Archivio mensile:maggio 2013

Claudio Strinati e Caravaggio

26 maggio (Auditorium di Roma): Claudio Strinati – Caravaggio

 

Claudio Strinati "Caravaggio" Domenica 26 maggio, ore 11
Roma – Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli

Claudio Strinati
CARAVAGGIO

La lezione intende ripercorrere tutta la vicenda di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (Milano 1571- Porto Ercole 1610) soffermandosi su tutti quegli argomenti che sono stati, negli ultimi cinquant’anni, al centro della discussione degli storici con risultati spesso sorprendentemente diversi.

Nessun artista, forse, come il Caravaggio è stato infatti oggetto di analisi, interpretazioni, attribuzioni, deduzioni, spiegazioni più contraddittorie e diverse.
Chi vede nel Caravaggio, per fare un unico notevole esempio, l’artista maledetto, ateo, disperato, fosco, tenebroso; chi, al contrario, vede in lui l’artista spinto da una profonda fede religiosa e cattolica in particolare, estremamente positivo e costruttivo nel suo discorso estetico, animato da grandi idee teologiche e filosofiche, coinvolgente e vicinissimo alla mentalità contemporanea, una vera e propria “superstar” nel firmamento dell’arte occidentale.
Chi ha ragione, chi ha torto? La lezione tenta di dare delle risposte entro certi limiti anche nuove a questo e molti altri quesiti.

Grande Busi! Evviva l’apocalisse..

la Repubblica

Mercoledì 22 maggio 2013

Elogio dell’apocalisse infrasettimanale

La Terra non ha doppioni e si va esaurendo, e con essa la vita umana, che nel suo divenire ha creato essa stessa l’antidoto alla razza umana: diecimila anni, gli anni per così dire della ragione, di tempo perduto a non capire niente né di sé né del luogo in cui con gli altri sé avveniva questo sé umano. Quanto resta all’umanità prima di estinguersi? Duecento, trecento anni?

ALDO BUSI ALL AUDITORIUM DI ROMAMi sembrano francamente un’enormità ottimista. La razza umana, se qualcuno potesse darne un valore una volta estinta, non è un granché, quindi sarà giusto che non ci sia nessuno a tracciare le tappe del suo passaggio. Chi c’è c’è e chi non c’è non ci sarà mai più. Va da sé che nessuno sarà mai stato. Trecento anni di scorta finale equivalgono a tre secondi rispetto ai milioni di anni che sono passati dalla prima forma di vita terrestre: non bastano a cambiare rotta.


Non ci sarà un’altra Storia… un’altra manutenzione del sistema dentro/fuori, di quanto è mio e quanto è tuo e quanto di tutti e pertanto inalienabile… si procede con la solita storia conosciuta, che porta direttamente alla morte collettiva dell’umanità. E ben le sta. Doveva organizzarsi meglio, contenere il suo istinto più basso: quello della stupidità, che ovviamente riguarda anche i più ricchi di spirito e di cultura. Per quello che ne hanno fatto… un trampolino quanto un altro verso, un qualche potere su chi non ne ha.

Mi guardo attorno e non vedo davvero segni di una qualche misura umana intelligente: guerre, superstizioni, inane e irresponsabile fertilità di uteri a cento, carestie, olocausti, santi, madonne, droga, prostituzione, sfruttamento minorile, tratta di schiavi, la cultura della vittima necessaria, amico o nemico, innocente o capro espiatorio, e furbizia, religione, demagogia, superomismo e il sesso più che mai come merce di scambio e che per essere veri a letto bisogna avere il contentino per recitare una parte, e la prosopopea dei capetti che, come altri dicono di essere il medium della Volontà Divina che si serve della loro lingua per manifestarsi, affermano di stare vivi a pane e cicoria, loro, e che stanno dando solo una mano per la crescita della civiltà, e tutti che mangiano, mangiano, mangiano, scavano, svuotano, appestano, desertificano e poi pregano, talvolta addirittura nell’intimità, come tanti bambini che sanno di avere rubato la marmellata sin dalle radici stesse che ne producevano il frutto, e il loro unico distintivo di civiltà è che defecano tre volte più del necessario e che, comunque, saranno perdonati se agli altri non resta nemmeno il torsolo del rotolo. Tempo perduto, tempo scaduto.

