{"id":1304,"date":"2013-06-03T11:29:39","date_gmt":"2013-06-03T09:29:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=1304"},"modified":"2022-11-26T20:57:32","modified_gmt":"2022-11-26T19:57:32","slug":"un-contributo-di-carlo-pavolini-a-proposito-de-colosseo-del-celio-e-della-metro-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annarosamattei.com\/?p=1304","title":{"rendered":"Un contributo di Carlo Pavolini a proposito del Colosseo, del Celio e della Metro C"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/via_dell_impero_large.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1305\" alt=\"via dell'impero\" src=\"https:\/\/www.annarosamattei.com\/wp-content\/uploads\/2013\/06\/via_dell_impero_large-300x155.jpg\" width=\"300\" height=\"155\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>L&#8217;apertura di via dell&#8217;Impero negli anni Trenta.<\/em><\/p>\n<p>La semplice riflessione su questa antica fotografia\u00a0 pu\u00f2 essere una premessa a qualunque considerazione sugli attuali cantieri della Metro C, soprattutto per quanto riguarda la nuova Stazione che richieder\u00e0 uno scavo profondo 50 metri, occupando una buona met\u00e0 di via dei Fori Imperiali a partire dalla Basilica di Massenzio fino ad arrivare a pochi metri dal Colosseo.<\/p>\n<p>Questo interessantissimo contributo di Carlo Pavolini pu\u00f2 essere molto utile per capire qual \u00e8 la complessit\u00e0 del problema da affrontare quando si cerca di conciliare la straordinariet\u00e0 indiscutibile di un&#8217;area archeologica come quella del Celio e del Colosseo con i cantieri giganteschi della cosiddetta tratta T3 della Metro C, con la loro invasivit\u00e0 e soprattutto con la loro preoccupante prevedibile biblica durata.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\">Carlo Pavolini \u00e8 un archeologo che ha lavorato all&#8217;interno della Soprintendenza Archeologica di Roma e attualmente \u00e8 docente di Archeologia e Storia dell&#8217;arte romana presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi della Tuscia. Tra le sue pubblicazioni vi segnalo in particolare quelle che riguardano il rione Celio: <em>Caput Africae: indagini archeologiche a Piazza Celimontana (1984-1988)<\/em>, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Libreria dello Stato, 1993; <em>Archeologia e topografia della regione II (Celio). Un aggiornamento sessant&#8217;anni dopo Colini. (Lexicon topographicum urbis Romae. Supp. 2)<\/em>, Quasar, 2006.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 5.65pt 0.0001pt 0cm; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%;\"><strong>&#8212;\u00a0\u00a0\u00a0 CARLO PAVOLINI<\/strong><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman';\">\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<style><!--\n\/* Font Definitions *\/\n@font-face\n\t{font-family:\"Times New Roman\";\n\tpanose-1:0 2 2 6 3 5 4 5 2 3;\n\tmso-font-charset:0;\n\tmso-generic-font-family:auto;\n\tmso-font-pitch:variable;\n\tmso-font-signature:50331648 0 0 0 1 0;}\n@font-face\n\t{font-family:Calibri;\n\tmso-font-charset:0;\n\tmso-generic-font-family:auto;\n\tmso-font-pitch:variable;\n\tmso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}\n \/* Style Definitions *\/\np.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal\n\t{mso-style-parent:\"\";\n\tmargin-top:0cm;\n\tmargin-right:0cm;\n\tmargin-bottom:10.0pt;\n\tmargin-left:0cm;\n\tline-height:115%;\n\tmso-pagination:widow-orphan;\n\tfont-size:11.0pt;\n\tfont-family:Calibri;\n\tmso-ansi-language:IT;}\n@page Section1\n\t{size:594.0pt 840.0pt;\n\tmargin:3.0cm 70.85pt 3.0cm 70.85pt;\n\tmso-header-margin:36.0pt;\n\tmso-footer-margin:36.0pt;\n\tmso-paper-source:0;}\ndiv.Section1\n\t{page:Section1;}\n-->Il 15 aprile si sono aperti i cantieri per la realizzazione del tratto della Metro C da S. Giovanni al Colosseo. Secondo le cronache, \u00e8 immediatamente andato in tilt il traffico lungo Via dei Fori Imperiali, che il sindaco Alemanno (in scadenza) si era rifiutato di chiudere alle auto, nonostante l\u2019appello presentato in tal senso dalla Lega Ambiente, con il corredo di una raccolta di 6400 firme depositate in Campidoglio.