Archivio mensile:settembre 2008

Una conversazione speciale, a San Lorenzo in Miranda, il 22 ottobre

Miei cari venticinque lettori – forse sarebbe mglio dire lettrici – vi aggiorno di tanto in tanto su qualche iniziativa di lettura. Se frequentate questo sito, certamente avete letto L’archivio segreto e immaginate già cosa significhi per me lo scrivere e il narrare. Una forma particolare di conversazione che si estende oltre i limiti del parlare quotidiano. Non un monologo, ma un dialogo aperto e ininterrotto con tanti personaggi e con tanti lettori immaginari che traggono la loro vita dalla realtà e da altri libri. Quando capita che ci si incontri realmente è un piacere scambiarsi opinioni sul tema del parlare e del raccontare. Del camminare. anche, che spesso sollecita queste attività.

L’incontro che vi annuncio si svolgerà in un luogo particolarmente suggestivo, tipico di quella Roma a strati sovrapposti che è il teatro incantato dove si dipana la mia passeggiata-racconto.

Vi riporto l’invito con le date e l’indirizzo precisi.

In occasione dell’inaugurazione delle attività di Studiolo per l’anno accademico 2008 -09

Bruna Daniele Marzano la invita a un incontro con

Annarosa Mattei
autrice del libro
L’ARCHIVIO SEGRETO

Intervengono
Dara Galateria e Claudio Strinati

Mercoledì 22 ottobre 2008, ore 17,30
San Lorenzo in Miranda
Nobile Collegio Chimico Farmaceutico Universitas Aromatoriorum Urbis
Via in Miranda, 10 – Foro Romano

la solitudine docente…

Ripreso l’anno scolastico. Rivisti i miei studenti: diciannove per l’esattezza. Funzioneranno ancora le parole dei poeti morti quando quelle dei vivi sono consumate e svuotate? Aprire un dialogo con un piccolo gruppo di giovani è sempre positivo per l’anima. Almeno per la mia, che a volte è lontana e inavvertibile. Chissà se riesce a sopravvivere nel recesso segreto in cui ha deciso di abitare… I colleghi si aggirano a piccoli gruppi, vagamente immusoniti, nella prima giornata di pioggia che ingrigisce il grande cortile cinquecentesco del liceo Visconti. Siamo in pochi a salutarci e a sorridere. Questo luogo così carico di memorie mi appare da tempo come un deserto di solitudini e diffidenze. Faccio fatica a trovare varchi di comunicazione se non con pochissimi, con cui ci scambiamo sguardi straniti. Ma ci sono docenti e docenti, miei cari venticinque lettori… Non tutti sono afflitti da malinconiche riflessioni. Alcuni hanno, al contrario, un’espressione severa, come di vago rimprovero o di risentimento. Parlano a mezza voce e non chiedono nulla a nessuno. Forse perché sanno già quel che c’è da sapere e non hanno alcun bisogno di sapere altro…

a mala pena aveva un nome…

Oggi se n’è andata senza un sospiro una piccola gattina randagia raccolta da Claudio, la settimana scorsa, nell’aiuola polverosa davanti alla Chiesa di San Marco, dove non è sopravvissuto un filo d’erba e la sera svolazzano le cartacce dei quotidiani distribuiti gratuitamente agli ingressi delle metropolitane. Quando si dice che la vita si spegne… Nel suo caso si è affievolita man mano, finché non è cessata del tutto in modo impercettibile, senza neanche un guizzo. Non arrivava a pesare cinquecento grammi ed era molto vivace e gentile. Un febbrone domenica scorsa, tentativi di cura, pareri discordi di veterinari più o meno informati. E poi è finita. Perché mai la sua morte dovrebbe essere diversa dalla nostra? Perchè mai io non avrei dovuto capire quel che passava nel suo sguardo e che era, invece, assai chiaro?

Un nuovo racconto di libri…

Questo breve racconto è uscito in questi giorni sulla rivista “50 e più”. I personaggi sono due della quattro amiche dell'”Archivio segreto”: forse hanno deciso di vivere una vita propria al di là delle intenzioni di chi li ha inventati.

