Archivio mensile:ottobre 2011

Conferenza di Claudio Strinati su Federico Zuccari

Accademia Nazionale di San Luca

Ritorno a Federico Zuccari.

Conferenza di CLAUDIO STRINATI

in occasione dell’ottantesimo genetliaco

di Matthias Winner

Giovedì 27 ottobre alle ore 17.30, il Salone d’Onore di Palazzo Carpegna ospita una conferenza di Claudio Strinati dal titolo “Ritorno a Federico Zuccari”, organizzata dall’Accademia Nazionale di San Luca e dalla Biblioteca Hertziana Max-Planck-Institut. L’iniziativa vuole celebrare l’ottantesimo anno di età di Matthias Winner, illustre storico dell’arte, dal 1977 al 1993 direttore della Biblioteca Hertziana di Roma e membro della Società Max Planck, nonché Accademico di San Luca dal 1985. “Il ritorno a Federico Zuccari” si ricollega alle numerose investigazioni che lo studioso polacco incentra sulla figura dell’artista marchigiano, ideatore nel 1593 del primo Statuto dell’Accademia Nazionale di San Luca; studi che sono diventati punti di riferimento per la formazione e la ricerca dello stesso Strinati e che costituiscono un solido supporto per l’interpretazione delle dinamiche inerenti all’espressione artistica tra Quattrocento e Seicento. Introdurranno la conferenza Francesco Moschini, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, e Sybille Ebert-Schifferer, Direttore della Biblioteca Hertziana Max-Planck-Institut Kunstgeschichte.

Filastrocca di Andrea Zanzotto per il suo gatto Uttino

L’amato gatto Uttino è morto il giorno prima del suo amico, Andrea Zanzotto: certamente lo ha fatto per preparargli una bella accoglienza e continuare a fargli compagnia … Per lui il poeta aveva scritto questa filastrocca:

Vorrei che tu fossi più spesso con me
a veder com’è vario il teatrino
che col micio combino.

Egli ha tanti nomi perché
muta secondo quel che fa
ma Uttino soprattutto resterà.

Intanto si sente re del giardino
e gira a far la guardia con orari
alquanto misteriosi o immaginari…

Ma quando da fuori arriva un rumore
anche solo di un motorino
scappa fin dentro la cappa del camino.

Tante mattine fa l’equilibrista
ma non sempre riesce a spostarsi
sui tralci e cade fuori dalla pista.

Ma subito scatta su un altro appiglio
con volteggi speciali, e arriva a terra
con ricche acrobazie che vi sconsiglio.

Ciò capita d’inverno, quando lui si fa grosso,
di ciccia e di pelliccia
e, cantando, lo chiamo «Cioccio, Cioccio»!