Nessuna distinzione più tra la merda di chi la fa e la merda che è chi pensava di spingerla solo fuori come altro da sé, un corpo staccabile dal proprio, di una biodegradabilità tutto sommato aliena, spregevole, e impensatamente preziosa, fino a che non ha fatto tutt’uno e la cosa da spingere fuori era colui che per millenni.. di prova… fuori la spingeva. Il water si fa cosmico e risucchia e sprofonda la fogna nella fogna, e la ferita dello sciacquone umano si richiude. L’asilo è finito.

Mi immagino la Terra spopolata di ogni presenza umana, e nella quale tutti gli orpelli dell’Essere e dell’Avere Per Apparire siano, se non ancora polvere, coperti da foreste pluviali e da allegri termitai: televisori, telefonini, computer, play station, elisir di lunga vita e contro ogni minimo dolore, matracci… ah sì, la scienza, il progresso: a forza di pretendere di far morire la morte… telescopi, auto, aerei, navi, chiese e grattacieli e banche e rotative e falli e vagine di resina e santuari di una qualche vergine e mausolei a imperitura memoria dei Grandi Raddrizzatori Di Banane e biblioteche dedicate al Principe e al Cardinale e frigoriferi e microonde e discariche di plastica, di rifiuti tossici, di veleni industriali e di pannolini e pannoloni alte quanto montagne, e cimiteri e ossari dei fedeli che hanno fatto a tempo a morire di morte naturale, i più sfortunati, e che ora saranno nell’al di là a maledirlo per l’eternità se mai ne avessero trovato uno, due palleee, e finalmente capisco la bellezza della razza umana pur nella sua bruta bruttezza: era necessaria perché almeno una volta ci fosse, perché una volta scomparsa si compisse la bellezza ripristinata, suprema e definitiva della terra, finalmente tutta minuscola e inutile se non al suo proprio equilibrio tra cielo e sole, immemore e gentile nella sua meritata e fin troppo tardiva convalescenza.

 

 

 

Dichiarazioni di Rossella Rea sui cantieri della Metro C al Colosseo

cantierizzazione della Stazione Fori Imperiali

cantierizzazione della Stazione Fori Imperiali

Le dichiarazioni di Rossella Rea, direttore del Colosseo, che leggerete qui di seguito, non sono recenti: risalgono ad aprile scorso e precedono di pochi giorni l’avvio effettivo dei cantieri a ridosso del monumento. Perché si possa avere, comunque, un quadro preciso della situazione,  si può vedere, qui a sinistra, la planimetria dei cantieri a pieno regime (non si vede la parte terminale verso la Basilica di Massenzio) e, sotto, a destra, la superficie occupata dalla Stazione Fori Imperiali, evidenziata dal colore verde. Italia Nostra ha avuto l’accesso agli atti della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in merito al Procedimento relativo all’approvazione del progetto definitivo della Tratta T3 della Metro C: leggendoli, risulta sorprendente che le precise prescrizioni in merito alla tutela dell’intera area del Colosseo risultino nei fatti totalmente disattese. Una prescrizione riguarda, per esempio, la richiesta, già avanzata con una nota del 18.10.2002, “di avviare il processo di integrale pedonalizzazione della via dei Fori Imperiali, da piazza Venezia alla piazza del Colosseo compresa, consentendo la piena valorizzazione del patrimonio storico-monumenatle della Capitale, inserito dall’Unesco nella lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità, sottraendo il medesimo al degrado e ai danni prodotto ai monumenti dalle continue emissioni inquinanti.”  A proposito della Stazione Colosseo  il documento ribadisce che ritiene “incompatibile la compresenza del traffico veicolare pubblico e privato e del transito dei mezzi funzionali alle attività di cantiere con il massiccio e continuativo flusso turistico.”; idem per la Stazione Fori Imperiali. Prescrizioni a non finire, inoltre, per la tutela dei monumenti interessati dal passaggio della Metro C (a 50 metri! una profondità mai vista al mondo e assai poco rassicurante sui destini statici dell’intero Celio…): Acquedotto Celimontano, Chiesa di santa Maria in Domnica, Parco della Pace, ecc. Ma tant’è… Altro che Patrimonio dell’umanità: Roma è patrimonio di chi ne detiene il controllo finanziario e politico nell’incuranza e nello sprezzo ostentati delle Istituzioni addette alla tutela della sua storia millenaria.

