Archivio mensile:agosto 2010

agosto romano…

Agosto romano quasi deserto. Qualche amico resiste per i più svariati motivi e allora la brezza serale di una terrazza alleggerisce la conversazione: la politica demente appresa dai tg e dalla carta stampata sfuma nelle opinioni diverse, tutte però concordi nell’allarme… Ce la faremo a tornare cittadini, se mai lo siamo stati? O siamo condannati a restare clienti, consumatori alienati di quel cacofonico centro commerciale in cui si è trasformato il bel paese? E se non siamo né cittadini né clientes quale può essere mai il nostro status? Credevamo di essere intellettuali – la parola suona stridula, come arrugginita.. – di varia misura ed entità: leggere, studiare, insegnare, scrivere, ecc. occuparsi di letteratura, di arte, di musica.. Forse lo siamo ancora nel prezioso giardino privato che ognuno coltiva al riparo dal presente rumoroso e inquietante. I miei amati gatti, ignari dei deliri di potenza, di ipocrisia, di malvagità, che affliggono tanta parte degli umani, cercano scampo alla calura nei ripari ombrosi: i neri gemelli Gino e Pino, l’anziano Attila, i due amichetti Mia e Mio, la scontrosa Miao in crisi abbandonica e Nina la bella, gentile e flessuosa. Curiamoci dei nostri piccoli fratelli, amici lettori, e impariamo da loro la gratuità dell’amore. Non li abbandoniamo.