{"id":1919,"date":"2016-06-15T12:18:45","date_gmt":"2016-06-15T10:18:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=1919"},"modified":"2022-11-26T20:56:57","modified_gmt":"2022-11-26T19:56:57","slug":"una-breve-e-dolorosa-storia-di-via-dei-fori-imperiali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=1919","title":{"rendered":"Breve e dolorosa storia di via dei Fori Imperiali"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aggiungo alcune immagini&nbsp; al vecchio articolo sulla storia di via dei Fori Imperiali. Prima di tutto l&#8217;immagine di come era appena una ventina di anni fa, accompagnata da due quinte simmetriche di alberi e giardini . Poi, di seguito, all&#8217;interno dell&#8217;articolo, come si presenta ora, manomessa, cementificata, privata del verde.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema della tratta T3 della Metro C \u00e8 connesso alle vicende di via dei Fori Imperiali. Questo articolo, che anticipo per gli amici di Facebook , \u00e8 stato consegnato mesi fa alla rivista <em>Lazio ieri e oggi<\/em> che dovrebbe uscire a breve. Poich\u00e9 ritengo che l&#8217;informazione debba necessariamente essere alla base di qualunque discussione ve lo sottopongo in anteprima, sperando che abbiate la pazienza di leggerlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">ANNAROSA MATTEI<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Da Piazza Venezia a via dei Fori Imperiali: una storica passeggiata ridotta a un percorso di guerra tra mute rovine, cemento e cantieri.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I romani non camminano volentieri lungo Via dei Fori Imperiali, non solo per la ressa dei turisti che quotidianamente la affollano, ma soprattutto perch\u00e9 non la intendono e non la riconoscono. Per molti di loro la via monumentale \u00e8 una sorta di non-luogo, una smagliatura rispetto al tessuto degli antichi rioni: al di l\u00e0 della distesa dei Fori, disseminata di rovine, dominata dal Colosseo, immaginano forse che inizi una storia diversa, che la citt\u00e0 si allontani e diventi un\u2019altra. Sono ben pochi, infatti, i cittadini romani che percepiscono la distanza effettiva tra piazza Venezia e il Colosseo e quasi nessuno crede che per andare da un capo all\u2019altro della via occorrano solo dieci minuti. Ma, a ben vedere, chi pu\u00f2 dare loro torto, viste le sue condizioni attuali? Perch\u00e9 mai qualcuno dovrebbe percorrere a piedi uno stradone disabitato, in cui, nonostante l\u2019importanza e la bellezza dell\u2019area archeologica circostante, mancano attivit\u00e0, punti verdi, fontane, luoghi di incontro, di informazione e ristoro? A via dei Fori Imperiali, che sembra ormai riservata esclusivamente al transito veloce di un turismo disinformato, sembra proprio che sia stata sottratta la vita.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/imperiali.cantieri.1-e1471799797695.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/imperiali.cantieri.1-e1471799797695-300x225.jpg\" alt=\"imperiali.cantieri.1\" class=\"wp-image-1950\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/metroC.7.16.2-e1471799833114.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/metroC.7.16.2-e1471799833114-225x300.jpg\" alt=\"metroC.7.16.2\" class=\"wp-image-1952\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando, il 28 ottobre del 1932, venne aperta la monumentale strada, che allora si chiamava via dell\u2019Impero, venne demolito un popoloso quartiere, fittamente urbanizzato nel medioevo, ricco di case e palazzi, attivit\u00e0 artigianali, commerciali, chiese, monasteri. Venne abbattuta addirittura una collina, la Velia, che impediva il passaggio verso il Colosseo. Con l\u2019apertura del nuovo asse viario l\u2019intero quartiere, incuneato tra i rioni Monti e Campitelli senza soluzione di continuit\u00e0, scomparve insieme a tutti i suoi edifici, le sue vie, i suoi abitanti. L\u2019area venne spianata, gli edifici rinascimentali e medievali abbattuti, molte vie interrate, interrotte le attivit\u00e0, la popolazione deportata in borgate periferiche.