COLOSSEO. METRO C, REA: CANTIERE A OTTOBRE, PRIMA RESTAURO
“RISCHIO COLLISIONE LAVORI, SINDACO NON HA COMPENSATO DISAGIO”.

area occupata dalla Stazione di Fori Imperiali

area occupata dalla Stazione di Fori Imperiali

(DIRE) Roma, 11 apr. – Prima il restauro, poi i lavori per la metro C. Perché al Colosseo non possono partire due cantieri “quasi in collisione”, per di più con il traffico che sui Fori Imperiali resterà a pieno ritmo. Il via ai lavori è previsto per la notte tra domenica e lunedì, ma i cantieri per realizzare la stazione Fori Imperiali/Colosseo della metro C, tratta T3, “in questa fase interesseranno soltanto la stazione dei Fori Imperiali. Le attività del pozzo nella piazza del Colosseo sono state rimandate, di comune accordo con Roma Metropolitane, a dopo l’esecuzione del restauro Tod’s delle prime dieci arcate”. A rivelarlo all’agenzia di stampa Dire è il direttore dell’Anfiteatro Flavio, Rossella Rea.
I lavori di restauro delle prime dieci arcate – che verrà eseguito dalla ditta Gherardi – dureranno circa quattro mesi, spiega Rea, “quindi, se cominciamo tra fine maggio e i primi di giugno, tra settembre e ottobre questo cantiere si sposterà alle dieci arcate successive e a quel punto potrà partire quello della metro. Perché altrimenti i due cantieri sarebbero entrati quasi in collisione e avrebbero creato un imbuto per i turisti. Abbiamo concordato con Roma Metropolitane, che è un nostro vecchio interlocutore per la metropolitana, quindi è attento alle esigenze della Soprintendenza, che le attività del pozzo non inizieranno se non dopo la fine dell’intervento di restauro e pulitura delle prime dieci arcate”.
Un accordo, quello con Roma Metropolitane, a cui la Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma è arrivata dopo la decisione del sindaco Alemanno di non chiudere al traffico privato via dei Fori Imperiali. “In questo caso- aggiunge Rea- il Comune non ha dato seguito alla nostra prescrizione. Non ha compensato il disagio prodotto dai cantieri con un’operazione quale la riduzione o l’eliminazione del traffico veicolare privato. Si poteva per esempio estendere la Ztl, ma non è stato fatto. Sarebbe stato opportuno cominciare a ridurre l’impatto”.
La realtà per Rea è che quella del Colosseo “non viene considerata un’area monumentale, non c’è rispetto per i turisti”.

COLOSSEO. METRO C, REA: NO RECINZIONI, CANTIERE SPETTACOLO
“ESPORREMO REPERTI CHE TROVEREMO IN SCAVO, DIVENTERA’ ATTRAZIONE”.

(DIRE) Roma, 11 apr. – Un ‘cantiere spettacolo’, un museo a cielo aperto che coinvolgerà i turisti in visita al Colosseo. Niente recinzioni che di solito chiudono i cantieri e appesantiscono l’area, ma protezioni trasparenti con tanto di esposizione dei reperti e pannelli informativi. Sarà così il cantiere per la realizzazione della stazione metro C Fori Imperiali/Colosseo che da ottobre interesserà l’area antistante il monumento. Ad anticiparlo all’agenzia Dire è Rossella Rea, direttore dell’Anfiteatro Flavio.
“Il cantiere di scavo legato alla metro C del pozzo di piazza del Colosseo- spiega Rea- diventerà un elemento di ulteriore attrazione all’interno dell’area monumentale, e non un elemento di respingimento del turista, come normalmente sono i cantieri. Nella fase di scavo archeologico sarà un cantiere del tutto trasparente e coinvolgerà il pubblico”.
Prima di tutto, dunque, “basta con quelle orrende recinzioni della metropolitana. Al suo posto, ci sarà una griglia attraverso cui il turista potrà osservare. E poi, a parte la pannellistica che verrà messa naturalmente in varie lingue per raccontare quello che si sta facendo e si sta scoprendo, ci sarà anche l’esposizione dei pezzi e dei frammenti che verranno rinvenuti durante lo scavo”. Ma non solo, perché “stiamo valutando anche l’opportunità di spiegazioni sul luogo ai turisti”. Insomma, l’idea è quella di “trasformare un cantiere di scavo in un ‘cantiere spettacolo’, proprio per contenere quell’effetto respingente che di solito hanno i cantieri”.
Questo avverrà nella fase di scavo, “che non possiamo sapere ancora quanto durerà”. Rea specifica che il cantiere per la metropolitana al Colosseo “partirà prima come scavo archeologico”. L’area è già stata oggetto di “tantissime indagini di archeologia preventiva- ricorda Rea- addirittura i primi saggi sono partiti dal 1998-99, perché in origine la stazione Fori Imperiali comprendeva anche l’ammodernamento dell’attuale stazione Colosseo della metro B. Quindi in previsione di tale ammodernamento iniziarono i saggi, poi ne sono stati fatti altri nel 2004 e gli ultimi risalgono al 2008”.
Dopo le campagne di archeologia preventiva, che “serve per individuare la possibilità di costruire o non costruire in una certa area, adesso partiamo con lo scavo archeologico preliminare, perché prima di svuotare e far costruire il pozzo bisogna scavare tutto, rimuovere e delocalizzare”.

