Archivio mensile:marzo 2010

Sul colore viola…

Leggo sul Foglio di oggi una serie di tendenziose considerazioni sul colore viola e mi irrito profondamente per la loro fuorviante vacuità.
Davvero intollerabile lo scempio del nobile colore…: come si può essere così leggeri da definirlo un colore iettatorio?
Il colore viola non è solo simbolo di lutto, amici lettori… Lo è stato solo un tempo, tanto tempo fa, nel lontano Medioevo, per i preti e per i teatranti – per questi ultimi lo è tuttora per pura e semplice scaramanzia… Per la Chiesa il viola è il colore dei paramenti della Quaresima e rappresenta il raccoglimento nell’attesa della Resurrezione. Per il popolo dei teatranti è un colore che ancora oggi porta male perché in quello stesso periodo anticamente venivano proibiti tutti gli spettacoli e si interrompevano forzosamente tutte le loro attività lavorative…
Il colore viola, in realtà, ha la frequenza vibrazionale più alta nella scala dei colori e rappresenta le funzioni superiori del settimo chakra, che si colloca al vertice della nostra capacità percettiva (spero che nessuno di voi sia infastidito dal pensiero orientale che in ogni epoca disturba i conservatori benpensanti – accadeva anche al tempo dei romani, pensate un po’…). I chakra corrispondono ai diversi gradi del nostro radicamento al corpo, alla terra e alle energie vitali in cui siamo immersi senza rendercene conto, ottenebrati come siamo dall’ipertrofia dell'”io”. Dal punto di vista medico i chakra avrebbero delle precise corrispondenze con i nostri organi più importanti come il cuore, la tiroide, ecc.: ma non entriamo ora in un campo di indagine così sterminato.. Il settimo, detto anche chakra della Corona, governa la corteccia cerebrale, determina l’apertura e la dilatazione della coscienza, lo sviluppo della conoscenza superiore.
Vi sembra poco tutto ciò? Pensate anche voi che il viola porti iella?
Lasciamolo pensare a quanti dormono sonni profondi, a quanti non hanno nessuna voglia di risvegliarsi né tanto meno di essere risvegliati… Anzi, cari amici, auguriamo a tutti loro buona notte!

considerazioni inattuali

Forse i mei venticinque lettori si sono ridotti alquanto di numero data la mia lunga latitanza, dovuta ai più banali motivi di caos quotidiano: ivi compresa la momentanea disattivazione del sito per distrazione. Ordine e disordine si contrappongono in ogni mia giornata in una battaglia infinita che a volte mi lascia senza fiato: dalle carte sul tavolo che si rimescolano, ai compiti dei miei studenti da correggere, ai libri che si impilano vecchi e nuovi – quasi ogni giorno ne arriva uno… – alle notizie catastrofiche sui disastri naturali nel mondo, al declino del paese e dell’intera Europa. Qual è il mio paese?  non riesco più a immaginarlo.  Una strana nebulosa che va in dissolvenza, che non è più la casa in cui credevo di abitare fino a pochi anni fa. Un paese che  scompare giorno dopo giorno rinunciando al patrimonio dei giovani, abolendo il principio del merito, cancellando ogni regola, devastando, insieme all’ambiente, un patrimonio di conoscenze e di menti. Ne usciremo – penso sempre più spesso … – oppure l’opera di distruzione sistematica è stata portata troppo avanti?  I mei gatti sonnecchiano sulle poltrone: stanno per risvegliarsi dal torpore invernale… Rinascerà anche questa volta la primavera oppure anche marzo sarà il più crudele dei mesi?  Che fare? Ripartire da zero forse. Come? Rispettando l’aiuola in cui viviamo, credo: gli alberi, le acque, gli innocenti animali – che ci limitiamo a uccidere e mangiare – scegliendo gli amici giusti – quelli che non ci tradiscono – lavorando con passione  qualunque cosa stiamo facendo – leggendo buoni libri, vedendo buoni film (avete visto Invictus, per esempio?)… pensando di non essere individui in lotta perenne per la sopravvivenza ma parte di una comunità… Mah… Riparliamone insieme.