{"id":194,"date":"2009-06-15T00:45:44","date_gmt":"2009-06-14T22:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.it\/?p=194"},"modified":"2022-11-26T20:59:10","modified_gmt":"2022-11-26T19:59:10","slug":"su-alcune-presentazioni-ostia-roma-circolo-canottieri-aniene-genova-arezzo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=194","title":{"rendered":"Su alcune presentazioni: Ostia, Roma (Circolo Canottieri Aniene), Genova, Arezzo"},"content":{"rendered":"<p>Passato un anno dall&#8217;uscita dell&#8217;<em>Archivio segreto<\/em> mi sembra interessante &#8211; o strano? &#8211; che se ne parli ancora con interesse. La passeggiata romana della svagata protagonista intendeva essere una sorta di elogio della lentezza. Camminare, osservare, riflettere: vivere senza fretta all&#8217;interno della propria giornata. Un po&#8217; come leggere o scrivere. Una forma di meditazione in un certo senso. Forse, dunque, anche il libro &#8220;cammina&#8221; lentamente facendo tanti incontri interessanti per via. A Ostia il 29 aprile, al Circolo Canottieri Aniene il 18 maggio, a Genova il 25 maggio, ad Arezzo l&#8217;8 giugno.<\/p>\n<p>Anna Maria Vanalesti a Ostia ha organizzato per il suo circolo di lettura un incontro che ancora ricordo con piacere, quasi con sorpresa.\u00a0Accade sempre pi\u00f9 di rado che uomini e donne insieme siano davvero curiosi di libri e disposti a ragionarne insieme. Precisa e sottile la sua introduzione che del resto lei aveva gi\u00e0 proposto in modo abbreviato anche su questo sito, dopo \u00a0l&#8217;incontro al Visconti del 20 aprile.<\/p>\n<p>Anche al Canottieri Aniene, nonostante il pubblico fosse diverso, ho notato che a un certo punto era scattata l&#8217;attenzione. Dopo le belle parole di introduzione e accoglienza di Giovanni Malag\u00f2, Enrico Vanzina ha parlato del senso dello scrivere proprio come di una &#8220;ricerca del senso&#8221;, della difficolt\u00e0 di scrivere \u00a0in modo diverso, di scrivere &#8220;un&#8217;altra cosa&#8221;, &#8220;oltre la banalit\u00e0 corrente&#8221;. Sono stata felice che parlasse del tema del tempo, del patto finzionale tra autore e lettore, dei personaggi che si fanno da s\u00e9, soprattutto che citasse Calvino, la sua passione letteraria, la sua inchiesta conoscitiva sui livelli di realt\u00e0, sempre mirata a penetrare la superficie delle cose e a intravedere altri mondi\u00a0&#8220;oltre l&#8217;apparenza&#8221;. Portoghesi si \u00e8 soffermato sull&#8217;immagine di Roma che obbliga di per s\u00e9 a pensare alle sovrapposizioni dei tempi e dei luoghi, all&#8217;eterno presente di De Chirico e delle sue piazze silenti. Ha citato come esempio la descrizione del Teatro di Marcello, &#8220;un mondo di materia dove tutto \u00e8 stato scritto&#8221;: di qui la sua riflessione sulla felicit\u00e0 di scrivere e di dare un significato nuovo alle cose, sul pensiero che si fa scrittura e poesia per narrare di una terra viva e sensibile, ferita dalle ripetute offese degli uomini, ignari spesso di un destino gi\u00e0 scritto che si svolge come un gomitolo. La conversazione letteraria che ne \u00e8 seguita ricordo bene come sia stata intensa e abbia coinvolto tutti i presenti, stranamente partecipi in un tempo disattento e indifferente qual \u00e8 il nostro.