COLOSSEO. METRO C, REA: MENO TURISTI? COMUNE RISARCISCA
“LO DICIAMO DA ANNI, NE SOFFRIRÀ TUTTO IL PATRIMONIO DI ROMA”

(DIRE) Roma, 11 apr. – Circa 35 milioni di euro l’anno di introiti provenienti dalle visite e un indotto capace di muovere 5 miliardi di euro l’anno. È il Colosseo, monumento senza dubbio più visitato della Capitale e meta certa di quasi tutti i turisti che arrivano a Roma. Almeno finora. Sì, perché con i lavori della metro C e il traffico che nonostante il cantiere continuerà a scorrere su via dei Fori Imperiali, il flusso potrebbe risentirne. Per questo la Soprintendenza speciale ai Beni archeologici di Roma aveva prescritto “che venissero messe in atto tutte le azioni necessarie alla tutela del monumento e alla fruizione dello spazio monumentale, paventando sicuramente un calo di turisti e quindi un danno erariale. Sono anni che parliamo di questo, ma nessuno ci è stato a sentire, nessuno ha dato seguito. Adesso però i nodi verranno al pettine: se ci sarà un decremento di flussi turistici, qualcuno ci dovrà risarcire. Chi? L’ente appaltante, che è il Comune”. Lo dice Rossella Rea, direttore del Colosseo, intervistata dall’agenzia di stampa Dire sui lavori per la realizzazione della stazione Fori Imperiali/Colosseo della metro C.
Se ci sarà questo decremento di turisti saranno direttamente i numeri a dirlo: “Noi- spiega- abbiamo tutte le presenze ogni 5 giorni. Dalla conclusione delle attività archeologiche sulla piazza paventiamo un calo del turismo, e per questo abbiamo concordato con il nostro concessionario, l’Electa, uno studio dei flussi turistici e dell’impatto che questo cantiere avrà proprio per calcolarne il decremento economico. Abbiamo chiesto al Comune, e a questo punto anche alla Regione che ha finanziato una parte dell’opera, di esprimersi in merito, perché se c’è un decremento di flussi turistici, qualcuno ci deve risarcire, ed è l’ente appaltante”.
Questo “non vuol dire- Rea ci tiene a dirlo- che siamo contrari a fare la metropolitana. Non siamo delle Cassandre, ma il problema è legato proprio al fatto che si continua a utilizzare un’area monumentale come via di transito per le macchine. Si continua a fare finta che questa non sia un’area di esclusivo interesse turistico e culturale”. E poi c’è un lato economico non secondario per il direttore: “Il quadro che si prefigura in caso di decremento forte del turismo a causa del cantiere per la metropolitana è un minore introito per la Soprintendenza, meno attività di tutela per il patrimonio archeologico della Capitale, ivi compresi i musei statali, decremento degli addetti al turismo e di tutto l’indotto”.

COLOSSEO. REA: COSÌ LO DIFENDEREMO, TRA CANTIERI E TRAFFICO
INTERVISTA AL DIRETTORE ALLA VIGILIA DI RESTAURO E METRO C.

