascal<\/em> e <em>i Quaderni di Serafino Gubbio operatore<\/em> di Luigi Pirandello, <em>Il processo <\/em>di Franz Kafka).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Decisi di passare dall\u2019altra parte della scrittura dopo un trauma, come accade spesso. La morte di mia madre &#8211; nucleo affettivo della mia vita &#8211; fu come una seconda nascita che mi indusse a rivedere orientamenti e percorsi, come a voler ritrovare il senso perduto di ogni cosa. Allora mi &nbsp;lasciai guidare dalla sua voce, da quella delle persone amate \u2013 presenti e assenti &#8211; e dai libri a me pi\u00f9 cari. E tutti entrarono nella mia scrittura come veri e propri personaggi, sia quelli veri che quelli letterari, sullo stesso piano, in un certo senso. Personaggi di ogni specie e famiglia, minerale, vegetale , animale, secondo una visione olistica del mondo, rivissuto come una popolosa e conflittuale famiglia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Una ragazza che \u00e8 stata mia madre<\/em>, pubblicato negli Oscar Mondadori nel 2005, racconta le peripezie e le molteplici identit\u00e0 di una donna del nostro tempo in una sorta di favola surreale, costruita su piani temporali e spaziali diversi. Molti l\u2019hanno definita una storia \u201cautobiografica\u201d, a proposito del tema da cui sono partita nel tracciare queste note. Certamente lo \u00e8. Eppure non lo \u00e8. Non solo nel senso che ogni vita, nel momento in cui viene raccontata, diventa letteratura e si trasforma in un intreccio ordinato in capitoli e sequenze, proprio come se fosse un romanzo &#8211; e la vita non \u00e8 un romanzo &#8211; ma anche perch\u00e9 nella mia storia mancano del tutto i principi narrativi del cosiddetto realismo, dato che compaiono sullo stesso piano il mondo vero e il mondo dei sogni, le emozioni e le voci degli umani, delle piante e degli animali. Per questo, infatti, pu\u00f2 accadere che alcuni magici gatti guidino la protagonista attraverso un cespuglio di ortensie verso mondi paralleli in cui ogni cosa si rivela a lei pi\u00f9 nitida e vera.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La condizione umana attuale &#8211; piuttosto disorientata a quanto pare &#8211; la natura illusoria e ingannevole della realt\u00e0, la sfuggente materia dei sogni, l\u2019innocenza degli animali, sono stati per me un costante motivo di riflessione morale e di invenzione narrativa anche nel mio secondo romanzo, <em>L\u2019archivio segreto<\/em>, uscito nel 2008 sempre negli Oscar Mondadori. Una passeggiata nel cuore di Roma, disseminata di incontri con tanti personaggi , alcuni familiari e altri misteriosi, tra i vicoli , le piazze, i palazzi degli antichi rioni, si trasforma in una inchiesta sulla illusoriet\u00e0 delle nostre scelte e sui meccanismi segreti che muovono le vite di ogni essere, uomo o donna che sia e a qualunque specie appartenga.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il sonno del Reame,&nbsp;<\/em>uscito in libreria ancora negli Oscar Mondadori, a dicembre del 2013, racconta la storia paradossale della guerra tra potere e cultura, le trasformazioni e le insane riforme che hanno colpito il sistema della cultura e dell&#8217;arte in ogni settore: una guerra tuttora in corso, di cui ho narrato situazioni, eventi, personaggi, trasferendoli in un mondo e in tempo immaginari perch\u00e9 apparissero pi\u00f9 veri e sostanziali.&nbsp;La guida narrativa delle romanzesche peripezie, fantastiche &nbsp;e surreali, giocate su piani diversi e simultanei della realt\u00e0 visibile e invisibile, \u00e8 il magico gatto Gregorio, che compare sempre nei miei libri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un libro da me molto amato, non solo in ragione del titolo,&nbsp;<em>L&#8217;enigma d&#8217;amore nell&#8217;occidente medievale<\/em>, uscito a maggio del 2017, \u00e8 stato pubblicato da una casa editrice a me molto cara, <em>La lepre edizioni<\/em>, fondata a Roma, nel 2007, dal mio amico Alessandro Orlandi per dare spazio alla sua stessa personale ricerca filosofica, scientifica e letteraria.