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"209\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1-300x209.jpg\" alt=\"immagine1\" class=\"wp-image-1943\" srcset=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1-300x209.jpg 300w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1-1024x713.jpg 1024w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1-768x535.jpg 768w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1-650x453.jpg 650w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine1.jpg 1286w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si apr\u00ec in tal modo un vuoto e, sulle rovine dell\u2019antico quartiere Alessandrino, chiamato cos\u00ec dal luogo di nascita del cardinale Michele Bonelli, che lo aveva radicalmente trasformato nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, venne realizzata la via dell\u2019Impero, una sorta di spazio teatrale, del tutto privo di abitanti ma adorno di giardini, funzionale alle parate e alle rappresentazioni di potere del regime. Un\u2019apposita campagna di scavi rimise ben in evidenza, ai lati della via, lo sfondo dei Fori, liberati dalle costruzioni che nei secoli si erano mescolati alle antiche rovine; la stessa Curia venne riportata al suo aspetto originario con un pesante intervento di demolizione della chiesa di Sant\u2019Adriano al Foro che pure ne aveva preservato la struttura. A lavori compiuti, la via dell\u2019Impero, ampia e magniloquente, si apr\u00ec tra le quinte dei Fori, procedendo verso la prospettiva scenica del Colosseo per rappresentare la rinascita della romanit\u00e0 e la potenza del regime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con analoghi scopi celebrativi, tra la fine dell\u2019Ottocento e l\u2019inizio del Novecento, lo stesso destino era toccato a una piccola piazza rinascimentale delimitata, per tre lati, da due palazzi quattrocenteschi disposti ad angolo, Palazzo e Palazzetto Venezia, e dal cinquecentesco Palazzo Torlonia, che in origine era allineato con via del Corso. Per edificare il Vittoriano, monumento all\u2019Italia unita, al suo re e alla nuova capitale, vennero abbattuti palazzi, chiese, antichi edifici, nonostante le veementi proteste dei pi\u00f9 autorevoli intellettuali e studiosi dell\u2019epoca. L\u2019antica piazza Venezia, allargata a dismisura, venne ridisegnata come un\u2019enorme platea vuota perch\u00e9 diventasse, anche in questo caso, uno spazio teatrale celebrativo di rappresentazione politica del Regno d\u2019Italia. Memorabile l\u2019impresa dello spostamento del palazzetto Venezia, che venne smontato e ricostruito in posizione arretrata, verso via Botteghe Oscure, in modo del tutto arbitrario, falsando quote e proporzioni. Per far posto al Vittoriano vennero abbattuti la torre di Paolo III e il passetto che collegava Palazzetto Venezia al Campidoglio; furono demoliti il convento e i chiostri dell\u2019Aracoeli; fu demolito nel 1903 anche il cinquecentesco Palazzo Bolognetti-Torlonia, considerato uno dei pi\u00f9 splendidi e fastosi d\u2019Europa per la qualit\u00e0 e la ricchezza delle decorazioni e delle opere d\u2019arte. Sparirono la piazza, la via e il vicolo di Macel dei Corvi, dove esisteva ancora la casa di Michelangelo, ricordata in seguito da una targa murata sul Palazzo delle Assicurazioni, l\u2019edificio nuovo, che venne costruito a specchio, in stile neorinascimentale e in posizione simmetrica rispetto a Palazzo Venezia, ma molto pi\u00f9 arretrata rispetto all\u2019antico Palazzo Torlonia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu, dunque, tra piazza Venezia e l\u2019allora via dell\u2019impero, che venne riscritta un\u2019idea della nuova Italia unita e della sua capitale, a furia di sventramenti, demolizioni, deportazioni che suscitarono non pochi dibattiti e polemiche. Le nuove aree monumentali vennero totalmente riprogettate includendo ampie zone di verde, con l\u2019intento di renderle comunque belle e gradevoli per cittadini e i visitatori. Nei due slarghi ai lati del Vittoriano, secondo il disegno di Giuseppe Sacconi, responsabile del discutibile progetto di piazza Venezia e