\n--><\/style>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">E\u2019 inevitabile che ad ogni ripresa dei lavori per le metropolitane romane \u2013 un iter gi\u00e0 di per s\u00e9 tormentato e che procede a singhiozzo, intervallato da anni di inerzia e di silenzio \u2013 si riaprano i dibattiti e le polemiche sui rapporti fra lavori pubblici nel sottosuolo (di una citt\u00e0 come questa!), rinvenimenti archeologici, monumenti fuori terra, progettazione urbanistica. Devo dirlo in premessa: sono un archeologo, sono di sinistra e non sono contrario per principio alla Metro C. Dopo decenni di (giusta) predicazione contro il traffico privato su gomma e a favore del servizio pubblico su rotaia, trovo incongrue le levate di scudi pregiudiziali &#8211; non appena si accenna a toccare il cortile di casa &#8211; contro ogni opera che vada nella direzione voluta: e non parlo solo per Roma, ma su scala nazionale. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Detto questo, altro sarebbe accettare acriticamente e passivamente ogni intervento, abbassare la guardia sulle modalit\u00e0 di attuazione, rinunciare a premere per cambiarle, se non vanno bene. E quanto a modalit\u00e0 di attuazione, \u00e8 bene riservare in primo luogo un accenno all\u2019esigenza che siano condotte tutte le necessarie indagini archeologiche preliminari, come peraltro viene gi\u00e0 fatto. Per citare un solo esempio, penso (perch\u00e9 \u00e8 la situazione che conosco pi\u00f9 da vicino) al pozzo di collegamento della Metro C di Piazza Celimontana, attuale Parco della Pace. E\u2019 un\u2019area che ha rivelato in passato notevoli rinvenimenti archeologici, in settori diversi da quello dove \u00e8 previsto il pozzo. Qui sono stati gi\u00e0 eseguiti dei sondaggi e non c\u2019\u00e8 da dubitare che la Soprintendenza documenter\u00e0 accuratamente tutto ci\u00f2 che del sottosuolo debba essere eventualmente sacrificato, secondo quei principi dell\u2019archeologia preventiva che non contrappongono meccanicamente conservazione a trasformazione, ma puntano in primo luogo alla conoscenza scientifica e sistematica delle tracce del passato. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Ma torniamo alla questione principale, e alla scala urbana. Pessimo biglietto da visita per la ripresa dei lavori della Metro C sono le voci \u2013 largamente diffuse gi\u00e0 prima di cominciare! &#8211; di collusioni con la criminalit\u00e0 organizzata, di giri di tangenti, di subappalti fuori controllo. Secondo i media &#8211; da \u201cReport\u201d alla stampa quotidiana &#8211; gli inquirenti sono gi\u00e0 al lavoro, e a queste ipotesi di reato sul piano penale (tutte da verificare, per carit\u00e0!) si aggiungono quelle sul piano amministrativo: abnormi lievitazioni dei costi e di conseguenza dei tempi, dei disagi per i cittadini, ecc. Di pi\u00f9: si teme per la stabilit\u00e0 del Colosseo, perch\u00e9 le modifiche di progetto porterebbero a scavare molto pi\u00f9 vicino alle fondamenta dell\u2019Anfiteatro di quanto non fosse previsto: l\u2019allarme \u00e8 stato lanciato da Italia Nostra, e anche su questo versante la Corte dei Conti sta valutando l\u2019eventualit\u00e0 del danno erariale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Per fortuna se ne parla, per fortuna ci sono battagliere associazioni che portano ogni giorno tutto questo sotto gli occhi della cittadinanza e che incalzano senza sosta sia l\u2019ente responsabile dei lavori, cio\u00e8 il Comune di Roma, sia gli enti di controllo, cio\u00e8 la magistratura e la Soprintendenza Archeologica: ma bisogna dire che quest\u2019ultima \u2013 ad esempio tramite la direttrice del Colosseo, Rossella Rea \u2013 ha preso da subito posizioni molto chiare, ricordando le prescrizioni (disattese) di chiusura al traffico di Via dei Fori in caso di avvio dei cantieri e ventilando un danno erariale (ancora!) se si dovesse verificare un sensibile calo del numero dei visitatori dell\u2019Anfiteatro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Ma c\u2019\u00e8 un altro aspetto, di cui invece quasi nessuno parla, ed \u00e8 per questo che mi decido a scrivere questo intervento (altrimenti del tutto superfluo). Va bene, battiamoci per chiudere al traffico privato Via dei Fori, lavoriamo anche a farvi passare prima o poi \u2013 anche questo si \u00e8 detto, e sono entusiasticamente d\u2019accordo &#8211; il tram al posto dei mezzi pubblici su gomma: ma poi, qualcuno vuole magari dare uno sguardo