(DIRE) Roma, 11 apr. – La notte tra domenica e lunedì partiranno i lavori per la tratta T3 della metro C, quella che con una stazione e un nodo di scambio coinvolgerà anche i Fori Imperiali e il Colosseo. E se il cantiere che interesserà la zona dei Fori non desta ‘alcun problema’ dal punto archeologico, l’area dell’Anfiteatro Flavio raccoglie attenzioni, prescrizioni e polemiche di diversa natura. L’agenzia Dire ne parla con il direttore del Colosseo, Rossella Rea, che a pochi giorni dalla partenza dei lavori chiarisce tempi e modi del cantiere e ribadisce la necessità di tutelare il monumento e i flussi turistici.

– Direttore Rea, che cosa accadrà da lunedì nell’area del Colosseo?
‘Domenica notte aprirà il cantiere per la realizzazione della metro. Inizierà con le opere propedeutiche ai cantieri, cioè i marciapiedi, il restringimento delle corsie stradali, eccetera. Ma in questa fase partiranno soltanto i lavori per la stazione Fori Imperiali. Il pozzo nella piazza del Colosseo è stato rimandato. Abbiamo concordato con Roma Metropolitane, che è un nostro vecchio interlocutore per la metropolitana, quindi è attento alle esigenze della Soprintendenza, che le attività del pozzo non inizieranno se non dopo la fine dell’intervento di restauro e pulitura delle prime dieci arcate del primo appalto del restauro Tod’s, che durerà 4 mesi. Quindi, se cominciamo tra fine maggio e primi di giugno, tra settembre e ottobre questo cantiere si sposta alle dieci arcate successive e a quel punto potrà partire quello della metro. Senza questa scelta, i due cantieri – quello per la metro e quello per il restauro – sarebbero entrati quasi in collissione e avrebbero creato un imbuto per i turisti. Del resto, il pozzo dura 4 anni, mentre il cantiere dei Fori sei, quindi sulla piazza del Colosseo si può cominciare un po’ dopo. Roma Metropolitane si è resa conto del problema. Adesso partiranno i lavori per la stazione Fori Imperiali che ribadiamo – una volta per tutte – è stata inserita lì proprio su indicazione della Soprintendenza, addirittura di Adriano La Regina, perché lì c’era la collina Velia che fu distrutta da Mussolini per l’apertura di via dei Fori Imperiali, e quindi tutto quello che c’era di archeologico è stato distrutto negli anni Trenta del secolo scorso. Dunque, dal punto di vista archeologico la stazione dei Fori Imperiali non comporta alcun problema’.

E per quanto riguarda l’Anfiteatro Flavio?
‘Nell’area del Colosseo sono già state fatte tantissime indagini di archeologia preventiva, dunque il cantiere per la metropolitana partirà come scavo archeologico preliminare, perché prima di svuotare e far costruire il pozzo bisogna scavare tutto, rimuovere e delocalizzare. Abbiamo deciso che questo cantiere, nella fase di scavo archeologico, sarà un cantiere del tutto trasparente e coinvolgerà il pubblico. Prima di tutto, dunque, basta con quelle orrende recinzioni che si usano per la metropolitana. E poi, a parte la pannellistica, che verrà messa naturalmente in varie lingue per raccontare quello che si sta facendo e si sta scoprendo, ci sarà anche l’esposizione dei pezzi e dei frammenti che verranno rinvenuti. Stiamo valutando anche l’opportunità di spiegazioni sul luogo ai turisti. Insomma, il cantiere di scavo legato alla metro C di piazza del Colosseo diventerà un elemento di ulteriore attrazione all’interno dell’area monumentale, e non un elemento di respingimento del turista, come normalmente sono i cantieri. Perciò l’idea è quella di trasformare un cantiere di scavo in un ‘cantiere spettacolo’. Questo naturalmente avverrà nella fase di scavo che non possiamo sapere ancora quanto durerà’.

– Dopo che cosa accadrà?
‘Per la fase costruttiva del pozzo abbiamo chiesto a Metro C e a Roma Metropolitane di studiare la possibilità di realizzarlo in due tempi, in modo da non occupare tutta l’area del pozzo con un unico cantiere, ma di farlo in due tranche. Per quanto possibile, perché ci sono dei momenti della costruzione che prevedono comunque l’invasione dell’intero spazio’.

