{"id":2175,"date":"2018-06-14T11:45:06","date_gmt":"2018-06-14T09:45:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=2175"},"modified":"2022-11-26T19:30:43","modified_gmt":"2022-11-26T18:30:43","slug":"sappiamo-ancora-parlare-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=2175","title":{"rendered":"Sappiamo ancora parlare d&#8217;amore?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/ritratto.jpg\"><br \/>\n<\/a><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-2176\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"289\" height=\"431\" srcset=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-768x1147.jpg 768w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-1029x1536.jpg 1029w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma-650x971.jpg 650w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/montemerano.enigma.jpg 1133w\" sizes=\"auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px\" \/><\/a>Fu nei fiorenti feudi dell\u2019antica Aquitania del dodicesimo secolo che l\u2019esperienza d\u2019amore, per la prima volta, venne pienamente e liberamente vissuta, indagata nella sua natura enigmatica, codificata in rituali complessi, espressa in una altissima forma poetica. La civilt\u00e0 occitanica \u2013 cos\u00ec chiamata dalla lingua d\u2019<em>oc<\/em> che si parlava nei territori a sudovest della Francia \u2013 matur\u00f2 una lunga e complessa riflessione sull\u2019essenza misteriosa del fenomeno amoroso, che consider\u00f2 il nucleo fondante di un diverso modo di sentire e di un nuovo modello sociale, all\u2019interno di un sistema culturale assai avanzato, improntato al dialogo, alla parit\u00e0 tra l\u2019uomo e la donna, al libero pensiero. Indagare sulle origini del discorso d\u2019amore ci fa riscoprire, in modo inatteso, un mirabile momento di rinascenza di un medio evo illuminato, che pose la donna e l\u2019amore al centro di un processo di rigenerazione e rinnovamento, non solo di ogni singolo individuo consapevole, ma dell\u2019intera societ\u00e0. Non a caso Simone Weil defin\u00ec la civilt\u00e0 della cortesia e dell\u2019amore come la pi\u00f9 evoluta e irripetibile della storia europea.<\/p>\n<p>L\u2019amore celebrato nel grande canto dei trovatori, semplici cavalieri e potenti signori, uomini e donne, fu chiamato <em>fin\u2019amor<\/em>, <em>amor nova<\/em> \u2013 di genere femminile in lingua d\u2019oc \u2013 e venne inteso e vissuto come accensione straordinaria dell\u2019anima e dei sensi, occasione di rinascita e conoscenza di s\u00e9, riservata a chi sapesse intenderne le potenzialit\u00e0 per naturale predisposizione e per formazione culturale. Perch\u00e9 la sua straordinaria potenza venisse colta e compresa da chiunque la avvertisse in s\u00e9, venne elaborata, all\u2019epoca, una sorta di grammatica morale, un vero e proprio codice, che illustrava il cammino da compiere a quanti si sentissero in grado di intraprenderlo. L\u2019esperienza d\u2019amore, per chiunque fosse capace di provarla e intenderla, si doveva trasformare in tal modo in un vero e proprio cammino guidato, introspettivo e iniziatico, alla ricerca della chiave di accesso a una superiore sapienza, alla divina <em>sophia<\/em> rispecchiata nella bellezza della donna. La donna, <em>domna<\/em> nell\u2019antica lingua d\u2019oc, era considerata, in questo contesto, la <em>domina<\/em>, la signora, e l\u2019uomo era il suo vassallo, che, come in un rapporto feudale, le poteva rendere il debito <em>hommage<\/em> (omaggio) solo dopo aver superato vari gradi lungo la via del perfezionamento di s\u00e9 e del riconoscimento del carattere inestinguibile del proprio desiderio. Solo alla fine del suo cammino di formazione, dopo aver dato prova di <em>cortezia<\/em>,<em> mesura<\/em> e <em>valor<\/em>, il cavaliere, divenuto <em>om cort\u00e8s <\/em>(uomo cortese), poteva giurare fedelt\u00e0 e obbedienza alla sua <em>domna<\/em>, senza mai pensare di risolvere nell\u2019illusione del possesso la sua inchiesta d\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu nei fiorenti feudi dell\u2019antica Aquitania del dodicesimo secolo che l\u2019esperienza d\u2019amore, per la prima volta, venne pienamente e liberamente vissuta, indagata nella sua natura enigmatica, codificata in rituali complessi, espressa in una altissima forma poetica. 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