anche ai due lati dello stradone? Vogliamo ricominciare a parlare degli enormi spazi incomprensibili e slabbrati, vuoti, oppure colmi di confuse sovrapposizioni di strutture di epoche diverse, che da anni sono l\u00ec, abbandonati da tutti (tanto che rischiamo di farci l\u2019abitudine e di finire per gettarci solo qualche occhiata distratta)? <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Ci\u00f2 che fa pi\u00f9 male \u00e8 che si \u00e8 arrivati a un simile risultato partendo da tutt\u2019altre premesse. Se qualcuno ancora se ne ricorda, quei due vuoti non sono solo il risultato di uno dei tanti sventramenti di epoca umbertina o fascista che hanno compromesso il tessuto urbano del centro di Roma. Certo, Mussolini aveva cominciato, radendo al suolo un quartiere rinascimentale e sterrando quasi senza documentazione le strutture e gli strati interposti fra la quota moderna e quella della \u201cromanit\u00e0 imperiale\u201d che sola gli stava a cuore. Ma negli anni Novanta, e fin quasi ad oggi, gli archeologi del Comune hanno ripreso a scavare ai due lati della strada con ben altri intenti e metodi. Questa impresa \u2013 senza dubbio, il cantiere di archeologia urbana maggiore per dimensioni che Roma abbia visto finora \u2013 ha rappresentato finalmente una grande opera di indagine stratigrafica, che ha documentato con rigore ogni pagina di storia della citt\u00e0 (dal Rinascimento al medioevo e alla tarda antichit\u00e0) e ha cos\u00ec compensato, per quanto possibile, l\u2019imperdonabile e irrimediabile perdita di dati che si era verificata con gli sterri degli anni Trenta. I risultati sono in parte gi\u00e0 pubblicati, e ci stanno facendo capire via via quale enorme spessore di informazione storica sia stato recuperato con lo scavo e con quali tecniche aggiornate sia oggi possibile elaborarlo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Ma sul terreno, a scavo compiuto, cosa si pensa di fare oggi? Nulla, a quanto sembra, e &#8211; quel che \u00e8 peggio \u2013 non se ne parla pi\u00f9 nemmeno. Un silenzio di anni, assordante, surreale, delle amministrazioni come delle opposizioni, di tutta (ahim\u00e9) la politica romana, ma anche della cultura, anche dell\u2019archeologia: un silenzio che induce ad amare considerazioni sulla profondit\u00e0 dei guasti prima di tutto culturali \u2013 appunto &#8211; che il periodo appena trascorso (ma \u00e8 trascorso?) ha evidentemente inoculato nelle vene degli italiani. Per arrossire, basta fare il confronto con l\u2019intensit\u00e0 del dibattito che alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli Ottanta &#8211; allorch\u00e9 venne lanciata l\u2019idea di un parco archeologico esteso dall\u2019Appia fino al cuore di Roma &#8211; portava tutte le mattine questi temi sulle prime pagine dei giornali. C\u2019erano contrapposizioni accese, ma c\u2019era passione politica e culturale; l\u2019archeologia e il progetto urbano erano al centro delle scelte, giuste o sbagliate; e questo, anche senza stare a ricordare la qualit\u00e0 dei nomi dei protagonisti dei due schieramenti contrapposti, per non rischiare di passare per <i>laudatores temporis acti.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Da ultimo si intravvede, per fortuna, qualche segnale di inversione di tendenza, sul piano politico e su quello progettuale. Mentre scrivo siamo esattamente a met\u00e0 percorso fra due turni elettorali per il Comune, e forse si sar\u00e0 capito che io non mi colloco propriamente fra coloro che auspicano una prosecuzione dell\u2019esperienza Alemanno. Ignazio Marino ha inserito fra i punti prioritari del suo programma &#8211; se sar\u00e0 eletto sindaco &#8211; una ripresa dell\u2019idea del parco archeologico, e nella sua lista civica figura in buona posizione Rita Paris, funzionaria archeologa della Soprintendenza, che da anni conduce una strenua battaglia per la tutela della zona dell\u2019Appia. Sull\u2019altro versante vi sono gi\u00e0 le anticipazioni di un libro che uscir\u00e0 in autunno a cura dell\u2019architetto Raffaele Panella e che sar\u00e0 dedicato, appunto, alla sistemazione dell\u2019area fra Piazza Venezia e il Colosseo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Qui, inutile nascondersi (e non se lo nasconde Raffaele Panella, e sono molto d\u2019accordo con il modo in cui