Archivio mensile:febbraio 2009

Santa Maria in Aracoeli

Guelfi e Ghibellini: chissà che la divisione non sia sempre la stessa. Però, contaminandosi sempre di più il potere temporale con quello spirituale, sarebbe forse il caso di parlare di guelfi bianchi e guelfi neri? Chissà che avrebbe fatto oggi un Cola di Rienzo redivivo. Vi riporto l’articolo della rubrica dell’Unità uscita oggi, 22 febbraio. Non sono riuscita a riportare l’articolo scannerizzato dal giornale.

SCALINATA CONTRO LA PESTE
Durante le contese tra Guelfi e Ghibellini la piazza del Campidoglio con la chiesa dell’Aracoeli, sorta nel VII secolo sui ruderi del tempio di Giunone, diventò lo spazio della rinnovata esperienza comunale. Tra le mura della chiesa si riunivano i dirigenti municipali e i nobili disputavano con i papi. Gli imperatori germanici vi si recavano per avere l’avallo del popolo romano e i poeti per ricevere l’alloro: Petrarca lo ebbe nel 1341. I Francescani, dopo averne ottenuto la proprietà da Innocenzo IV, nel 1250, ricostruirono l’Aracoeli modificandone l’orientamento perché divenisse la chiesa delle assemblee cittadine e delle sue istituzioni civiche. Segno del rinnovamento la costruzione di una imponente scalinata che apriva un nuovo accesso al colle nella direzione di Campo Marzio invece che dei Fori. Realizzata nel 1348 con i marmi di spoglio del luogo, fu inaugurata da Cola di Rienzo, forse come voto alla Vergine, per porre fine alla peste. Il 20 settembre 1887 il Comune di Roma capitale scoprì la statua di bronzo che lo rappresentava a grandezza naturale in cima a un basamento decorato con rilievi marmorei antichi: a ricordarlo nessuna iscrizione ma solo il nome ”Cola de Rienzi”.

Via della Gatta

Miei cari venticinque lettori, dal titolo della mia neonata rubrica per ora è scomparso l’articolo: Archivio segreto invece che L’archivio segreto. Scomparsa anche la parola “scrittrice” sotto il mio nome – poco male! – diminuite le righe – male! – per l’inserzione della pubblicità. Mah! Comunque mi diverte l’appuntamento con le segrete storie di Roma, almeno finché resiste. Chissà che non riesca a far spostare lo sguardo, almeno di qualche millimetro ogni domenica, ai cittadini stanchi e disillusi quali siamo noi tutti diventati… Tali e tante sono le memorie e le bellezze di questa nostra appassita città che meriterebbero da parte nostra una costante e quotidiana attenzione d’amore. Almeno perché non spariscano troppo in fretta come da uno schermo televisivo.

Comunicato stampa del Comune di Siena

Una favola cittadina che si conclude nell’arco di un giorno sullo sfondo
del Pantheon

ANNAROSA MATTEI HA PRESENTATO L’ARCHIVIO SEGRETO

Per Lunedìlibri la scrittrice ha incontrato il pubblico senese alla
Biblioteca Comunale degli Intronati

L’archivio segreto, scritto da Annarosa Mattei, è un libro particolare.
“Trenta episodi raggruppati da una cornice – così lo ha definito il
semiologo Omar Calabrese -. Apparentemente descrittivo si rivela, invece,
ampiamente narrativo”.
Una cena tra amiche stimolerà la protagonista a fare, il giorno dopo, una
passeggiata per le vie di Roma. Un giro durante il quale la storia della
capitale emerge dai suoi monumenti mentre, a dar vita alla quotidianità
sono i personaggi umani e animali che popolano i quartieri.
“La narrazione parte dai dettagli, come in un testo di Allan Poe -ha detto
Calabrese – lasciano spazio all’immaginazione che immagina, e nei luoghi
di Roma si intravede come una vita propria della città. Una città con una
sua esistenza biologica”.
Effettivamente come ha spiegato Renato Nicolini, docente di Composizione
Architettonica all’università di Reggio Calabria, la Mattei è riuscita a
mettere insieme quattro generi difficilmente compatibili: i sentimenti, il
piacere, cioè, di camminare in questa città così carica di storia; la
risposta, con stile e con garbo, alle porcherie scritte da Dan Brown; la
voce agli animali, che dobbiamo saper ascoltare; e le differenze tra
maschile e femminile perché durante il conviviale, che apre il libro,
vengono messe a confronto le diversità di genere”.
Annarosa Mattei, che oltre a scrivere si occupa di teoria e didattica
della letteratura e della lettura, sa bene, infatti, le tante sfumature
che può contenere un testo. Ricordando Pirandello che, riferendosi a
D’Annunzio, sosteneva la ‘scrittura di cose anziché quella di parole’, e a
Moravia che divideva ‘chi scrive da chi racconta’, lei ha usato uno stile
che le ha permesso di creare una storia dentro tante storie aperte, senza
un finale, lasciate alla fantasia di chi legge. Come del resto è la vita,
fatta di contatti, intrecci ed evoluzioni che solo il tempo, e non sempre,
può chiudere.
L’archivio segreto si sviluppa con uno schema da film e i caratteri delle
pagine arricchiscono il contenuto, entrando dentro la fisicità e l’anima.
Il corsivo dà voce alle cose, ma anche agli animali come il gatto
Gregorio, un micio filosofo e saggio. “E’ il linguaggio analogico, quello
fantasioso”, usato dalla scrittrice, insieme alle rime, per un viaggio di
emozioni, un diario che attraversa Roma in un unico giorno, per ritrovare
un po’ di se stessi e la propria collocazione nell’esistenza.