Una testimonianza allarmata sulla manifestazione degli indignados

Ieri verso le 15 tornavamo a piedi a casa da Via dei Cerchi dopo aver parcheggiato la macchina: via di san Gregorio era sbarrata sia alle auto che ai pedoni, quindi ci siamo inerpicati insieme a tanta gente, chi arrabbiato chi paziente, sulla bellissima stradina laterale che porta davanti alla Chiesa e poi abbiamo percorso a piedi il Clivo di Scauro costeggiando Villa Celimontana, la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, fino ad arrivare sul piazzale del Celio. Erano sbarrate anche via della Navicella e via Celimontana, presidiate da autoblindo della polizia e dai vigili del fuoco. Si erano fatte le 15,30 circa e, prima di rientrare, ho deciso di fare un giro rapido da sola, prima nelle strade intorno, poi verso piazza del Colosseo e lungo lo stradone di San Giovanni che scorre parallelo, vicinissimo a via Labicana, separata solo dallo scavo del Ludus Magnus. Da quella postazione potevo vedere benissimo tutta la massa dei manifestanti che scorreva come un fiume. Mi sono fermata per qualche minuto a osservare, assai soddisfatta, i giovani che sfilavano multicolori gridando slogan, facendo musica, con tutto il solito pacifico e rumoroso apparato delle manifestazioni. Improvvisamente, però, mi sono meravigliata e spaventata, quando sono comparsi alle mie spalle dei minacciosi energumeni vestiti di nero, tutti con il volto coperto da passamontagna e armati di lunghi bastoni. Venti circa, o forse più: sono passati davanti ai poliziotti, alle camionette, indisturbati, proseguendo, paralleli al corteo, nella stessa direzione. Risalita a casa, appena dopo un quarto d’ora venti minuti circa, ho sentito delle esplosioni a ripetizione e, affacciandomi dal terrazzo, ho visto alte colonne di fumo nero alzarsi verso l’incrocio di via Labicana con via Merulana. Allarmata dalla piega improvvisa che aveva preso una pacifica e affollatissima manifestazione, approvata dalla stragrande maggioranza delle persone consapevoli di questo disgraziato ex belpaese, mi sono subito collegata con la diretta del Corriere della sera per capire cosa stava succedendo ed ecco la mia meraviglia quando ho visto quegli stessi ragazzi in nero che distruggevano a mazzate una banca, lanciavano bottiglie, incendiavano. Sul sito di Repubblica ho visto anche una fotografia di un uomo dall’aria vigile e attenta sostare impassibile, appoggiato al muro, tranquillo, come in guardia, senza intervenire. Chi era? Come mai non scappava o non reagiva? E soprattutto quegli uomini in nero che stavano aggredendo i poliziotti, gli stessi che poco prima erano stati inutilmente respinti dai manifestanti, alcuni addirittura consegnati alla polizia: perché nessuno li aveva fermati qualche minuto prima, quando erano passati tra la gente che li guardava intimorita mentre agitavano i lunghi bastoni anche davanti alle camionette ferme della polizia? Come mai non sono stati arrestati? Non c’erani segni sufficienti perché venissero fermati? Non mi risulta che si possa andare per la via incappucciati e armati di bastoni quando è in corso una manifestazione della portata di quella di ieri. La sera ho visto in televisione le riprese delle altre manifestazioni di indignati: in Inghilterra, per esempio, dove ha parlato Assange, in Grecia. Tutto tranquillo da quelle parti. Nessun infiltrato. Una democrazia antica e un’altra antichissima, anche se segnata da cadute, decadenza e riprese. La nostra che fine ha fatto? Quando riusciremo a liberarci del fascismo volgare che ha abbattuto la coscienza morale di gran parte dei politici che si vendono per una poltrona trasformando in un ignobile postribolo i luoghi della discussione civile e meditata? Quando? Quando?

Il silenzio colpevole sul progetto di restauro della domus aurea

Urgente presentare al pubblico i progetti
EBDOMADARIO.COM —- Sabato 8 ottobre 2011

Restauro Domus Aurea:
il via alle polemiche

di Lisa Simonetti

Sono appena iniziati i lavori di recupero della Domus Area e già è polemica. A scatenarla è un’interrogazione del senatore Andrea Marcucci (Pd) – presentata lunedì 18 luglio al Ministro della Cultura Galan – che polemizza con il progetto presentato dal commissario straordinario dell’area, Luciano Marchetti. L’ex sottosegretario ai Beni Culturali ritiene che il piano di ristrutturazione contenga soluzioni pesanti ed invasive come “l’innesto di cinquanta piloni infissi nelle muratore antiche, di diversi ascensori per condurre i visitatori nel livello sottostante ed un costo previsto che si aggira intorno ai cinquanta milioni di euro”. Fondi, questi, che non saranno stanziati appositamente ma che verranno “prelevati” dalle casse (dell’entrate) del Colosseo.
L’obiettivo di Marcucci è, quindi, quello di fermare i lavori e di aspettare il parere della Soprintendenza mentre l’attuale sottosegretario, Francesco Giro (Pdl), fa sapere che in questa maniera “verrà rivalutata tutta l’area del Colle Oppio”, accusando il collega di disinformazione.
In realtà il restauro della residenza neroniana comprende due fasi di realizzazione: la prima, che prevede uno sbancamento della parte del parco compresa tra la Sala Ottagono e l’area est e la seconda, in cui si dovrà scegliere tra due progetti. Uno è stato presentato dallo stesso Marchetti e punta sulla realizzazione di un’intercapedine di tre metri sulla quale verrà ripristinato il giardino di Colle Oppio. L’altro è stato sviluppato dalla Soprintendenza e prevede la creazione di un “massetto tecnologico” da posizionare sopra quello traianeo, realizzando cinquanta centimetri di strato totalmente impermeabile.
C’è da dire, però, che le soluzioni previste non garantiscono ancora la sicurezza degli interventi e l’idea che, in questi giorni, sembra prevalere negli uffici di Palazzo Altemps, è quella di provare la sperimentazione di entrambi.

Dal momento che i due progetti non sono stati presentati al pubblico, invece di azzardare ipotesi e azioni alla Indiana Jones, non sarebbe meglio instaurare un dibattito serio e prolifico tra esperti del settore per trovare soluzioni efficaci e soprattutto sicure?

CULTURA&SPETTACOLO