Archivio mensile:gennaio 2009

Piazza Venezia

L’archivio segreto – L’Unità 25 gennaio 2009
Seconda puntata della rubrica iniziata domenica scorsa. Spero che ai miei venticinque lettori non dispiaccia l’idea di arretrare a più di un secolo fa, alle vicende e alle trasformazioni di Roma capitale, quando la città rinacque e cessò di essere quell’affascinante borgo archeologico che scrittori e artisti stranieri ritraevano ricercandone la misteriosa linfa vitale sotterranea e segreta. Roma come la mitica fenice capace di risorgere dalle ceneri…

Scrivere romanzi: una scelta da evitare… o dissimulare…

Mi è capitato di recente di sentir dire più e più volte da amici studiosi, fini intellettuali: “Ma perché scrivi romanzi? io non riuscirei mai a farlo, a scrivere cose non vere, intendo dire… inventate…Vuoi mettere scrivere un saggio, un libro di studio: c’è una bella differenza…”. E un altro che mi aveva retrocesso, nel suo stelloncino critico mensile, rispetto a un libro di memorie, mi diceva, quasi a giustificarsi del diverso trattamento: ” In quel libro ci sono lettere, dati e informazioni: tutto vero, si impara qualcosa…”. Un altro ancora: “Io leggo solo saggi…” E così via. Forse il mio prossimo libro dovrò intitolarlo Questo non è un romanzo per evitare equivoci. Paradossale però che molti dei miei amici studiosi si occupino proprio di letteratura e di essa vivano in termini professionali. Professori, critici, e così via. Nella biblioteca di Manzoni non si è conservato nessun romanzo. Se ne sarà liberato lui “che si era abbassato a scrivere un romanzo”? o li avrà buttati qualcun altro vergognandosene? Ma lui aveva rimescolato la storia con il saggio, con la riflessione morale… Rimescolato con l’invenzione, è vero: ma quanta verità! Certo verità come interpretazione, signori miei! non certo come dato di fatto indiscutibile e incontrovertibile. Certo anche don Lisander ebbe i suoi problemi con i critici, specie con un certo Tommaseo, molto erudito. Infatti, debitamente annoiato di questo tipo di discussione, non ne scrisse più di romanzi. Ma il suo unico li contiene già tutti quelli che avrebbe potuto ancora scrivere, quindi va bene così. E ditemi poi se non si impara proprio nulla, miei cari amici, fini studiosi, leggendo un romanzo cosiffatto?

Il Collegio Romano

L’archivio segreto è il titolo della nuova rubrica che uscirà ogni domenica, a partire da oggi, sulle pagine romane de l’Unità. I miei venticinque lettori sanno a quale significato intenda alludere: le pietre di Roma, potrei dir loro, parafrasando il titolo di Ruskin, o ancora meglio le passeggiate romane di Stendhal o di Gregorovius. Modelli alti, non c’è che dire. Inarrivabili, lo ammetto. Mia intenzione è solo di raccontare i dettagli riposti di una città amata da tanti stranieri e, forse, da pochi romani. Troppo distratto dal vivere quotidiano, l’antico civis romanus, per camminare, osservare, pensare, per accorgersi di tanta memoria che lo accompagna e lo avvolge come un caldo mantello.