50 e più – Anno XXX n.9 – Settembre 2008

Conversazione in libreria

Pomeriggio d’estate in una torrida piazza romana. Palazzo Chigi e la Colonna di Antonino Pio vibrano nell’aria attraversata da onde di calore. Mi rifugio all’interno di una libreria. Scaffali ricolmi, pile di volumi simili a torri. Sorridenti autori di cartone appostati negli angoli: “Leggimi, leggimi, ti divertirai…”
Riconosco da lontano la mia amica Ludmilla che mi apostrofa con irruenza smettendo di leggere qualcosa che sembra disturbarla.
“Giusto te. Perché scrivi anche tu?” esclama “Tutta l’Italia scrive… Gialli, noir, autobiografie: il padre e la madre del tale, la malattia del tal altro. Non se ne può più. Meglio una vera biografia allora. O un saggio. Almeno imparo qualcosa”. Infastidita prende un altro libro che apre appena e subito ripone. Copertina d’oro, fascetta di ristampe e premi, primo in classifica sulle testate nazionali…
“Saggi e biografie… ma sono romanzi anche quelli in un certo senso. Non è detto che corrispondano al vero …” replico, incuriosita dalla sua irritazione “anche negli studi più seri c’è una buona dose di invenzione.”
“Ma che dici?” ribatte Clotilde “Se leggo di Napoleone o di Alessandro Magno, loro sì che sono personaggi storici. Veri per davvero. Se leggo di Kafka, per dire, o di Leopardi… Penso alle lettere, per esempio…non sono vere?”
“Forse ti piacciono perché di quei personaggi conosci l’opera, i fatti. E allora vuoi capire perché hanno agito o scritto nel tal modo. Come hanno elaborato la loro vita.” aggiungo osservando una ruga tra le sue sopracciglia che assomiglia a un punto interrogativo.
“Che intendi dire?”replica attenta “Che significa elaborare la vita? La vita è quella che è. Si vive e basta. Non si deve mica elaborare ”.
“E allora perché leggi? Cosa cerchi nei libri? Non cerchi per caso le vite degli altri? Magari per ritrovare la tua tra le parole scritte da tanti che non conosci…”mormoro mentre sfoglio un libro di Saramago che ho pescato in uno scaffale sotto la lettera S.
Ludmilla ammutolisce per qualche istante.
“Ma guarda. Una nuova edizione delle Mille e una notte! “ esclama prendendo in mano un libro voluminoso.
“Io leggo per divagarmi,…” continua aprendo il libro a caso “Ma forse hai ragione tu. Una storia fine a se stessa mi annoia, mi irrita. Mi sembra una perdita di tempo. Perché si scrivono storie inutili? Tirate via in fretta. Senza nessuna cura della lingua, dello stile, della forma. Come se fosse un obbligo essere sciatti. Come se lo scrivere bene e il narrare fossero due atti inconciliabili. Non hai risposto alla mia domanda. Tu perché scrivi?”
“Per esprimere la mia indignazione” rispondo decisa.
Ci guardiamo restando per un attimo in silenzio.
“Scrivere mi aiuta a dipanare la matassa in cui il mio filo di sofferenza si aggroviglia” continuo “Per scrivere attingo da quel che leggo e non solo da quel che vivo. Ricette e balsami i buoni libri: siamo fatti per metà di quel che leggiamo e per l’altra metà della nostra esperienza vissuta. Una costruzione narrativa la vita. Se nessuno ce la racconta non esiste. Scrivere vuol dire tracciare una mappa plausibile in cui tutti possiamo ritrovarci…”
“Vai sul difficile adesso. Non ti seguo…” sussurra Ludmilla pensierosa mentre un giovane accanto a lei ci ascolta con aria perplessa.
“Pensa a Shaharazad, allora” le dico “e alle Mille e una notte. Il re dimentica il suo odio per le donne ascoltando le storie meravigliose che gli racconta la figlia del visir, una sapiente fanciulla che ha letto molti libri. Che è capace di raccontare le avventure di tanti personaggi – di uomini e donne, giovani e vecchi, ladri, mercanti, poveri e ricchi, potenti e non – fino a riconciliare il re con la sua stessa vita e con le vite degli altri. Con le vite delle donne soprattutto che lui odiava ritendole infide e sleali.”
“Vuoi dire davvero che narrare una bella storia può essere utile a qualcosa? Che può servire a vivere meglio? ” esclama Ludmilla “Ma non era Oscar Wilde, a dire che la letteratura, l’arte insomma, non deve servire a niente. Gratuità pura, secondo lui…”
“Intendo dire proprio questo” aggiungo “Wilde voleva solo difendere l’autonomia dell’arte, minata già allora dall’obbligo della redditività. Quantità contro qualità: direbbero oggi tutti quelli che fanno pesare la loro opinione. Questo va e quello non va: se un libro si vende vuol dire che vale. Pensiamo con la nostra testa, Ludmilla. Una storia deve essere bella e autentica, ben raccontata e ben scritta. Solo così può essere vera come desideri tu e utile..”
“Vera, dici? Ma allora ho ragione io. Saggi, biografie, epistolari: quei generi di scrittura sì che sono sono veri… “insiste Ludmilla.
“Le storie di Shaharazad non sono mica vere. Ma sono autentiche. Fondate su un senso del vivere che lei ha imparato leggendo tanti libri. È giovane Shaharazad. Non può aver fatto tanta esperienza. Quel che sa in gran parte l’ha letto e così ha sfidato la morte. Ma il re non la farà uccidere. La ascolterà per “mille e una notte” generando figli con lei e allontanando da sé la paura della sofferenza e della morte. Vivranno entrambi e con loro vivranno i loro figli e tutte le altre donne del regno. Shaharazad ha messo a disposizione del re quel che ha letto, raccontandoglielo in modo bello e avvincente. Mescolando spesso i versi alla narrazione. La vera sapienza non è sapere tante cose ma capirle e saperle trasmettere. Questo è il compito di chi scrive. Qualunque cosa scriva. Saggio o romanzo che sia…”
“Ma Shaharazad è solo un personaggio letterario. Non mi dirai che è lei la ragione del tuo scrivere…”continua scettica Ludmilla.
“Invece sì” continuo “Il mondo mi appare come un cumulo di macerie. La convinzione di poter allontanare la paura mi spinge a scrivere… Mi viene in aiuto la letteratura di ogni epoca. Le parole di Dante e di Shakespeare, di Leopardi e di Borges, di Svevo e di Gadda: una moltitudine di poeti morti le cui parole si intrecciano alle mie. Le mie fantasie assomigliano alle loro e affiorano in forma di racconto, di poesia, di saggio… I generi si mescolano per dire quel che la mente immaginativa detta dentro … Ed ecco che la vita stessa finisce col trasformarsi in un libro…”
“Mi hai quasi convinto… ma non del tutto. Ho ancora delle questioni da discutere con te. Ti chiamerò più tardi. Verso sera…” dice Ludmilla andando alle casse con il suo bel volume delle Mille e una notte e dirigendosi poi verso l’uscita.