&nbsp; Guglielmo d&#8217;Aquitania, il primo grande trovatore a noi noto, concludeva<em> Il sonno del Reame<\/em> con un suo mirabile <em>vers<\/em>, ricco di significati nascosti, chiave di accesso all&#8217;antica ed enigmatica poesia d&#8217;amore occitanica. Lo stesso <em>vers<\/em> apre e introduce questo libro, che non \u00e8 un romanzo ma un saggio con personaggi romanzeschi: dame, cavalieri e trovatori, nobili e borghesi, capaci di comprendere e vivere l&#8217;esperienza segreta dei riti e dei discorsi d&#8217;amore per affinare l&#8217;anima e il corpo, il cuore e la mente. il libro ha vinto il premio Capalbio 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un &nbsp;libro recente e da me molto amato, <em>Sogno notturno a Roma (1871-2021<\/em>), a proposito della questione dei generi, che per alcuni sembra rivestire ancora una certa importanza, \u00e8 un romanzo, ma, al contrario del mio <em>Enigma d&#8217;amore nell&#8217;occidente medievale<\/em>, pi\u00f9 che un saggio romanzesco, \u00e8 un romanzo saggistico. Edito sempre dalla casa editrice La Lepre di Roma, &nbsp;\u00e8 un vero e proprio romanzo per il suo impianto narrativo, nello stile della grande narrazione fantastica risalente a E.T.Hoffmann, ma anche un saggio per la documentazione dettagliata e le ricostruzioni storiche. Pubblicato da La lepre edizioni a dicembre, quasi a ridosso della fine dell&#8217;anno, per una serie di strane congiunture, il libro \u00e8 stato recensito positivamente su varie testate (<em>Repubblica<\/em>, <em>Corriere della sera<\/em>, <em>L&#8217;Ossservatore Romano<\/em>,<em> Il<\/em>&nbsp;<em>Messaggero<\/em>, <em>Avvenire<\/em>, <em>Il Foglio<\/em>, eccc) e presentato pi\u00f9 volte a Roma (Curia Iulia, Casa delle Letterature, Dante Alighieri, Circolo degli scacchi, Acquario Romano, ecc.), a L&#8217;Aquila (libreria Colacchi), a Orbetello (libreria Bastogi, la Parrina) suscitando notevole interesse. Racconta le vicende di Roma Capitale, attraverso ampie digressioni storiche, per ricordare la grave discontinuit\u00e0 urbanistica e sociale che si venne a creare, quando, nel segno di una astratta idea di modernit\u00e0, venne demolito l\u2019abitato a ridosso del Campidoglio insieme a gran parte dei rioni circostanti, ricchi di monumenti e case e nobili palazzi. Dei vuoti urbani che si vennero&nbsp;a creare allora la citt\u00e0 soffre ancora oggi ma la speranza accesa dal libro \u00e8 che ora si possano forse colmare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ultimo libro, pubblicato da Salani, in libreria dall&#8217;8 settembre del 2023, si intitola <em>La regina che amava la libert\u00e0. Storia di Cristina di Svezia dal Nord Europa alla Roma barocca.<\/em> Un altro viaggio appassionante nella citt\u00e0 in cui vivo, che amo, che mi sembra di conoscere da ancor prima di nascere. Cristina la riconobbe anche lei come la sua citt\u00e0 di elezione, l&#8217;unica in cui avrebbe potuto vivere pienamente la sua esigenza di libert\u00e0 assoluta. Ancora oggi Cristina sorprende per le scelte audaci e l&#8217;anticonformismo radicale del suo modo di vivere. Ma ancora di pi\u00f9 stupisce il suo amore per l&#8217;arte, la letteratura, la musica, la bellezza, un amore irrefrenabile che la salv\u00f2 dalla disperazione nelle numerose difficili situazioni in cui si trov\u00f2 coinvolta. Alcuni lettori curiosi potrebbero voler conoscere i temi comuni che attraversano la mia ricerca, non solo in rapporto agli ultimi tre libri, ma anche a quelli precedenti. Sono molti in realt\u00e0, ma riducibili anche a due: il tema di Roma e della sua storia infinita e il tema d&#8217;amore in tutte le sue diramazioni filosofiche e letterarie. Cristina amava Roma per le sue infinite stratificazioni storiche e di senso e non a caso era perennemente immersa nello studio dell&#8217;alchimia, dell&#8217;ermetismo, della <em>prisca philosophia<\/em>. Era anche una &#8216;fedele d&#8217;amore&#8217;, memore dei riti della cortesia praticati nei territori dell&#8217;antica Aquitania, nella convinzione assoluta che l&#8217;amore fosse la via della libert\u00e0 e della perfetta conoscenza di s\u00e9, come gli antichi trovatori. <em>Fil rouge<\/em>, magico palindromo che attraversa tutti i miei libri e i miei studi: <em>Roma Amor<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I miei scritti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho sempre amato la letteratura e ne ho scritto in vari modi e con obiettivi diversi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono interessata in particolare alla semiotica e alla teoria della letteratura per indagare i fondamenti estetici e il senso del discorso letterario, spinta da una mia personale curiosit\u00e0, dalla necessit\u00e0 di capire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La questione non mi \u00e8 mai sembrata gratuita, soprattutto perch\u00e9 per molti anni ho insegnato storia della letteratura a tanti giovani che avevano difficolt\u00e0 a riconoscerla e a distinguerla da altre forme di scrittura.