lo affronta) un nodo politico e concettuale: quello del futuro ruolo di Via dei Fori Imperiali. In quella precedente e fervida stagione che ho ricordato, diciamo fra il 1978 e il 1982, la proposta di eliminare con lo scavo lo \u201cstradone\u201d mussoliniano fu caricata di valenze ideologiche eccessive, fattore che forse \u2013 fra molti altri \u2013 non consent\u00ec di aggregare attorno all\u2019idea del Parco dei Fori un consenso tale da renderla attuabile. Gradualmente prevalse allora \u2013 n\u00e9 la rimetterei oggi in causa \u2013 la linea che la conservazione di Via dei Fori non fosse incompatibile con lo scavo integrale dei settori archeologici circostanti; ci\u00f2 permise l\u2019avvio dei grandi cantieri di scavo svoltisi poi nei decenni del Novanta e del Duemila, ma come in sordina, si direbbe quasi fra la disattenzione generale: scontando, insomma, quella caduta di tensione che prima lamentavo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Una vicenda strana, non lineare, che per\u00f2 ha portato anche frutti estremamente positivi (uno fra tutti, il recupero museale dei Mercati Traianei) e che oggi vede in atto tutte le premesse perch\u00e9 si possa ripartire col piede giusto. L\u2019idea &#8211; avanzata gi\u00e0 in passato, ripresa dal nuovo progetto &#8211; di trasformare lo stradone in un viadotto sospeso e pedonalizzato (salvo per alcuni mezzi pubblici e speciali), innestato con le stazioni della metropolitana, corredato da spazi espositivi, consentirebbe di riunificare i complessi monumentali messi in luce ormai per intero dagli scavi: un vero e proprio sistema organico di piazze (i Fori di Cesare, di Augusto, di Nerva e di Traiano e il Templum Pacis di Vespasiano), che peraltro si collega a sua volta, a Sud, con i grandi spazi archeologici noti da sempre. Ricordo l\u2019emozione del momento in cui &#8211; spazzato via il ridicolo e anacronistico confine amministrativo fra \u201cpropriet\u00e0\u201d statali e \u201cpropriet\u00e0\u201d comunali \u2013 si poterono unire, alla quota antica, il Foro Romano con quelli di Cesare e di Nerva. Potenzialmente oggi si pu\u00f2 fare ancora di pi\u00f9: creare un\u2019area priva di soluzione di continuit\u00e0 estesa dal Circo Massimo \u2013 perch\u00e9, per la verit\u00e0, si era detto di pedonalizzare anche Via dei Cerchi \u2013 ai Mercati Traianei. In senso Est-Ovest, la continuit\u00e0 fra Colosseo, Foro-Palatino e Campidoglio esiste gi\u00e0, grazie all\u2019opera di Petroselli, Adriano La Regina e tanti altri (e vi \u00e8 compreso lo scavo della Meta Sudans, cui \u00e8 riservata una parte specifica nel progetto di Raffaele Panella).<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Ma attenzione: quel che oggi si propone \u00e8 del tutto scevro di trionfalismi, di ubriacature imperiali: non siamo pi\u00f9 negli anni Trenta, per fortuna, e oggi l\u2019archeologia \u00e8 attenta alla diacronia e si interessa di tutte le fasi storiche. Ci vorr\u00e0 un enorme lavoro di studio e progettuale per scegliere, epoca per epoca, quali \u201cinsiemi\u201d organici conservare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; text-indent: 35.45pt; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\">Come si vede, c\u2019\u00e8 da vigilare sui pericoli della Metro C, da prendere magari anche la Metro C per il verso giusto, come potenziale occasione di riqualificazione urbana, ma c\u2019\u00e8 anche ben altro, volendo. C\u2019\u00e8 da lavorare in modo interdisciplinare fra archeologi, architetti e urbanisti, come in parte gi\u00e0 si fa; c\u2019\u00e8 da ricucire la citt\u00e0 antica con la citt\u00e0 moderna (la questione dei \u201cbordi\u201d, come un tempo si diceva). E bisogna farlo non solo ai fini del rilancio turistico di Roma, non solo ai fini di una ben intesa promozione economica dei beni culturali (anche). Ma, soprattutto, ai fini dell\u2019identit\u00e0 e della coscienza storica.<span style=\"mso-spacerun: yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 5.65pt; margin-bottom: .0001pt; margin-left: 0cm; text-align: justify; line-height: 150%; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman';\"><b>\u00a0<\/b><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;apertura di via dell&#8217;Impero negli anni Trenta. 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