Rai Nettuno Sat 1 – Uno scrittore un’estate: 9 autori presentano i loro libri

Incontri con gli autori
“Uno scrittore un’estate”: 9 autori presentano i loro libri

In esclusiva TV su Rai Nettuno Sat 1
Un accordo tra la Fondazione Epoké e l’Università Telematica Internazionale Uninettuno per la diffusione della cultura

L’Università Telematica Internazione Uninettuno, www.uninettunouniversity.net in collaborazione con la Fondazione Epokè, trasmette in esclusiva televisiva sui canali satellitari Rainettuno Sat 1 e 2 (sui canali 822 e 823 di Sky) e su Raidue, cicli di “lezioni speciali”, condotte dagli scrittori presenti alla rassegna letteraria “Uno scrittore un’estate”, che si svolge a Capalbio dal 12 luglio al 24 agosto 2008. La rassegna porta in piazza – e nelle vostre case – alcuni tra i più grandi autori italiani di letteratura e di saggistica: da Sergio Romano a Shlomo Venezia, da Amos Luzzatto a Marella Caracciolo, da Fasanella a Victor Zaslavsky e Elena Aga-Rossi, da Raffaele Simone a Ettore Mo, solo per citarne alcuni.

Il primo ciclo in onda su Rainettuno Sat 1 e 2 è composto da nove autori, che parleranno del loro ultimo libro e del loro personale approccio alla scrittura. Alcuni dei brani saranno letti e interpretati dalla nota attrice Elisabetta Pellini. Le “lezioni speciali” realizzate con i personaggi del mondo della cultura, della politica e dell’economia italiana andranno così ad inseririrsi nel più ampio progetto dell’Università Uninettuno, di diffusione della cultura tramite la televisione e le nuove tecnologie.

L’Università Telematica Internazionale Uninettuno infatti si contraddistingue per i suoi contenuti, per l’originalità e il rigore dei programmi d’informazione, intrattenimento culturale e formazione, tanto da aver ricevuto per cinque volte il prestigioso premio Hot Bird TV Awards sulla sezione Culture and Education. Un riconoscimento di grande importanza per le emittenti tematiche gestite dal mondo accademico che, nella diffusione della conoscenza e del pensiero tra l’Europa e i Paesi arabi, svolgono un rilevante ruolo di avvicinamento tra le culture e le civiltà.

Ecco gli autori che vedrete su Rai Nettuno Sat 1 dal 17 al 25 agosto alle ore 13.30; 21.05; 01.30:

Benedetta Cibrario, autrice di “ Rossovermiglio” – Feltrinelli
In onda il 17/08/2008

Giacomo Marramao, autore di “La passione del presente. Breve lessico della modernità” – Bollati Boringhieri Editore
In onda 18/08/08

Eliana Miglio, autrice di “La grande invasione delle rane” – Fazi Editore
In onda il 19/08/08

Annarosa Mattei, autrice di “L’archivio segreto” – Mondadori
In onda il 20/08/08

Melania Rizzoli,autrice del libro “Perchè proprio a me?” – Sperling&Kupfer
In onda il 21/08

Adolfo Scotto di Luzio, autore di La scuola degli italiani” – Il Mulino
In onda il 22/08

Giorgio Ruffolo, autore di “Il capitalismo ha i secoli contati” – Einaudi
In onda il 23/08

Alessandro Pellegatta, autore di “Viaggi altri” – Fondazione Epokè
In onda il 24/08

Luigi Tivelli, autore di “Chi è stato?Gli uomini che fanno funzionare l’Italia” Rubettino – Rai Eri
In onda il 25/08

Lo stesso calendario sarà replicato dal 27 agosto nel palinsesto notturno di Raidue e dal 13 settembre alle ore 12.20 e 20.40 su Rai Nettuno Sat 2.