&nbsp; Ho scoperto man mano, infatti, che la letteratura vive nell&#8217;esperienza fondante della lettura e nella condivisione di un discorso orientato verso la conoscenza di s\u00e9 e del mondo: di conseguenza&nbsp; studio i modi e le vie della lettura scrivendone pi\u00f9 volte e cercando di promuoverla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Amo&nbsp; alcuni autori, alcuni periodi storici, alcune correnti letterarie, come si pu\u00f2 notare scorrendo qualche titolo tra i miei scritti.&nbsp; Molti mancano ancora all&#8217;appello tra i miei prediletti: Edgar Allan Poe, Ernst Theodor Amadeus Hoffmann, Philip Dick&#8230; sono tanti, in effetti, i temi, gli argomenti, gli autori, i libri che mi appassionano. Con&nbsp; alcuni cerco di misurarmi, anche se con forze impari, passando direttamente dall&#8217;altra parte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho scritto in particolare di teoria (introduzione al libro di H. R. Jauss, <em>Estetica della ricezione<\/em>, Guida, Napoli 1988) e didattica della letteratura e della lettura&nbsp; pubblicando saggi su varie riviste specializzate (\u00abRiforma della scuola\u00bb, \u00abInsegnare\u00bb, \u00abMetafore\u00bb, \u00abLibri e Riviste d\u2019Italia\u00bb, ecc.), su libri miscellanei, su atti di convegni&nbsp; e seminari di Italianistica. Mi sono sempre firmata &#8216;Anna&#8217; Mattei, invece di&nbsp; &#8216;Annarosa&#8217;, che \u00e8 il nome scelto a partire dal 2005, quando ho cominciato a scrivere romanzi: un nome di famiglia, un omaggio a mia madre che mi chiamava cos\u00ec. Ho scritto anche del liceo storico in cui ho insegnato per anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Elenco qui di seguito solo alcuni di questi scritti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cSe una notte d\u2019inverno un viaggiatore\u201d: i dialoghi improbabili tra autore e lettore<\/em> , in AAVV, <em>Narrare: percorsi&nbsp; possibili<\/em>, Longo, Ravenna 1989<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>La narrabilit\u00e0 del reale: Gadda e Calvino<\/em>,&nbsp;&nbsp; in \u201cMetafore\u201d2,&nbsp; Paravia 1989<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il volto dell\u2019uomo nel nostro secolo<\/em> (su: G.Debenedetti,&nbsp; <em>Il romanzo del Novecento<\/em>), in \u201cRiforma della scuola\u201d, 7-8, Editori Riuniti 1990<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il significato del punto di vista nel racconto<\/em>,&nbsp; in \u201cMetafore\u201d5,&nbsp; Paravia 1991<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Un trovatore e una trovatrice: la riscrittura femminile del discorso d\u2019amore<\/em>, in AAVV, <em>Ri-scritture<\/em>, Eurelle, Torino 1993<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Le maglie della rete letteraria: una navigazione intertestuale<\/em>,&nbsp; in <em>Letteratura e scuola<\/em>, vol. I, <em>I linguaggi<\/em>, Franco Angeli, Milano 2002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il liceo classico Visconti<\/em>, in <em>Il Collegio Romano dalle origini al Ministero per i beni e le attivit\u00e0 culturali,<\/em> Il Poligrafico, Roma 2003<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Il liceo \u201cEnnio Quirino Visconti\u201ddalla sua fondazione agli anni Trenta,<\/em> in Carmela Covato (a cura di), <em>Scuola e itinerari formativi dallo Stato pontificio a Roma capitale. L\u2019istruzione secondaria<\/em>, Unicopli 2010<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avendo fatto parte parte della redazione di&nbsp; \u00abLibri e riviste d\u2019Italia\u00bb , bimestrale di cultura editoriale e promozione della lettura della Direzione Generale per i