Archivio mensile:luglio 2008

Alain Elkann – La7: Due minuti un libro – Intervista del 14-7-08

Si parla di Shaharazade e della narrazione delle donne; del camminare per le vie di Roma per ascoltare le storie della città registrate nella memoria dei suoi antichi rioni; del camminare per ritrovare la propria via nel labirintico dedalo di vie e di piazze di una città che accoglie tutti.

"L'archivio segreto" a Roma: mercoledì 16 luglio ore 18,30

Nella sede dell’associazione CIVITA (piazza Venezia 11), alle ore 18,30, hanno parlato del mio libro, L’archivio segreto, Achille Bonito Oliva e Alain Elkann. Sono intervenuti anche Giovanni Russo e Giovanni Bollea.

Tre anni fa ho presentato nella stessa sala, affollatissima, Una ragazza che è stata mia madre. C’erano Giulio Ferroni, Daria Galateria e Enzo Siciliano. A Enzo, che non c’è più, desidero dedicare questo incontro per ricordare la sua figura dal punto di vista umano e letterario.

Il Messaggero 30 giugno 2008 – Annabella d'Avino

Mattei, l’archivio
popolato di sogni

di ANNABELLA d’AVINO
«Io scrivo per districare la matassa dei fili che si dipartono dalla mia esistenza e aprire un varco nel labirinto del mondo». Questa frase racchiude il senso della narrativa di Annarosa Mattei (nella foto di Muriel Oasi), autrice di saggi sulla poesia del Novecento, che si occupa di teoria e didattica della letteratura. Il suo secondo romanzo, L’Archivio segreto (Mondadori, 250 pagine, 13,00 euro), si apre con un pranzo fra quattro amiche in cui si discute di arte e cultura varia con un’ironica leggerezza offuscata da sofferenze personali. Poi un notturno popolato da sogni in cui esplorare le cose che accadono «senza logica e ragione»; ancora lo spazio e il tempo di un lungo giorno che si snoda in una passeggiata senza meta nelle strade di Roma fra Campo Marzio, il Ghetto, il Teatro Marcello, il Campidoglio. L’io narrante, donna matura che ama coltivare la propria solitudine, si aggira nei luoghi dove si sovrappongono «i mondi di oggi e quelli di allora» mentre osserva, ricorda, incontra amici, riflette, pensa in rima. Nel frastuono del presente riesce a vedere ombre del passato e sentire le voci di animali filosofi come il gatto randagio che la spinge a «recitare a dovere la parte che ti stata assegnata». Un’altra notte con l’abbandono «nel vuoto senza alcuna paura» chiude questo percorso poetico e visionario alla ricerca di identità, di coscienza, di significati nella commedia del vivere, nella babele dell’esistere. Eppure il personaggio più bello è un vecchio commerciante, saggiamente sicuro che «la vita non si pensa, si vive solamente, senza la pretesa di capire dove va a parare».