– A proposito di spazio, che cosa accadrà nella piazza del Colosseo durante i lavori per il pozzo?
‘Verranno interamente rimosse le due aiuole davanti al monumento. Ma non basterà, perché i lavori occuperanno un po’ di più di quello spazio e andranno verso la base del Colosseo. Per quanto riguarda l’area di rispetto, il cantiere vi arriverà molto vicino, anche se la zona, dopo la messa in sicurezza da parte della Soprintendenza, è stata ridotta a circa 7 metri in tutto il perimetro Nord, mentre a Sud è rimasta a sei metri e sessanta. Tuttavia, adesso l’area di rispetto è di esclusiva competenza del Comune. Quello che noi dovevamo fare, cioè la messa in sicurezza delle superfici, lo abbiamo fatto, adesso sarò responsabilità del Comune spostare o restringere questa recinzione’.

– Tra il cantiere e l’area di rispetto resterà un corridoio di passaggio per i turisti?
‘Sì, anche se quella del cantiere davanti al Colosseo è una situazione che va monitorata giorno per giorno. Per esempio, il Comune aveva predisposto nel progetto un unico attraversamento pedonale promiscuo: sia per chi dalla fermata della metro B esce e va alla fermata dell’autobus sotto il Colosseo, sia per i turisti diretti al Colosseo. Noi abbiamo chiesto di metterne una seconda in adiacenza al tempio di Venere in Roma. Dunque, ci saranno due attraversamenti pedonali, entrambi con il semaforo. Per quanto riguarda invece la fermata dell’autobus, alla fine verrà realizzata lì dove era stata pensata, anche se noi abbiamo già chiesto al Comune di pensare a una soluzione alternativa per la questione delle vibrazioni e dell’inquinamento’.

– Ecco, le vibrazioni e l’inquinamento. Durante i lavori della metropolitana il traffico su via dei Fori Imperiali non verrà inibito.
‘Resterà tutto così com’è, anche se noi avevamo prescritto che venissero messe in atto tutte le azioni necessarie alla tutela del monumento e alla fruizione dello spazio monumentale, paventando sicuramente un calo di turisti e quindi un danno erariale per la Soprintendenza – che è economicamente autonoma – che si trasforma automaticamente in un danno al patrimonio di tutta la città di Roma, la cui manutenzione finanziamo essenzialmente con i proventi del Colosseo, che sono 35 milioni di euro l’anno. È per questo che il cantiere del pozzo dovrà diventare un elemento di attrazione: per compensare il disagio per i turisti. Ma il problema legato alla fruizione del monumento c’è comunque. Dalla conclusione delle attività archeologiche sulla piazza, paventiamo un calo del turismo e per questo abbiamo concordato con il nostro concessionario, l’Electa, la realizzazione di uno studio dell’impatto che questo cantiere avrà sui flussi turistici, proprio per calcolarne il decremento economico. Si sa che i cantieri allontanano il pubblico, su questo non c’è dubbio. Abbiamo chiesto al Comune, e a questo punto anche alla Regione che ha finanziato una parte dell’opera, di esprimersi in merito. Perché se c’è un decremento di flussi turistici, l’ente appaltante ci deve risarcire. E l’ente appaltante è il Comune di Roma’.

– E’ un argomento che avete già affrontato con il Comune?
‘Di questo possibile danno erariale parliamo da anni, ma nessuno ci è stato a sentire, nessuno ha dato seguito. Adesso però i nodi verranno al pettine. Noi possiamo monitorare ogni 5 giorni il flusso delle presenze. Il quadro che si prefigura in caso di decremento forte del turismo è un minore introito per la Soprintendenza, meno attività di tutela per il patrimonio archeologico della Capitale, ivi compresi i musei archeologici statali, decremento degli addetti al turismo e decremento dell’indotto’.