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16 febbraio – SIENA – Biblioteca Comunale – ore 18

Comunicato stampa del comune di Siena

Per Lunedilibri Annarosa Mattei apre il suo “Archivio Segreto”

Appuntamento il 16 febbraio alle 18 alla Biblioteca Comunale. Una strana e magica passeggiata senza meta per le strade ed i monumenti di Roma al centro della storia della Mattei, in cui gli animali parlano, così come i muri dei palazzi. Due, tre mondi paralleli e intrecciati al nostro che l’uomo deve solo imparare a sentire

Nuovo appuntamento il 16 febbraio alle 18 alla Biblioteca Comunale con la rassegna, ad ingresso libero, “Lunedilibri”. L’autrice Annarosa Mattei (Anna per l’anagrafe ndr), abruzzese di nascita e romana di adozione, incontrerà il pubblico e presenterà il suo secondo romanzo L’archivio segreto (Oscar Mondadori), introdotta dal semiologo Omar Calabrese e da Renato Nicolini, docente di Composizione Architettonica all’università di Reggio Calabria e inventore, più di venti anni fa, di quella “estate romana” che ha cambiato per sempre il rapporto dei cittadini con le manifestazioni artistiche e culturali.
La protagonista del libro, una scrittrice, quasi un alter ego della Mattei, organizza un incontro conviviale tra amiche in un bell’appartamento di un quartiere residenziale di Roma e la serata diventa un pretesto per riflettere su arte e letteratura, ma, soprattutto, su sentimenti e vita.
Il mattino successivo il nostro personaggio, in parte ispirato dagli argomenti della sera, annulla i suoi impegni e inizia un giro per le strade ed i monumenti di Roma, attraversando vie, piazze e rioni storici della capitale, con “gli occhi di una donna disorientata in un misterioso palinsesto”, in bilico tra realtà e fantasia, riconoscibile anche dal diverso carattere della scrittura (corsivo per la parte ‘immaginata’).
Una strana e magica passeggiata senza una meta precisa, durante la quale incontra e parla con uomini e donne, entrando in contatto emotivo anche con monumenti e animali.
Come su un palcoscenico il racconto si sviluppa con il supporto di uno scenario naturale: l’urbanistica della capitale animata con comprimari veri.
Un itinerario affascinante e misterioso che entra nel cuore e nella memoria della Roma antica, ma anche nell’anima di ognuno di noi, fatta di presente e passato, speranza e nostalgia, emozioni e ricordi, alla ricerca del significato vero del vivere e dell’identità.
“La tua vita – scrive Annarosa Mattei – esiste solo se la racconti e te la devi immaginare se la vuoi raccontare per illuderti di coglierne un barlume di senso”.
Proviamo anche noi a fare questo esercizio di stile, parliamo con la scrittrice per farci guidare alla ricerca di quel qualcosa che abbiamo, ma che spesso non riconosciamo.

L’incontro sarà preceduto dalla lettura di alcune pagine del ibro da parte degli attori Massimiliano Alocco e Paola Benocci.

Le parole di Valerio Magrelli sull'Archivio segreto

Che passeggiare sia un’arte, lo dimostrano innumerevoli testi letterari. Infatti, anche limitandoci all’epoca moderna, molti scrittori hanno rappresentato il loro girovagare senza meta. Dalle “promenades” in campagna di Rousseau, a quelle parigine di Baudelaire, dai versi giocosi di Aldo Palazzeschi, alle assorte pagine di Robert Walser, il tema della passeggiata ha permeato romanzi e poesie. Eppure resta comunque sorprendente imbattersi in un racconto tutto centrato su un personaggio che se ne va a zonzo, nel centro storico di Roma, senz’altro scopo che quello di inseguire i propri pensieri.

Con “L’archivio segreto” (Oscar Mondadori), Annarosa Mattei descrive appunto una donna che alterna gli appuntamenti con gli amici, al puro piacere di camminare, sola, lungo le strade della sua città. La chiesa di Sant’Ignazio, il Pantheon, l’Aracoeli: in questo andare lieve e zigzagante, appaiono vicoli e piazze che permettono alla protagonista di incontrare l’umanità più varia.

Non solo. Accanto a uomini, donne e ragazzi, ecco infine apparire un gatto parlante. Questa magica figura di iniziato svelerà all’eroina il mistero cui allude il titolo del libro: un tesoro segreto, quell’archivio del mondo che giace da millenni nelle profondità della capitale, racchiudendo l’intera storia dell’umanità… Da un simile viaggio fantastico, la narratrice tornerà talmente turbata, da finire sul cofano di una Smart blu, segno che i nostri giorni mal sopportano qualsiasi forma di fuga visionaria.