del patriottico monumento, ampie aiuole alberate creavano delle quinte verdi. Allo stesso modo, sia all\u2019inizio che lungo tutto il percorso della via dell\u2019Impero, su entrambi i lati, l\u2019insigne archeologo Corrado Ricci aveva progettato e fatto realizzare ampi giardini, con aiuole fiorite e maestosi pini marittimi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma gi\u00e0 da allora i romani operarono una sorta di inconscia rimozione del nuovo assetto urbanistico, che considerarono estraneo rispetto all\u2019antica citt\u00e0 racchiusa nell\u2019ansa del Tevere, tra piazzette e stradine. L\u2019apertura traumatica di Piazza Venezia, infatti, non cost\u00f2 solo la perdita di un prezioso patrimonio storico artistico, ma cre\u00f2 la prima discontinuit\u00e0 nel cuore di Roma, segnando una insanabile frattura tra la citt\u00e0 rinascimentale e barocca e la Roma medievale e cristiana nata, dall\u2019altra parte della piazza, a ridosso delle rovine dei Fori con cui aveva creato un secolare connubio. L\u2019apertura di poco successiva di via dell\u2019Impero accentu\u00f2 la cesura, portando a compimento un programma politico che aveva scelto di rappresentare l\u2019idea di Roma capitale proprio ai margini dei due luoghi pi\u00f9 carichi di storia e di simboli: il Campidoglio e il Colosseo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"241\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine3-300x241.jpg\" alt=\"immagine3\" class=\"wp-image-1944\" srcset=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine3-300x241.jpg 300w, https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine3.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per un curioso e fatale destino in questi ultimi venti anni piazza Venezia e via dei Fori Imperiali sono state nuovamente manomesse, ma in modo disordinato e discontinuo, in assenza di un disegno urbanistico unitario. La piazza, rispetto al progetto di Giuseppe Sacconi, ha mantenuto solo la quinta alberata di destra, dalla parte di piazza San Marco, mentre ha perso quella di sinistra, sul lato del Palazzo delle Assicurazioni Generali. Per quanto riguarda la via, gi\u00e0 all\u2019inizio del percorso, a un primo colpo d\u2019occhio complessivo, si nota che, lungo l\u2019intero asse viario, molte delle aree verdi progettate da Corrado Ricci sono scomparse e le poche rimaste sono compromesse e maltenute. Cominciando il cammino dalla piazza della Madonna di Loreto, nello spazio in cui c\u2019era un\u2019aiuola alberata, simmetrica a quella del lato opposto, nel 2008 sono stati fatti scavi esplorativi per il passaggio della Metro C e ora si apre un fossato, in fondo al quale affiorano resti di antiche murature (l\u2019Auditorium di Adriano secondo gli archeologi), che era assai prevedibile ritrovare a pochi passi dalla Colonna Traiana e che comunque risultano assai poco leggibili per il profano. Procedendo sempre sul lato sinistro, laddove fino alla met\u00e0 degli anni novanta si trovava un gradevole ed esteso giardino, si apre ora un altro lungo fossato di scavo, delimitato sul lato opposto dalla via Alessandrina che lo separa dal Foro di Traiano. Lungo il marciapiede si sale e si scende su livelli diversi, tra piazzole, scale, aggetti e terrazzamenti di cemento, su uno dei quali si nota il tronco mozzato di un pino: all\u2019interno del fossato non ci sono i resti dei Fori, come era lecito aspettarsi, ma solo le murature e le fondamenta degli edifici dell\u2019antico quartiere alessandrino demolito per l\u2019apertura della via. Proseguendo lungo il marciapiede, tra le statue degli imperatori, le aiuole di roselline smunte, i cespugli di alloro, i pochi pini sopravvissuti agli abbattimenti e soffocati dal cemento, si procede salendo e scendendo su gradini e gradoni disposti senza nessuna coerenza. Il progetto di scavi, avviato nel 1995, compreso nel Piano degli interventi per il Giubileo del 2000, ha interessato il Foro di Cesare e di Nerva, il Foro della Pace, un settore enorme del Foro di Traiano, tra via dei Fori e via Alessandrina, e, tra il 2004 e il 2006, l\u2019area del Foro di Augusto. Nonostante nulla di significativo sia affiorato, se non i piani terreni, le cantine, la quota pavimentale delle antiche abitazioni dell\u2019antico quartiere demolito, nessuno, fino ad ora, ha mai pensato di ricoprire gli scavi e di ripristinare il verde. Molti pensano anzi di demolire anche la via Alessandrina e i pi\u00f9 radicali sognano di cancellare la stessa via dei Fori Imperiali immaginando di superare i salti di quota con improbabili ponti e passerelle.