– Tuttavia, la Soprintendenza ha approvato il progetto per la realizzazione della metro C.
‘Infatti, questo non vuol dire che siamo contrari a fare la metropolitana. Non siamo delle Cassandre. Il problema è legato proprio al fatto che si continua a utilizzare un’area monumentale come via di transito per le macchine. Si continua a fare finta che questa non sia un’area monumentale di esclusivo interesse turistico e culturale. Il Comune non ha dato seguito alla nostra prescrizione e quindi non ha compensato il disagio prodotto dai cantieri con un’operazione quale la riduzione o l’eliminazione del traffico veicolare privato. Si poteva per esempio estendere la ztl, ma non è stato fatto. La realtà è che questa non viene considerata un’area monumentale, non c’è rispetto per i turisti. Invece, la percezione dei turisti che vengono al Colosseo è di sgomento di fronte al traffico a ridosso del monumento. Lo dimostra l’ultimo romanzo della scrittrice spagnola Alicia Gimenez-Bartlett, che ringrazio pubblicamente: uno dei protagonisti arriva a Roma e la prima cosa che fa è visitare il Colosseo. La prima cosa che dice alla sua ispettrice, la famosa Pedra Delicado, è: ‘Sono pazzi a far passare il traffico veicolare davanti al monumento”.

Colosseo a rischio Metro C

ROMA – Metro C nel mirino della Corte dei Conti

CECILIA GENTILE

La Repubblica 03/05/2013

METRO C di nuovo nel mirino della Corte dei Conti. Dopo l’esposto di Italia nostra, il procuratore regionale Angelo Raffaele de Dominicis ha deciso di verificare se davvero esistono rischi per la stabilità del Colosseo chiedendo chiarimenti alla soprintendenza archeologica, al ministero dei Beni culturalie ambientali, al sindaco Alemanno e al presidente della Regione Zingaretti. È stato lo stesso procuratore ad informare delle sue mosse Antonio Tamburrino, che per conto di Italia Nostra ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti denunciando i costi lievitati e il rischio per la stabilità dei monumenti con i lavori per il tratto San Giovanni Colosseo. «Eventuali errori causativi di danno pubblico potranno essere accertati e contestati innanzi alla sezione giurisdizionale di questa Corte, quando ciò si renderà possibile ed opportuno», scrive de Dominicis a Tamburrino, assicurandogli «la massima consentita considerazione alle sue denunce e alle sue valutazioni». «In altre parole – spiega Tamburrino – se dalle verifiche del procuratore dovesse venire fuori che c’è un rischio per le fondazioni del Colosseo oppure se i lavori dovessero provocare lesioni, allora ci sarebbe il danno erariale».

Il Campidoglio si affretta a dichiarare che «nessuna inchiesta è stata aperta dalla Corte dei Conti». «L’attività del procuratore Raffaele De Dominicis si è concretizzata allo stato quale atto dovuto, in una richiesta di informazioni in data 16 aprile indirizzata alla soprintendenza speciale per i Beni archeologici di Roma», recita un comunicato. Il candidato sindaco del centro sinistra, Ignazio Marino, invece, chiede chiarimenti ad Alemanno. «Le preoccupazioni di Italia Nostra – dice – sono quelle di tutti i romani. Il sindaco si assuma le proprie responsabilità. Mi chiedo poi se sono state studiate eventuali alternative nel percorso».

«Le questioni poste da Italia Nostra confermano quanto noi Radicali denunciamo in solitaria dal 2006: la costruzione della metro C va avanti senza alcuna certezza. Il sindaco Alemanno e Roma Metropolitane hanno il dovere di dire se sono in grado di completare l’intera linea della metro C. Finché non lo faranno, è da irresponsabili avviare i lavori San Giovanni-Colosseo», dichiarano Mario Staderini, segretario di Radicali italiani, e Riccardo Magi, candidato nella Lista civica per Marino sindaco.

Alla denuncia di Italia Nostra aderiscono anche il coordinamento Residenti città storica, Progetto Celio e Carte in regola, che chiedono un nuovo percorso per la linea C: da san Giovanni alla stazione Ostiense. Da qui un tram sul lungotevere almeno fino a Belle Arti.