<\/p>\n<p>A Genova, terra di poesia, tutto pi\u00f9 contenuto. Nella bella sala di un palazzo storico di via Garibaldi una ventina di persone, perse nella vastit\u00e0 dell&#8217;ambiente. Pippo Marcenaro, che aveva organizzato l&#8217;incontro, si \u00e8 espresso in modo sottile e penentrante, da par suo, sull&#8217;<em>Archivio segreto <\/em>, parlando della disseminazione dei racconti, dei microeventi chiusi in una cornice narrativa, dei dettagli dei personaggi dai nomi strani, degli animali parlanti, dei luoghi cittadini stratificati, della prosa rimata. Una fotografia della societ\u00e0 che non fa attenzione alle cose, realizzzata attraverso un continuo spostamento di punti di vista: Roma come un teatro di storia e di storie in un groviglio di tempi che si fondono nell&#8217;attimo, nel punto di luce simile all&#8217;<em>aleph<\/em> di borgesiana memoria.  Piero Boragina ha letto delle pagine con grande intensit\u00e0 prima che Pippo iniziasse a parlare. Un composto dibattito ha chiuso l&#8217;incontro: che cosa \u00e8 un libro? perch\u00e9 si scrive? &#8220;Contro la standardizzazione della stupidit\u00e0&#8221; risponde Piero. Per un recupero di senso &#8211; penso io &#8211; cercando di dirlo in modo adeguato. &#8220;Perch\u00e9 in versi?&#8221; chiedono. &#8220;Perch\u00e9 Adamo, secondo Borges, parlava in versi&#8221;, rispondo io.<\/p>\n<p>Arezzo pochi giorni fa: la sala della Biblioteca Comunale piena. L&#8217;immediato calore nell&#8217;accoglienza mi ha stupito ancor prima che si cominciasse a parlare. Paolo Nepi e Liletta Fornasari sono stati presentati da Maria Grazia Fabbroni Redi, artefice dell&#8217;iniziativa, organizzata perfettamente nei minuti dettagli, dagli inviti ai doni inattesi e graditi. Proprio lei ha voluto introdurre il discorso notando in particolare alcuni temi come quello del tempo, il &#8220;senso del tempo&#8221; come lo ha chiamato sottolineando il modo in cui era stato trattato all&#8217;interno del racconto. Liletta si \u00e8 soffermata sul tema delle donne &#8211; amori, figli, solitudine, l&#8217;avanzare degli anni &#8211; dei personaggi di ieri e di oggi, delle storie nella storia, del camminare come gesto equivalente allo scrivere e al narrare, alla meditazione, alla lentezza, della vita quotidiana incrociata con la storia, della ricerca dell'&#8221;archivio segreto&#8221; che \u00e8 in tutti noi.<br \/>\nPaolo Nepi ha indagato con grande sottigliezza gli episodi speculari delle cene posti all&#8217;inizio e alla fine della storia e la durata emblematica del giorno in cui tutto pu\u00f2 accadere solo a cogliere i dettagli di ogni cosa: Roma, la citt\u00e0 eterna, inquadrata e celata nella sua quotidianit\u00e0 come dietro a uno schermo,  la solitudine narcisistica dei personaggi e il desiderio di superarla attraverso il dialogo incessante,   la funzione degli animali parlanti, il gatto Gregorio e la sua funzione magica, lo scrivere in rima. E tante altre cose: come l&#8217;incrocio tra il pensiero presocratico e quello buddista. Discorso straordinario. Il riferimento al <em>conte philosophique<\/em> di Voltaire in particolare l&#8217;ho molto gradito dato che nessuno sa pi\u00f9 come chiamare un certo tipo di scrittura nel diluvio generale del romanzo.<br \/>\nChe dire? Che sono stata davvero felice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Passato un anno dall&#8217;uscita dell&#8217;Archivio segreto mi sembra interessante &#8211; o strano? &#8211; che se ne parli ancora con interesse. La passeggiata romana della svagata protagonista intendeva essere una sorta di elogio della lentezza. Camminare, osservare, riflettere: vivere senza fretta all&#8217;interno della propria giornata. Un po&#8217; come leggere o scrivere. 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