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine4-e1471798237701.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immagine4-e1471798237701-300x225.jpg\" alt=\"immagine4\" class=\"wp-image-1945\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Torniamo indietro e proseguiamo questa volta lungo il lato destro della via nella nostra passeggiata virtuale. A qualche metro oltre il Vittoriano, all\u2019interno di un\u2019aiuola malandata, sopravvissuta al cemento, troviamo solo due dei quattro pini originari. Poco dopo, all\u2019altezza della Curia, un\u2019ampia rete di recinzione delimita da molti mesi uno spazio terroso e incolto dove, accanto ai fusti mozzati di due pini, sopravvivono solo tre lecci. Lungo il percorso sono scomparsi finalmente, da poco, i camion bar e le bancarelle di frutta, ma, a popolare gli spazi antistanti al perimetro della rete, non mancano mai ambulanti e figuranti. Pi\u00f9 avanti, sempre sullo stesso lato destro, il marciapiede si disarticola e, come nella parte opposta della via, si alza e si abbassa in riseghe e gradoni di cemento che aggettano sul foro sottostante in modo discontinuo e disordinato: anche qui, su uno dei terrazzamenti, il moncone di un pino abbattuto. Lungo il marciapiede, subito dopo la misteriosa recinzione e i caotici saliscendi, una ben misera e spoglia aiuola avanza nel cemento fino a restringersi in una striscia di terra di pochi centimetri delimitata da leziose bordature di ferro. Sul bordo esterno del marciapiede vasche di begonie sofferenti in sequenza. Sino a pochi anni fa tutto questo lato destro della via era sistemato a verde e ad alberature, esattamente come il lato sinistro.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immmagine5-e1471798309355.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/immmagine5-e1471798309355-300x225.jpg\" alt=\"immmagine5\" class=\"wp-image-1946\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo ora a met\u00e0 strada, a largo Corrado Ricci, dove c\u2019era un altro giardino tra il Foro di Nerva e l\u2019inizio di via Cavour. Nello spazio non molto ampio, dove a ridosso del muro romano da qualche tempo \u00e8 comparsa una nuova recinzione (altri scavi?), troviamo aiuole circolari di roselline ritagliate in mezzo a una colata di ghiaia cementificata che ha ricoperto l\u2019intera superficie dello slargo minacciando di asfissiare i pochi pini scampati agli abbattimenti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A destra, dopo aver costeggiato brutte vasche bianche di polverosi bossi che chiudono la via delimitandone la zona pedonale, le chiese di san Lorenzo in Miranda e dei Santi Cosma e Damiano, la Basilica di Massenzio si ergono, come sospese, su profondi fossati di scavo, in fondo ai quali, solo a sinistra, compaiono i resti delle pavimentazioni e degli antichi muri perimetrali del cosiddetto Foro della Pace, mentre a destra non c\u2019\u00e8 assolutamente niente. La basilica, la cui stabilit\u00e0 potrebbe essere minacciata sia dagli scavi che dai limitrofi cantieri della Metro C, \u00e8 attraversata da un poderoso braccio trasversale di acciaio e ingabbiata in ponteggi di sostegno; le due chiese sono collegate al marciapiede da una stretta striscia di asfalto assai maltenuta, che qualche archeologo comunque vorrebbe abbattere per la continuit\u00e0 con l\u2019area di scavo sottostante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Arriviamo, infine, ai cantieri della Metro C, che, di qua e di l\u00e0 della via dei Fori Imperiali, si inoltrano fino a pochi metri dal Colosseo occupando met\u00e0 della carreggiata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A