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ROMA – Rossella Rea «Ma la stabilità del Colosseo non è in discussione»

MARIA ROSARIA SPADACCINO

Corriere della Sera, 03/05/2013

La direttrice: nessun pericolo. La Soprintendenza ai Beni archeologici riapre l’anfiteatro alle visite notturne

Il Colosseo continua ad essere sempre al centro della vita cittadina, ancora di più con l’arrivo della bella stagione e l’aumento dei flussi turistici nella Capitale, visto che ogni anno 6 milioni di visitatori lo scelgono come primo monumento da vedere. Da giovedì 2 maggio sono aumentate le possibilità d’accesso: sono iniziate le visite guidate notturne. Gli appuntamenti sono organizzati da Coopculture, si chiamano «La luna sul Colosseo», e sono state voluti anche quest’anno dalla soprintendenza speciale ai beni archeologici. Ogni giovedì e sabato, si potrà visitare l’anfiteatro Flavio anche di notte in compagnia di archeologi fino al 2 novembre. E proprio commentando questa nuova opportunità offerta ai turisti la direttrice Rossella Rea rassicura: «La stabilità del Colosseo non è assolutamente in discussione».

«I treni della metro B passano dal 1950 proprio lì vicino – prosegue Rea -, appena sotto l’asfalto come si può notare dalla vibrazioni al passaggio dei convogli. Noi della soprintendenza ne siamo certi: la situazione dell’Anfiteatro Flavio non è affatto compromessa». E continua: «La metro C è molto più lontana ed è più profonda, quindi non bisogna preoccuparsi di questo nuovo cantiere». Infatti è lei stessa a spiegare.

«Sin dal 1996 la Soprintendenza ai beni archeologici – continua – ha chiesto rassicurazioni e pareri specialistici ad un comitato tecnico-scientifico dei maggiori esperti italiani ed internazionali affinché studiasse la stabilità dell’Anfiteatro Flavio e di tutti i palazzi ed edifici storici sull’asse di Corso Vittorio. Un monitoraggio rigoroso che esclude problemi di quel tipo».

Da una parte, quindi, Rea condivide assolutamente la richiesta di «Italia Nostra» sulla pedonalizzazione dei Fori Imperiali. «Sono trent’anni che la soprintendenza chiede quest’intervento, quindi condivido assolutamente le richieste dell’associazione ambientalista, che sono poi le nostre stesse. Ormai i tempi sono maturi perché questo accada, altrimenti potrebbe succedere quello che, in qualche modo ha detto il neo-ministro alla Cultura -, tra dieci anni il bianco lo ritroveremo grigio».

D’altra parte ritiene complicata la richiesta di bloccare i lavori della metro C. «Ormai è troppo tardi, perché non è stato chiesto prima? – conclude – il progetto è del 2003 c’era tutto il tempo per riflettere su questo cantiere. Ora ci vorrebbe una cifra spaventosa per risarcire la ditta che ha vinto l’appalto».

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Un commento alle dichiarazioni di Rossella Rea. I cantieri della stazione della Metro C (la stazione, ben inteso…) arriveranno a dieci metri dal Colosseo come risulta già visibile dalle prime recinzioni (leggete, sempre su questo blog: Metro C. La nuova stazione di via dei Fori Imperiali); si dovrà scavare una voragine profonda 50 metri (la profondità della metro, appunto) lunga e larga quanto metà di via dei Fori Imperiali, a partire dalla Basilica di Massenzio e dall’opposto Prospetto Cederna, sfiorando la base del Tempio di Venere, fino ad arrivare a 10 metri (o 15? secondo la contrattazione della Soprintendenza) dal Colosseo: un enorme svuotamento che semplicemente secondo il buon senso non dovrebbe essere totalmente indolore per un’area geologica come quella dove sorge e ‘galleggia’ il Colosseo. Niente archeologia preventiva questa volta, come s’è sempre fatto (v. scavo di piazza Venezia) ma scavi simultanei ai cantieri, magari ben visibili al pubblico come auspicava qualche giorno fa la stessa Rea. Va proprio tutto bene? Possiamo davvero dormire sonni tranquilli? Quanto alla stabilità dei palazzi del Celio e di Corso Vittorio come mai la linea della metro, nella zona della Navicella e di via di Sant’Erasmo, è stata deviata dopo che è stata chiesta una revisione di indagini da parte di alcuni privati cittadini? Che poi la metro C possa continuare lungo Corso Vittorio sembra davvero una chimera. Per fortuna, direbbero in molti: così almeno quella parte della città non correrà rischi come certamente toccherà al Colosseo nonostante le solide e inattuali ‘certezze’ degli addetti alla tutela.