Beni Librari , gli Istituti Culturali e il Diritto d\u2019Autore, ho scritto vari articoli sul problema dei giovani e della lettura (alcuni li ho registrati proprio su questo sito, dove si possono leggere nella categoria intitolata <em>Leggere), <\/em>occupandomi in particolare delle iniziative di promozione della lettura da me ideate, come<em> La settimana della lettura, <\/em>realizzata a partire dal 2002 in coincidenza con la Fiera del libro della piccola e media editoria romana <em>Pi\u00f9 libri pi\u00f9 lib(e)ri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sempre su \u00abLibri e riviste d\u2019Italia\u00bb ho scritto del progetto intitolato <em>Atlante della poesia italiana del Novecento, <\/em>da me ideato per promuovere la lettura della poesia, realizzando mostre e convegni su <em>Sandro Penna<\/em> a Roma e a Perugia (2002); su <em>Umberto Saba<\/em> a Trieste (2003); su <em>Guido Gozzano<\/em> a Torino (2004).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni dei miei scritti riguardano spesso proprio l&#8217;attivit\u00e0 di promozione della lettura e gli eventi ad essa collegati, come le mostre sugli scrittori corredate da cataloghi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho collaborato scientificamente alle mostre organizzate dalla Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali della serie intitolata da <em>Libro a libro. Le biblioteche degli scrittori, <\/em>lavorando in particolare a quelle dedicate a <em>Giovanni Verga<\/em>, <em>Alessandro&nbsp; Manzoni<\/em> e<em> Italo Svevo: <\/em>in ogni occasione ho pubblicato dei saggi specifici negli omonimi cataloghi&nbsp; editi da De Luca rispettivamente nel 1999, nel 2000 e nel 2002.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studio in particolare la poesia (Leopardi, Gozzano, Montale, ecc.) e il romanzo dell\u2019Ottocento e del Novecento (Verga, Manzoni, Svevo, Pirandello, Gadda, Calvino, ecc.) e questa che segue \u00e8 una piccola selezione dei miei scritti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Guida al romanzo italiano del Novecento<\/em>, Editori Riuniti, Roma 1989<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8211; La poesia italiana del Novecento<\/em>, Archimede, Milano 1995<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8211; D\u2019Annunzio e la stagione bizantina<\/em>, in <em>Francesco Paolo Michetti<\/em>,&nbsp; Electa Napoli 1999<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>&#8211; Percorsi della poesia Liberty<\/em>, in Fabio Benzi (a cura di), <em>Il Liberty in Italia<\/em>, Milano Motta&nbsp; 2002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8211; <em>Letteratura liberty a Roma. Il passaggio dal simbolo all&#8217;allegoria: alle origini del liberty<\/em>. in AAVV, Il Palazzo del Tritone a Roma, Roma, De Luca 2012 (si pu\u00f2 leggere in questo sito, nella categoria <em>Archivio letterario<\/em>)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la casa editrice Archimede di Milano ho diretto la collana dei \u00abLibri verdi\u00bb curando personalmente l\u2019edizione e la presentazione critica dei seguenti romanzi:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luigi Pirandello, <em>Il fu Mattia Pascal<\/em>, 1993;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alessandro Manzoni, <em>I promessi sposi<\/em>, 1993;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Franz Kafka, <em>Il processo<\/em>, 1994<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per l\u2019editore Le Monnier di Firenze ho diretto la collana della \u00abBiblioteca Minima\u00bb curando personalmente l\u2019edizione e la presentazione critica di<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Luigi Pirandello, <em>Quaderni di Serafino Gubbio operatore<\/em>,&nbsp; Firenze 2002<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8230; un libro splendido che raccomando a tutti di leggere per comprendere a pieno i problemi dell&#8217;attuale comunicazione e dell&#8217;alienazione progressiva che ne consegue&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripubblico questa mia vecchia nota biografica perch\u00e9 nella revisione di questo blog \u00e8 la pi\u00f9 tormentata da commenti spam. 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