La questione di via dei Fori Imperiali e l’astrazione ideologica

Davvero incredibile e preoccupante il livello di astrazione di queste dichiarazioni, che comunque riporto perché fatte certamente in buona fede. Si discute da quarant’anni se abbattere o non abbattere una via (perché non anche il Vittoriano?), senza riflettere che l’impresa porterebbe solo a compimento il vituperato progetto fascista, riuscito solo in parte con la distruzione del quartiere alessandrino e della collina della Velia.  Continua a mancare del tutto una visione organica della città che ne rispetti la vita e tutte le stratificazioni storiche, dal Medio Evo, all’età rinascimentale e barocca, al Novecento, senza privilegiarne, in modo pregiudiziale, solo le origini.  Per lo smantellamento di via dei Fori Imperiali non mancano verosimilmente solo le coperture finanziarie. A mancare del tutto è un progetto d’insieme, un ‘vero’ piano attuativo,  che chiarisca, al di là di vecchie ipotesi e  ideologici proclami, quale dovrebbe essere il NUOVO DISEGNO di questa parte della città, che da troppi anni, con grande e drammatica evidenza, appare a tutti noi sofferente e imbruttita, devastata  da interventi casuali, da trascuratezza e da grave assenza di idee.

Progetto Fori: ci vuole chiarezza

Pubblicato il 11/03/2015 di carteinregola
FORI LA REGINA FOTONella conferenza di Adriano La Regina “Roma Moderna. I Fori e la Città”, organizzata il 9 marzo dall’Associazione Bianchi Bandinelli*, l’ex Soprintendente alle antichità di Roma dal 1976 al 2004, ha rilanciato il progetto di Benevolo, Cederna, Insolera e del Sindaco Petroselli. E con la stessa chiarezza e fermezza sono intervenuti l’Assessore alla Rigenerazione Urbana Giovanni Caudo e l’ex Assessore alla Mobilità Walter Tocci, ribadendo che le condizioni per portare avanti una “prospettiva forte della città” ci sono tutte. Si tratta di abbandonare strumentalizzazioni e ipocrisie e avere il coraggio di restituire un paesaggio nuovo e straordinario alla Capitale e al resto del mondo.

Quando si parla del Progetto Fori, la questione a cui si gira intorno da tempo – decenni – è una sola: lo smantellamento di via dei Fori Imperiali. Prima condizione per la riunificazione dell’area archeologica da Piazza Venezia a Largo Ricci, prevede la cancellazione dello stradone di asfalto realizzato da Mussolini dopo lo sventramento di un intero quartiere e lo spianamento della Collina Velia, nel tratto verso il Colosseo. Avevamo scritto qualche tempo fa a proposito delle conclusioni della Commissione Paritetica Stato Comune (1) che “l’unica cosa che ci sembra chiara, in realtà, è che nessuno ha il coraggio di realizzare davvero il progetto di Cederna, Argan e Petroselli, ma neanche di dire che il progetto di Cederna, Argan e Petroselli non “s’ha da fare”. Quindi si fa un po’ di teatro, si adducono i “tanti problemi tecnici” e si chiede altro “tempo per approfondire ancora“(2). Invece il coraggio di affrontare il tema a viso aperto ce l’ha Adriano La Regina, che ha partecipato ai lavori della Commissione come membro indicato dal Sindaco Marino, e che pur firmando la sua relazione conclusiva (3), non ha sottoscritto il punto nodale che riguarda proprio lo smantellamento di Via dei Fori. In questa conferenza spiega i motivi del dissenso per una trattazione che definisce deludente, dato che “non vi sono stati approfondimenti sugli aspetti già studiati né proposte innovative di alcun genere, ancorché dichiarate auspicabili”.

Un pensiero su “La questione di via dei Fori Imperiali e l’astrazione ideologica

  1. martin g conde

    Nota: Roma, Architetto & Archeologo Integrale = Prof. Arch. Gustavo Giovannoni | Prof. Arch. Giacomo Boni, Via dei Monti (1891-1924) = “Restauri di innovazione di Prof. Arch. Gustavo Giovannoni (1913)” + “Esplorazioni stratigrafiche di Prof. Giacomo Boni (1913 [1901])” + “…Un minimo di demolizione e un massimo di resultato archeologico e monumentale di Prof. Corrado Ricci (1912)” + “…’Ricostruire le aree archeologiche’ con percorsi e insiemi arborei, diposti secondo schemi didattico-ricostruttivi di Prof. G. Boni (1891).” http://wp.me/pPRv6-2Ji

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