sinistra, in alto, numerosi container invadono i giardini di Villa Rivaldi, quasi del tutto spogliati, per l\u2019occasione, del verde e di un gran numero di alberi; pi\u00f9 in basso, il percorso della piacevole passeggiata Cederna, che si inerpicava sul Belvedere omonimo di fronte alla villa, \u00e8 stato completamente distrutto. Ritornando a destra della via, si pu\u00f2 osservare, con qualche preoccupazione per la loro stabilit\u00e0, che i recinti invasi dai cantieri si trovano proprio sotto le colonne del tempio di Venere e Roma, sostenute da ponteggi e tiranti d\u2019acciaio. Ed ecco infine il Colosseo, al termine di una via che i romani considerano con qualche ragione uno spazio estraneo, isolato dalla vita e dal contesto urbano. Se la passeggiata virtuale appena descritta \u00e8 ora una spiacevole esperienza di pochi, che fanno di tutto per evitarla, possiamo immaginare quale incubo diventer\u00e0 se gli scavi continueranno ancora accentuando i disagi provocati dall\u2019ingombro e dai tempi biblici dei lavori dei cantieri.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via.alessandrina4-e1467978308900.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via.alessandrina4-e1467978308900-300x225.jpg\" alt=\"via.alessandrina4\" class=\"wp-image-1929\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ipotesi di abbattere la via Alessandrina e la stessa via dei Fori Imperiali resta in piedi per gran parte degli archeologi che condizionano le decisioni dei vertici amministrativi del comune che si sono succeduti negli ultimi venti anni. Per ora vari impedimenti politici e la solita cronica mancanza di fondi lo impediscono, ma non \u00e8 detto che non accada proprio quando nessuno se lo aspetta. E, a giudicare da quanto \u00e8 gi\u00e0 avvenuto, non risulta che sia stato elaborato un progetto unitario per ridisegnare un\u2019area cruciale della citt\u00e0 alla luce di un\u2019idea guida che le restituisca la bellezza perduta, il senso e la vita.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via.alessandrina3-e1467978383896.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via.alessandrina3-e1467978383896-300x225.jpg\" alt=\"via.alessandrina3\" class=\"wp-image-1928\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Viene da chiedersi quale sia oggi l\u2019orizzonte culturale e progettuale che determina questa situazione e come mai si sia scelto di procedere in questi termini, con interventi occasionali, frammentari, indifferenti all&#8217;insieme storicamente e artisticamente complesso e stratificato di una citt\u00e0 come Roma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certamente, se gli scavi, le recinzioni, le cementificazioni, gli abbattimenti di alberi e verde saranno fatti ancora in modo cos\u00ec dissennato, incoerente e irrispettoso per la bellezza e la storia di luoghi cos\u00ec antichi, l\u2019area compresa tra piazza Venezia e il Colosseo continuer\u00e0 a essere quello che \u00e8 attualmente: un vero e proprio percorso di guerra, tra mute rovine, cemento e cantieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggiungo alcune immagini\u00a0 al vecchio articolo sulla storia di via dei Fori Imperiali.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2018,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1158,10],"tags":[138,286,498],"class_list":["post-1919","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diari","category-diario-cittadino","tag-colosseo","tag-metro-c","tag-via-dei-fori-imperiali"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1919","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1919"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1919\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2734,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1919\/revisions\/2734"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2018"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1919"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1919"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1919"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}