Archivio mensile:marzo 2013

Il Colosseo e il Centro Servizi: i cantieri ‘morti’ che devastano la città storica..

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Oggi, come vedete, il terrapieno dove dovrebbe sorgere il Centro Servizi è totalmente spoglio: sparita la recinzione, sparito il cartello della Soprintendenza Archeologica, spariti i cipressi e i cespugli di oleandri, solo erba quando piove, altrimenti uno spazio sterrato…
Non conosciamo il progetto del nuovo misterioso edificio che nessuno, comunque, sembra avere mai visto, però è già indicativo vedere questo luogo trasformato in terrosa e desolata spianata, destinata a rimanere tale per un tempo che già si prospetta indefinito. Guardare per credere il cantiere di scavo di Foro Traiano, dove alle cinque di mattina di una lontana primavera del 2007, vennero abbattuti gli alberi piantati all’inizio del secolo scorso. Primavera 2013: dopo sei anni le lamiere gialle del cantiere sono ancora lì e promettono di restarci per molti altri anni ancora, tanto per allietare una storica veduta urbana che era stata a lungo ornata da un lato e dall’altro di piazza Venezia dalle due bellissime e antiche aiuole alberate. Nessuno sa mai come sistemare e rendere godibili i ritrovamenti archeologici, in questo caso l’Auditorium di Adriano. Di solito il cantiere viene semplicemente abbandonato, come è accaduto in questo caso, e lo scavo diventa un luogo degradato. Roma tra piazza Venezia e il Colosseo è disseminata di devastazioni: basti pensare ai giardini inutilmente abbattuti ai margini dell’antica via Alessandrina quasi venti anni fa e da allora trasformati in una voragine da cui affiorano resti storicamente assai poco significativi. Mai che accada che un cantiere venga chiuso dopo un lavoro e che il decoro cittadino venga ripristinato prontamente. Un po’ come una guerra di trincea la nostra: ogni giorno si aggiungono altre transenne, altri bandoni, altro cemento, ogni giorno alberi e verde scompaiono per far posto a fossati e a buche, a deserti terrosi. Ci stupirà e forse ci offenderà il Centro Servizi misterioso quando lo vedremo, se mai lo vedremo, ma ancor più ci offenderà per anni e anni questa spianata di terra destinata a rimanere tale a lungo, come è facile prevedere, o, al peggio, a essere ben recinta tra breve da bandoni e lamiere. La grande voragine della nuova stazione della Metro C sarà scavata nell’ultimo tratto di via dei Fori Imperiali, a partire dalla Basilica di Massenzio e dal Prospetto Cederna fino a quindici metri dal Colosseo (o ‘dieci’ per buona grazia della Soprintendenza Archeologica che veglia sui destini della nostra antica e sventurata città curandosi soprattutto di questi dettagli..): in questo modo scomparirà alla vista dei cittadini e degli ignari turisti anche il secondo tratto di via dei Fori Imperiali sopravvissuto al delirio archeodistruttivo degli anni novanta.

Il Centro Servizi al Colosseo

Centro Servizi

Ecco come si presenta ora il terrapieno che fino a pochi giorni fa era adorno di cipressi e oleandri: una spianata sterrata dove si aggirano operai con pale e carriole. Cosa sarà questo misterioso Centro Servizi di cui nessun giornale parla? La Soprintendenza archeologica si è limitata a informare la cittadinanza che gli alberi sono stati espiantati. Come sarà l’edificio, che estensione avrà (si mormora 500 mq), se sarà sotterraneo o se emergerà in superficie, magari con un bella cupola di vetro, nessuno ha modo di saperlo: proprio come si usa in questi ultimi nostri tristi anni di disinformazione, arroganza e incuria. Tutela, bellezza, decoro, rispetto della città e della sua storia appaiono parole desuete. Del resto l’intera area del Colosseo sarà sequestrata tra pochi giorni dal più irragionevole e immane cantiere che sia mai stato costruito a ridosso di un antico monumento. Già ora comunque possiamo fare le prove generali di un’assenza che segnerà una frattura incolmabile nella città per anni e anni: tra le reti, le colate di cemento, i bracci meccanici Minguzzi il Colosseo si avvia verso un inevitabile degrado. Tra vent’anni e forse più certamente non sarà più una rotatoria spartitraffico ma un bel terminal affollato di frettolosi e ignari pendolari che nemmeno avranno il tempo di guardarlo. Una città, la nostra, troppo antica e sapiente per un paese governato da androidi senza memoria.